Un incontro pubblico a Mantova sulle donne nel mercato del lavoro.

settembre 20, 2022 § Lascia un commento

Ieri ho avuto il piacere di essere a Mantova con le donne democratiche di Mantova e la mia collega Antonella Forattini , ora candidata alla Camera nel collegio plurinominale del suo territorio, per parlare di donne e lavoro.
Di questi temi ci siamo entrambe occupate con costanza e tenacia in questo mandato come Consigliere regionali.

Contrastando con determinazione l’indifferenza del Governo di Centrodestra in Regione, non ci siamo mai arrese e in questi anni abbiamo portato avanti importanti sfide per garantire maggiori opportunità, diritti e tutele per tutte le donne lombarde.

La nostra Regione e il nostro Paese hanno bisogno di politiche innovative che possano abbattere il divario di genere nel mercato del lavoro, promuovere una maggior condivisione delle responsabilità di cura, incrementare i servizi territoriali per l’infanzia (come gli asili-nido), e per le persone fragili e con disabilità. E soprattutto fornire strumenti che possano contrastare la violenza di genere ed assicurare l’indipendenza economica delle donne.

Proposte che fanno parte del programma del @partitodemocratico per queste elezioni del #25settembre, per costruire un’Italia più giusta per tutte e tutti, dove le donne siano al centro dell’agire politico.

Le Donne Dem per il diritto di scegliere

settembre 18, 2022 § Lascia un commento

Con tante donne appassionate sabato 17 settembre in un giardino nei pressi del Barrio’s a Milano abbiamo raccontato la necessità di non dare per scontati i diritti che le donne hanno conquistato negli anni.

Anche in Lombardia non si è così libere di abortire: solo 51 strutture su 62 danno questa possibilità.

Con un’ obiezione di coscienza ancora alta, oltre il 60 % di media, e con una decina di strutture al 100%, o poco meno, raramente si può scegliere come e dove interrompere la gravidanza, visto la scarsa diffusione del metodo farmacologico con RU486 e il profondo e costante depotenziamento dei consultori.

Qui più nel dettaglio un post che restituisce il non incoraggiante quadro lombardo emerso dalla mia indagine a tappeto sulla attuazione della Legge 194.

Il #25settembre sarà opportunità di decidere se e come le donne avranno il diritto all’autodeterminazione.

Ricordatelo.

Rassegna stampa 1/12 settembre_ caro bollette teatri, e ripartenza scuole

settembre 12, 2022 § Lascia un commento

1 settembre – Milano today – Caro bollette (redazionale)

https://www.milanotoday.it/attualita/caro-bollette-teatri-cinema-regione-lombardia.html

12 Settembre – La Stampa – Rientro in classe (articolo di Francesca del Vecchio)

https://www.lastampa.it/milano/2022/09/12/news/scuola_rientro_in_classe_senza_docenti_in_lombardia_assegnate_circa_7000_cattedre_su_oltre_22mila-8660615/

Gli italiani al voto tra disillusione e inaridimento della democrazia – Un articolo su ‘Domani’

settembre 12, 2022 § Lascia un commento

La disillusione verso le elezioni e l’inaridimento della democrazia in Italia
Enzo Risso- Domani – 11 settembre

Come stanno arrivando gli italiani al rush finale elettorale? Ormai siamo entrati in pieno silenzio elettorale per i sondaggi pre-elettorali e come tale non parleremo né di partiti né di intenzioni di voto, ma di come le persone vivono e giudicano le elezioni e il processo democratico nel nostro paese. Partiamo dal tema di base.

Quanto sono appagate le persone del funzionamento della democrazia in Italia? Il dato generale mostra che solo il 30 per cento degli italiani è soddisfatto, contro il 70 per cento di insoddisfatti. Più deluse risultano le donne (73 per cento), i trenta-cinquantenni (78 per cento), i residenti al Sud (72 per cento) e gli appartenenti al cento popolare (79 per cento).

