C.S.: Sostegno alle botteghe storiche

febbraio 19, 2019 § Lascia un commento

Comunicato Stampa

BOTTEGHE STORICHE, SOSTEGNO BIPARTISAN IN REGIONE

ASTUTI (PD): BUON PUNTO DI PARTENZA, MA OCCORRE PIÙ IMPEGNO SUGLI AFFITTI

Voto favorevole, oggi in Consiglio regionale, del Partito Democratico alla legge che valorizza le attività storiche e tradizionali all’interno dei centri storici delle città lombarde. Grazie al Pd, rispetto alla formulazione iniziale e alle precedenti misure, oltre ai negozi e ai locali sono state aggiunte le botteghe artigiane. La Regione sosterrà queste attività con risorse ad hoc per favorirne la permanenza in attività all’interno dei centri urbani, come elemento caratteristico e tradizionale.

Questa norma – spiega Samuele Astuti, capogruppo PD in commissione Attività produttive del Consiglio regionale – è condivisa da tutte le forze politiche e anche noi abbiamo dato il nostro contributo inserendo tra le attività storiche meritevoli di sostegno anche le botteghe artigiane. Avremmo voluto un impegno maggiore sul fronte degli affitti, perché spesso sono proprio quelli a determinare la chiusura di un’attività nei centri storici, ma la maggioranza non ha ritenuto di varare una misura di sostegno per questa voce. Siamo quindi a un buon punto di partenza che potrà essere migliorato in futuro.”

Grazie al Pd la dotazione è stata incrementata di 120mila euro in parte corrente, che quindi sale a 900mila euro in tre anni, e di 500mila euro sugli investimenti che salgono così a 2,5 milioni.

 

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Regione Lombardia- Abolito  l’obbligo di sepoltura degli embrioni grazie a emendamento PD

febbraio 19, 2019 § Lascia un commento

In Regione Lombardia, la riforma dei servizi funebri, passata in consiglio oggi,  ristabilisce un principio di laicità con un emendamento del PD che sancisce che abolisce l’obbligo di sepoltura degli embrioni e che verrà data sepoltura ai prodotti del concepimento, solo su ‘esplicita richiesta della donna o di chi è titolato’.
Torna il rispetto dopo anni in cui si è tollerato che ci fossero cerimonie religiose di sepoltura a embrioni o feti, chiamandoli “bambini mai nati”, senza il parere delle donne che hanno voluto o dovuto interrompere la gravidanza. Le madri non erano coinvolte nelle decisioni ma feti ed embrioni erano seppelliti per imposizione, in ottemperanza alla legge del 2007 dell’Istituzione Lombarda. Spesso gli embrioni venivano anche affidati ad associazioni, il più delle volte di natura religiosa,  che attivavano un rapporto diretto con la struttura sanitaria procedendo poi alla sepoltura con tanto di riti religiosi.
Con questo emendamento Regione Lombardia interrompe questa prassi irrispettosa della laicità delle istituzioni e molto lesiva del diritto di libertà di scelta dei cittadini e delle cittadine. Vigileremo che questo regolamento non sia disatteso e i diritti delle donne rispettati e che non  si ripetano prassi in contrasto con le scelte e la sensibilità delle donne.  

#Primarie PD #3Marzo – Chi può votare

febbraio 17, 2019 § Lascia un commento

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L’impatto del Reddito di Cittadinanza sui CpI (Centri per l’impiego)

febbraio 17, 2019 § Lascia un commento

L’impatto del Reddito di cittadinanza sulle politiche attive per il lavoro avrà ricadute importanti sulle politiche del lavoro regionali.

Funzionerà se saranno anche in grado di funzionare e reggerne l’impatto i Centri per l’Impiego, che al momento sono i principali erogatori pubblici di politiche attive per il lavoro. Dal 2015 i CpI (501 sedi principali, da cui dipendono 51 sedi secondarie e 288 sedi distaccate o sportelli territoriali) sono gestiti dalle Regioni e dalle province autonome, il ruolo di  coordinamento è invece in capo all’Anpal (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro).

Secondo l’Istat l’utente medio di un Cpi è uomo over 50 con titolo di studio fino al diploma,   senza lavoro da meno di 12 mesi;  nelle regioni del Nord i contatti sono più frequenti .

Se i beneficiari  del Reddito di Cittadinanza, saranno milioni  di italiani va da sé che  i numeri sembrano molto molto elevati per una gestione efficiente ed efficace  da parte dei Centri per l’Impiego che avranno il compito di proporre le offerte di lavoro a  chi percepirà il reddito di cittadinanza.