Ad alimentare questa dimensione di sconforto contribuisce, in parte, il modo in cui funzionano le elezioni. L’amarezza verso il processo elettorale coinvolge il 76 per cento del paese, con punte che veleggiano sull’ottanta per cento tra le donne (81), il ceto popolare (83), i baby boomers tra i 51 e i 64 anni (80).

Per riuscire a chiarire in che modo e in quali aspetti si radica questa delusione è utile scandagliare le aspettative e le pulsioni emozionali che le persone riversano sul processo elettorale. Osservando il significato assegnato alle votazioni da parte degli italiani si intraprende anche una perlustrazione delle origini dell’avvilimento per la democrazia.

Ai primi due posti troviamo il senso e lo spirito con cui si recano alle urne gli elettori. Le elezioni per gli italiani sono, innanzitutto, un modo per dare un futuro al paese (33 per cento) e un mezzo per cambiare le cose (32 per cento). A ritenere il momento elettorale fondamentale per guardare avanti, costruire il domani e instillare il cambiamento sono, soprattutto, gli anziani e il ceto medio.

In terza posizione si colloca il tema di poter scegliere tra i diversi partiti in campo e le loro proposte (24 per cento). Un aspetto, quest’ultimo, particolarmente significativo a Nordovest (31 per cento) e nelle Isole (28 per cento). Una visione completamente disillusa del momento elettorale coinvolge il 18 per cento delle persone, per le quali le elezioni “sono un modo per ingannare il popolo”.

Il tarlo che rischia di degradare le parti interne del nostro sistema democratico coinvolge in primo luogo i ceti popolari e i residenti al Sud (21 per cento), i trenta-cinquantenni (24 per cento) e i residenti a Nordest (25 per cento). Non manca una quota di elettori che vive le elezioni come l’occasione per punire i partiti “che non hanno mantenuto le promesse e sono incoerenti” (17 per cento).

Una dimensione particolarmente praticata dall’universo maschile (20 per cento) e dagli over 65 anni (25 per cento). In fondo alla classifica dei temi che caratterizzano il processo elettorale è collocata la volontà di far vincere la propria parte politica (solo 8 per cento). Una percentuale che mostra l’alto livello di liquidità delle appartenenze politiche raggiunto in Italia e la quasi archiviazione del voto ideologico.

La possibilità di scegliere tra le personalità dei leader, o la possibilità di avere governi responsabili delle loro azioni, convincono, in entrambi i casi, appena l’11 per cento degli elettori; così come l’opportunità di difendere, attraverso le elezioni, gli interessi della propria famiglia o quelli della propria classe sociale ormai sono marginali e coinvolgono, per ambedue i fattori, appena il 12 per cento del corpo elettorale.
L’Italia è attraversata da un pernicioso sentimento di disagio verso la democrazia. In esso possiamo riconoscere l’accresciuto distacco dei ceti bassi e popolari, traditi nella loro speranza di ascesa e benessere, ma incontriamo anche il fastidio rancoroso di parte del ceto medio il quale, seppur maggiormente legato al modello della democrazia parlamentare e al voto, appare sempre più distaccato e disilluso, tradito nelle sue attese di ruolo e partecipazione al potere.

La nostra società è attraversata da un torrente non più sotterraneo caratterizzato dalla disillusione e dalla sensazione di vivere in una democrazia delle élite. Si è accresciuto negli anni il peso per la mancanza di visioni di lungo periodo, per l’insipienza e la carenza di politiche di coesione sociale, per la difficoltà, di tutta la classe dirigente (e non solo dei partiti), a individuare il perimetro di un nuovo senso di comunanza civica entro cui collocare i tratti complessivi e condivisi dell’evolversi sociale ed economico della nazione.

Riaprono le scuole, cosa ha fatto la Giunta perché la ripartenza sia in sicurezza?- Un’interrogazione all’assessore.

settembre 9, 2022 § Lascia un commento

Cosa sta facendo la Regione per il rientro a scuola in sicurezza? Per gli studenti e insegnanti lombardi e soprattutto negli istituti di sua competenza?

L’ho chiesto formalmente con un’interrogazione che contiene precise domande alla Giunta regionale e agli assessorati competenti.

Vorrei sapere quali misure la Giunta abbia predisposto per la riapertura delle scuole e dei centri di formazione professionale.

📌Sono stati fatti interventi per consentire un’areazione adeguata degli ambienti, anche attraverso impianti e misuratori della qualità dell’aria?

📌 Le scuole, e in particolare i centri di formazione professionale, che dipendono direttamente dal bilancio della Regione, hanno garanzia di copertura dei costi energetici?

Perché l’aumento dei costi dell’energia rischia di creare criticità nella gestione delle scuole, soprattutto per garantire aereazione continua, sia se si usano sistemi di ventilazione energivori, sia per l’apertura delle finestre, se in inverno il riscaldamento sarà a regime ridotto.

📌C’è un piano per affrontare adeguatamente l’eventualità di nuove criticità pandemiche?

Cioè si è provveduto allo stoccaggio di materiali, risorse umane ed economiche, definizione di procedure, piani di mobilità e tutto quanto abbiamo imparato a conoscere durante la pandemia?

📌La Giunta ha intenzione di potenziare gli strumenti di didattica digitale integrativa e finanziare l’ampliamento di classi e plessi scolastici anche per ridurre l’impatto ambientale ed energivoro?

Ragazzi, insegnanti e famiglie, hanno diritto di affrontare l’anno scolastico in sicurezza.

Non va abbassata la guardia, ed è necessario investire nel miglioramento della qualità degli ambienti scolastici ed educativi e del sistema didattico e formativo nel suo complesso.

Vogliamo risposte, i ragazzi e le scuole vogliono risposte.

Da mesi chiediamo interventi, che hanno sempre negato.

Ora ci dicano cosa realmente hanno fatto.

La mia risposta alla lettera di Giorga Meloni al Corsera

settembre 5, 2022 § Lascia un commento

Ho cominciato a fare politica attiva nelle istituzioni a quarant’anni, prima come Consigliera di Zona a Milano, poi come Consigliera comunale e adesso come Consigliera regionale.

La storia del mio impegno politico è simile a quella di tante mie colleghe e compagne. Un impegno accompagnato da grande forza di volontà e anche da alcune rinunce, perché per noi donne non è mai stato facile conciliare l’attività di militanza e attivismo con quella lavorativa e con la famiglia.

Molte di noi hanno portato nella politica anni di esperienza dal mondo del volontariato, dove ci si è misurate con la vita vera delle persone senza chiedere nulla in cambio.

Ma soprattutto abbiamo occupato i nostri spazi come donne e in quanto donne senza “concessioni di posti o quote da parte dei leader maschi”, a differenza di ciò che afferma Giorgia Meloni nella sua lettera al Corriere.

Da sempre le donne democratiche e progressiste del nostro Paese, diversamente da ciò che dice la leader di FdI, si sono messe in gioco per incidere sulla politica, contribuendo alla redazione della nostra Costituzione e all’approvazione di leggi che hanno introdotto criteri di parità, costruendo politiche di genere per l’emancipazione, cosa che nel campo conservatore non è mai avvenuta.

Trovo veramente offensive e ingenerose le parole di Giorgia Meloni nei confronti di noi donne attiviste, e credo che sia gravemente anacronistico continuare a parlare di maternità ritenendola fondamentale per il nostro riconoscimento in quanto donne, pensando a chi madre non lo è per necessità o per scelta.

È altrettanto grave affermare che Fratelli D’Italia si batterà “per una piena e integrale applicazione della 194”, quando nella Regione in cui governa, le Marche, non sono state recepite le nuove direttive del Ministero della Salute sull’Interruzione Volontaria di Gravidanza.

Il 25 settembre riflettete su queste parole, pensate e attivatevi per arginare un partito politico che ha come cavalli di battaglia discriminazioni e machismo.

Noi ci siamo, e lotteremo insieme per politiche di emancipazione, tutela e protezione della libertà di scelta delle donne.

Giorgia Meloni dov’è, dov’era, e soprattutto cosa farà davvero perché le donne siano libere di scegliere e di affrancarsi da quella subalternità a cui le destre le relegano da decenni?

Il mio intervento in aula per assestamento di bilancio: donne, giovani, scuola e cultura non siano più fanalini di coda.

luglio 26, 2022 § Lascia un commento

L’assestamento al Bilancio, dovrebbe rappresentare  l’opportunità per adattare a nuovi bisogni le previsioni del Bilancio approvato nel dicembre scorso.

In questo momento complesso  è necessario avere consapevolezza delle sempre maggiori disuguaglianze generate dalla crisi conseguente alla pandemia,  e quindi   prendersi la responsabilità di intervenire a tutti i livelli istituzionali per colmare questi divari.

Il #PNRR ha tracciato strade, quel piano voluto dal partito Democratico e perseguito con determinazione dal governo Draghi, quel governo di unità nazionale, che è stato disconosciuto da partiti che ne facevano parte, anteponendo interessi di parte anziché quelli del paese.

Un piano che ha tra i suoi pilastri investimenti maggiori  a  favore  delle donne, dei giovani, delle fragilità, e il potenziamento della sanità territoriale.

In coerenza con la necessità che ogni istituzione faccia la sua parte nel contrastare divari e disuguaglianze,  ho presentato ordini del giorno e emendamenti che  impegnano consiglio e Giunta, ad intervenire su settori e fasce di popolazione ancora particolarmente in difficoltà per l’impatto negativo della crisi post pandemica: donne e giovani, scuole e settore culturale.

Con gli atti presentati chiedo fondi aggiuntivi  e maggiori sostegni per le donne, che hanno sofferto moltissimo gli effetti della crisi , di cui non c’è traccia significativa in  questo assestamento, anche negli ordini  del giorno e negli emendamenti presentati.

Fondi per  l’occupazione  femminile, che è ancora limitata e caratterizzata da lavoro povero, precario, retribuito in maniera disuguale. Occupazione che non può decollare, se non si investe anche sui servizi territoriali, come gli asili nido, per i quali chiedo fondi regionali da destinare ai comuni per la gestione e il funzionamento.

A sostegno delle donne chiedo anche fondi per la formazione #STEM e la pratica sportiva femminile.

E un supporto più deciso alle donne più fragili e più in difficoltà.

L’odg 7401, chiede di dare risposte al preoccupante aumento della violenza di genere nella nostra Regione e alle difficoltà economiche dei centri che accolgono le donne impegnando  la Giunta, come il governo ha fatto, ad aumentare gli appostamenti a sostegno dei centri e delle reti contro la violenza di genere, valutando anche un anticipo dei fondi ministerial odg 7401, a cui ho apportato alcune modifiche dopo un confronto con l’assessora Locatelli.

Con un emendamento chiedo anche l’attivazione del  fondo per il Gratuito Patrocinio, già approvato in sede di Bilancio di Previsione. 

A  cornice di queste puntuali richieste, c’è poi la sollecitazione alla Giunta di dotarsi del Bilancio di genere, strumento di analisi e programmazione, integrato ai bilanci, necessario per monitorare l’impatto di genere  delle politiche   e  degli investimenti regionali, per poi intervenire a colmare i divari, che ci sono anche da noi.

SANITA’ TERRITORIALE: CONSULTORI:

Sono presidi territoriali fondamentali, ancora in numero troppo esiguo, ma soprattutto poco ‘visti’ e che non hanno avuto grande considerazione da parte delle ultime Giunte lombarde. Mentre va data loro reputazione, e vanno rilanciati,  potenziandoli di risorse umane, tecnologie e spazi aggiuntivi, per ampliare interventi di prevenzione e garantire prestazioni sociosanitarie di qualità, che possono svolgersi in queste strutture limitando gli accessi nelle strutture ospedaliere. (gravidanza a basso rischio ad esempio)

Altro capitolo da affrontare con maggiore serietà da parte del Governo della Regione è quello della ripartenza delle #scuole in sicurezza: per questo ho richiesto di finanziare impianti di aereazione (dando priorità agli istituti con classi più numerose), progetti e rimodulazioni degli ambienti scolastici interni e degli spazi esterni e l’istituzione di presidi della salute nelle scuole.

Le scuole richiedono anche da parte di Regione maggiori investimenti e impegni finanziari per contrastare l’abbandono scolastico, con contributi alle famiglie per l’acquisto libri e materiale didattico e per ampliare i beneficiari di borse di studio universitarie.

Tra i settori più colpiti dalla crisi dovuta alla pandemia non possiamo non soffermarci sul #settoreculturale e dello spettacolo, che deve essere sostenuto di più, per superare divari territoriali e avere strumenti dedicati per facilitare l’occupazione.

Un sostegno che è particolarmente necessario al comparto audiovisivo.

UN sostegno che è stato più volte promesso, anche nell’ultimo piano operativo annuale approvato qualche mese fa,  ad un settore  che con 20mila operatori e 2mila imprese, può essere una leva di sviluppo economico.  Per questo ambito, ho richiesto un pacchetto di misure e fondi, per migliorare la competitività, delle imprese per promuovere la produzione e sostenere tutta la filiera del comparto e rivedere funzioni e ruolo della Lombardia Film Commission.

Altri miei emendamenti richiamano l’attenzione sul supporto alla mobilità sostenibile, con la richiesta di potenziare il trasporto treno più bici e di creare parcheggi per le biciclette nelle scuole. 

Altri emendamenti chiedono supporti economici ai comuni più piccoli, per sostenere i costi delle rette di minori in comunità, e per sportelli di ascolto e accoglienza per chi è vittima di discriminazioni e abusi a causa dell’orientamento sessuale.

La Giunta lombarda deve intervenire in queste macro aree per promuovere una maggiore equità e parità di opportunità a tutti i cittadini e le cittadine, senza lasciare nessuno indietro.

Speciale assestamento di bilancio- Le mie richieste alla Giunta Fontana

luglio 20, 2022 § Lascia un commento

Arriviamo a fine luglio a discutere di assestamento in bilancio, che come dice la parola stessa dovrebbe essere il momento in cui vengono corrette le previsioni iniziali del dicembre scorso, con adattamenti anche alle sopravvenute esigenze.

In breve qui di seguito vi illustro i 5 ordini del giorno (tanti ne ha a disposizione ciascun consiglieri) di cui sono prima firmataria.

Tre di questi intervengono sui sostegni alle pari opportunità: uno riguarda l’introduzione di strumenti per una più equa distribuzione delle risorse, uno prevede sostegni ai consultori, servizi territoriali diretti alla salute delle donne, e uno prevede incremento di risorse per contrastare la violenza di genere.

1.BILANCIO DI GENERE

Nella direzione di una equità nella distribuzione delle risorse è fondamentale valutare l’impatto di genere delle attività regionali, monitorando costantemente con opportuni indicatori il livello di integrazione della dimensione di genere in tutte le politiche regionali.

Come distribuisce le risorse la nostra Regione? Quali sono le ricadute degli investimenti regionali sulle diverse componenti della sua popolazione? Ci sono differenze di impatto tra i generi? Per dare una risposta a queste domande, serve uno strumento di valutazione e monitoraggio che la nostra Regione al momento non ha: il Bilancio di Genere. Per garantire pari opportunità è fondamentale monitorare annualmente l’impatto di genere delle politiche regionali.

Per questo motivo, per fotografare con chiarezza la situazione, individuare squilibri e criticità e intervenire, chiedo alla Giunta Fontana, con un ordine del giorno, che anche la nostra Regione, si doti del Bilancio di Genere, E’ uno strumento utile, già attivato in altre regioni, soprattutto per individuare azione correttive e misure specifiche per correggere le diseguaglianze di genere orientando in tal senso la programmazione strategica e la destinazione delle risorse regionali secondo criteri di equità.

Ho presentato anche alcuni emendamenti rafforzativi della realizzazione di pari opportunità.

  • 2 milioni a sostegno dell’occupazione femminile
  • 200.000 euro per borse di studio STEM destinate a ragazze
  • un fondo a sostegno della pratica sportiva femminile
  • Un emendamento aggiuntivo riguarda l’incremento fondi per i comuni per gestione e funzionamento asili nido un maggior sostegno finanziario ai comuni sotto i 30.000 abitanti per il costo delle rette delle comunità dei minori)

2. POTENZIAMENTO CONSULTORI PUBBLICI

IL consultour che ho in atto da qualche mese, ha messo in evidenza con chiarezza, il disinvestimento della Giunta Regionale su quei presidi territoriali di prossimità fondamentali per la salute della donna e di tutti i cittadini.

Per questo ritengo sempre più urgente e fondamentale che siano appostate risorse adeguate perché in questi presidi sia garantita la dotazione di tutte le figure professionali previste dalla normativa, così da offrire la multidisciplinarietà degli interventi, e che siano implementate le strumentazioni diagnostiche (ecografi) e i dispositivi di telemedicina, assicurando l’erogazione di servizi e prestazioni sanitarie nell’ottica di un’appropriata medicina di prossimità, per una completa presa in carico delle gravidanze a Basso rischio ostetrico (BRO), per la diagnostica di primo livello e il pieno recepimento delle linee guida ministeriali per l’applicazione della Legge 194.

IL nuovo modello organizzativo delle Case della Comunità dovrà garantire anche la presenza dell’attività consultoriale nel rispetto della completezza e multidisciplinarietà del servizio, privilegiando soluzioni logistiche che tutelino la riservatezza.

Emendamento sul tema

  • 700.000 dotazione macchine ecografiche

3.SOSTEGNO ALLA RETE DEI CENTRI ANTIVIOLENZA

Raccogliendo la richiesta di aiuto proveniente da diversi centri che operano nell’ambito dell’accoglienza alla vittime e sul contrasto alla volenza di genere chiedo alla Giunta Fontana un impegno a garantire che le risorse ripartite nella Conferenza Stato-Regioni siano erogate con regolarità e puntualità, provvedendone anche all’eventuale anticipo.

E ad incrementare lo stanziamento regionale, che da l.r. 11/2012 dovrebbe essere pari a 1 milione/anno di risorse proprie, compensando quest’anno con un appostamento di due milioni aggiuntivi il mancato finanziamento regionale negli scorsi due anni.

  • Emendamento sul tema : stanziamento aggiuntivo di 2 milioni di euro ai cav e reti antiviolenza lombardi.

Sul tema del contrasto alla violenza di genere ho anche presentato un emendamento indirizzato direttamente alle vittime.

  • emendamento finalizzato ad uno stanziamento per finanziare il gratuito patrocinio regionale (approvato come odg a bilancio nel 2020, ma che non risulta ancora appostato);

4 RIPARTENZA SCUOLE

E’ importante che Regione Lombardia non si faccia trovare impreparata alla ripartenza delle scuole e per questo, con un ordine del giorno articolato, chiedo:

  • che siano finanziati impianti, strumenti e dispositivi di aereazione** EMENDAMENTO, con priorità agli istituti con classi più numerose, per  il miglioramento della qualità dell’aria, la climatizzazione invernale ed estiva degli ambienti, l’insonorizzazione e amplificazione nelle classi.
  • che ci siano finanziamenti per i progetti e la realizzazione di rimodulazione degli ambienti scolastici interni, e per un maggiore utilizzo degli spazi esterni per fini didattici integrativi e laboratoriali; così come per la digitalizzazione e cablatura e per l’implementazione delle tecnologie a disposizione di scuole e alunni ***ANCHE EMENDAMENTO, necessarie a incrementare forme di didattica innovativa e multimediale.
  • che vengano istituiti presidi della salute nelle scuole e negli istituti formativi;
  • che agli istituti di formazione professionale si data tempestivamente la fornitura di dei dispositivi per la protezione individuale e la sanificazione degli ambienti;

Poiché parlando di scuola non dobbiamo semplicemente preoccuparci che riparta insicurezza e basta, ma attivare maggiori investimenti e impegni finanziari in diversi ambiti ho depositato anche questi emendamenti:

  • Impianti di aereazione (10 milioni conto capitale)
  • impianti di insonorizzazione e amplificazione acustica (10 milioni)
  • Scuole sicure, Antincendio (10 milioni scuole + 2 milioni ITS)
  • Diritto allo studio Borse Universitarie (4 milioni aggiuntivi)
  • dote scuola (10 milioni aggiuntivi)
  • strumentazione digitale per famiglie e per le scuole (5 milioni per ciascun intervento9
  • Antibullismo

5 SOSTEGNO al SETTORE AUDIOVISIVO

Perché le parole scritte nel POA Cultura, dove il sostegno al settore audiovisivo è tra gli obiettivi prioritari, non restino solo parole, come ogni anno chiedo che la Giunta si impegni concretamente nel sostegno al settore cine audiovisivo che vede la Lombardia seconda solo al Lazio per peso economico e occupazionale, con un fatturato di quasi 6 miliardi, 2.000 imprese, e 20.000 operatori distribuiti in diversi ambiti, chiedo azioni concrete a supporto di un settore che potrebbe diventare un volano di sviluppo economico e di attrattività turistica per la nostra regione attraverso:

  • progetti di carattere interassessorile (Cultura, Turismo, Sviluppo Economico) da realizzarsi anche con fondi comunitari europei ((FES, FEIS, FESR), per l’accompagnamento e il sostegno alle imprese audiovisive nello sviluppo della competitività e nel processo di internazionalizzazione (destinando risorse a supporto delle imprese per la presenza  a festival, mercati, convention) per la costituzione di reti con altri soggetti europei; nonché negli investimenti strategici, con particolare attenzione alle imprese che sviluppano modalità e tecnologie produttive e postproduttive innovative e d’avanguardia;
  • un bando destinato alla promozione e alla valorizzazione delle attività cinematografiche e audiovisivo rivolto all’intera filiera del comparto sul modello di NEXT già in atto per lo spettacolo dal vivo, sostenendo momenti cosiddetti Industry e di Mercato;
  • un Film Fund, finanziamento pianificato su base pluriennale, alla produzione audiovisiva locale e nazionale sul territorio regionale,
  • il potenziamento e valorizzazione della funzione della Fondazione Film Commission come leva di sviluppo per il settore ‘audiovisivo, anche attraverso il potenziamento dell’organico, e la revisione dello Statuto nell’ottica di una maggiore centralità del sostegno all’audiovisivo;
  • supporto della formazione sull’audiovisivo, compreso il sostegno all’Alta Formazione e alla Formazione Permanente;
  • promozione della cultura cinematografica e audiovisiva attraverso campagne di sensibilizzazione per attrarre nuovi pubblici a partire dalle scuole e progetti di formazione per gli insegnanti;
  • istituzione di un tavolo permanente di confronto e ascolto attivo di operatori e associazioni, per attivare azioni e strumenti di coordinamento e coprogettazione, e individuare strategie condivise per la ripresa e il rilancio.

Emendamenti

  • FILM FUND, che manca in RL dal 2017 (5,5 milioni in tre anni)
  • sportello lavoratori spettacolo nei CPI
  • incremento risorse per tutto il comparto culturale
  • sostegno finanziario allo sviluppo e alla promozione culturale nelle aree interne e periferiche
  • sostegno per la promozione e supporto produzione audiovisiva e sale cinemat sul modello NEXT

Si aggiungono emendamenti per sostenere la mobilità ciclistica , in particolare per potenziare l’intermodalità

Come trasformare lo smart working da strumento di emergenza a opportunità strutturale

luglio 18, 2022 § Lascia un commento

Se durante la pandemia, abbiamo conosciuto uno smart working che forse non possiamo neanche considerare tale, ma semplicemente come lavoro da casa, ora non è più possibile rimandare l’opportunità di interpretare al meglio questa modalità di lavoro, che deve andare oltre il suo utilizzo emergenziale, q quindi introdurre un quadro normativo che ne regoli l’utilizzo.

In Italia però siamo in ritardo, ancorati ad un modello rigido di organizzazione basata del lavoro tradizionale e superato, dove il luogo di lavoro mantiene una centralità quasi assoluta, e i tempi di lavoro sono definiti rigidamente e molte delle imprese non hanno policy sullo smartworking, cioè non lo hanno strutturato, né hanno definito regole certe che permettano ai lavoratori e alle lavoratrici di lavorare in modo più flessibile. Manca la fiducia come mancano strumenti per valutare i risultati raggiunti che lasciano questo modello di lavoro in un margine di residualità e di eterogeneità di norme.

A livello nazionale, il Ministro Orlando ha costruito un protocollo da cui bisogna partire per trasformare lo smart working da modalità di lavoro emergenziale e quindi eccezionale, a modalità consueta e ‘normale’.

Nei contratti di lavoro agile deve essere ben definita l’alternanza tra assenza e presenza sul luogo di lavoro: quanti giorni in Smart, quante ore dell’tempo complessivo, settimanale o mensile; se questo tempo sia ‘accumulabile’ e quando non utilizzato, differibile ad altro periodo.

Anche se il mondo imprenditoriale e del lavoro italiano si aspetta “più smart working, ma in una forma ibrida, in cui la presenza sul luogo di lavoro è garantita per alcuni giorni della settimana. Ciò pare essere la soluzione migliore per massimizzare i benefici e al contempo ridurre i rischi del lavoro a distanza. L’idea di delocalizzare completamente il lavoro, con conseguenze importanti sia per il mercato del lavoro stesso (per esempio, reclutamento su scala globale, pressioni salariali) che per l’economia territoriale (per esempio, de-urbanizzazione con effetti sul mercato immobiliare e perdita di effetti di agglomerazione), sembra rimanere confinata a una minoranza della forza lavoro (coloro i quali faranno esclusivamente smart working, pari a circa il 3 per cento secondo le imprese). Dal punto di vista territoriale ciò potrebbe comunque portare a una ridistribuzione dai centri città verso le aree suburbane (effetto ciambella), date le minori esigenze di pendolarismo.” (la voce.info, Criscuolo)

Altro tema è l’introduzione di norme per il ‘diritto alla disconnessione, quando cioè chi lavora non è più reperibile/disponibile, perché la stragrande maggioranza dei lavoratori teme di dover lavorare di più, o di non riuscire a distinguere più la vita privata da quella professionale. Quindi le imprese devono preoccuparsi anche dell’evitare questo rischio, che rappresenterebbe un deterrente nella scelta di modalità agili di lavoro.

Nel contratto di lavoro deve essere chiarito come la lavoratrice o il lavoratore attuano il proprio diritto a lavorare in smart working, come misurare l’efficacia della prestazione di lavoro, ome riconoscere il lavoro extra time e retribuire gli straordinari.

Un altro punto dirimente è l’introduzione di sistemi di valutazione fondati più sul raggiungimento di obiettivi che sul tempo lavorato.

Occorre dunque introdurre una differente gestione manageriale della forza lavoro, necessari adeguamenti e investimenti sulla rete delle attrezzature tecnologiche aziendali, e un accompagnamento nella formazione e acquisizione di nuove competenze.

Manca di fondo in Italia la piena integrazione del lavoro agile negli obiettivi organizzativi aziendali e la valutazione ex ante delle regole più calzanti per la propria impresa, rispondenti cioè alla duplice esigenza di rappresentare al meglio i benefici individuali e collettivi dei dipendenti e le ricadute positive sull’azienda, per organizzare poi la formazione dei propri dipendenti su una base concreta.

La maggiore criticità che genera frammentarietà è l’applicazione di regolamentazioni definita dai vertici aziendali, senza il coinvolgimento dei propri dipendenti e quindi senza di fatto prevedere un periodo di formazione e accompagnamento all’utilizzo di questa nuova modalità.

qui una serie di articoli utili per approfondire il tema :

Rassegna stampa: Sette giorni su sostegni alla mobilità ciclistica

luglio 15, 2022 § Lascia un commento

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