I CPI riscontrano già ora diverse criticità

“(…) l’indagine Anpal riscontra forti criticità sia dal lato della domanda di lavoro che da quello dell’offerta. Dal lato della domanda (quello dell’impresa), le scarse opportunità lavorative del territorio e la presenza di troppe proposte a termine sono i problemi più citati. È interessante notare come il primo riguarda soprattutto il Sud, mentre il secondo (insieme ai problemi relativi a crisi industriali, settoriali e squilibri tra competenze richieste e offerte) incide maggiormente al Nord. Dal lato dell’offerta (quello delle persone in cerca di lavoro), invece, i problemi ricorrenti sono l’elevata disoccupazione giovanile e over 45. Queste fasce d’età sono infatti più difficili da gestire, soprattutto in un mercato del lavoro bloccato.
Al Sud vi è poi un’alta propensione alla disoccupazione di lunga durata, mentre al Nord, soprattutto al Nord-Est, il divario tra le competenze richieste dai datori di lavoro e le competenze degli aspiranti lavoratori sembra essere un problema più che rilevante.”*

In Italia sono circa 8000 i dipendenti dei CPI; di questi l’83,5% sono impegnati  a ricevere il pubblico in attività di front office, gestendo sia i lavoratori che perdono il lavoro e entrano in condizione di disoccupazione, sia pratiche amministrative, certificazioni, servizi di collocamento per disabili.

“Un altro grave problema dei Cpi individuato dall’indagine Anpal è la carenza di personale, di attrezzature e di competenze. Poco meno di 8mila operatori sono chiamati a far funzionare il servizio. Nel complesso delle attività svolte, a farne le spese è in particolare l’orientamento di secondo livello, che comprende più approfondite attività di profilazione dell’utente e consulenza orientativa. Basti considerare che solo il 26 per cento degli operatori ha conseguito un titolo universitario (solo il 17 per cento al Sud), il 56 per cento si ferma al diploma superiore e un 13 per cento addirittura alla licenza media. È proprio di figure specialistiche che i Cpi necessitano, in particolare orientatori e psicologi, personale amministrativo e consulenti aziendali e giuristi (contributo di Francesco Giubileo).
Benché sia un requisito fondamentale per la creazione di un sistema moderno ed efficiente, anche sotto il profilo informatico le carenze sono tante: il 18 per cento delle criticità osservate riguarda l’inadeguatezza dei software (18 per cento), cui si aggiunge un 9 per cento di mancanza di hardware.
E infatti, quasi il 50 per cento dei Cpi intervistati dichiara di non possedere una dotazione informatica adeguata per il personale. Il 36 per cento, inoltre, afferma di non possedere una connessione in rete appropriata.
Altre criticità segnalate sono la mancanza di spazi adatti e l’inadeguatezza delle banche dati disponibili.”  * (https://www.lavoce.info/archives/55009/tutte-le-difficolta-dei-centri-per-limpiego/)

Questa la situazione su cui si innesta il Reddito di Cittadinanza.

La Lombardia, che ha una bassa incidenza  percentuale di ‘povertà relativa’ (l’8% degli individui residenti), ma è molto  popolosa (10 milioni di abitanti),  potrebbe avere  numeri significativi: 800 mila persone circa potrebbero essere i possibili aventi diritto lombardi, cioè coloro che, con  un Isee fino a 9.360 euro annui,  potranno ricevere un contributo che potrà raggiungere la cifra massima di 780 euro.

I CpI dovranno gestire le domande e le iscrizioni al progetto di RdC, avvieranno le istruttorie, si coordineranno con  l’Inps per l’erogazione del sussidio, proporranno ai beneficiari l’iscrizione ad un corso di formazione finalizzato alla qualificazione professionale,  e sottoporranno ai beneficiari fino a tre offerte di lavoro. E inoltre si occuperanno delle pratiche connesse.

Si calcola che a livello nazionale ogni dipendente impegnato in attività di front office  in un CPI dovrà trovare un’occupazione ad 892 persone. “In questo percorso, il primo passo è stato quello di capire quanti siano gli operatori attivi all’interno dei centri per l’impiego. Un dato, quest’ultimo, che viene censito dal ministero del Lavoro. E che è disponibile all’interno del Monitoraggio sulla struttura e il funzionamento dei servizi per il lavoro 2017 redatto da Anpal (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro).” (fonte il Sole24 ore)

Riusciranno quindi i CpI  a proporre   offerte di lavoro per tutti i beneficiari di questo sussidio? E’ un carico di lavoro tutt’altro che semplice e leggero.

Si aggiunge poi un altro nodo critico: quello dei ‘navigator’, i tutor che accompagneranno chi beneficerà  del RdC nell’inserimento lavorativo. Potrebbero essere circa 500 quelli previsti per la Lombardia su 6000 totali in Italia,  ipotizzati come lavoratori ‘a progetto’ quindi in un ambito di precarietà. Non si è ancora certi però sul come e da chi saranno formati per il ruolo che ricopriranno,  sembra che il compito sarà dell’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro (Anpal), quindi centralizzato e senza bandi regionali.

Non è ancora chiaro il tipo di  rapporto che avranno i navigator con chi già lavora nei CPI,  e cosa ne sarà di loro dopo che avranno esaurito il loro compito (saranno stabilizzati?, come?).

L’Economia Giusta è Sostenibile – con Nicola Zingaretti

febbraio 15, 2019 § Lascia un commento

 

Nicola Zingaretti interviene a “L’economia Giusta è Sostenibile” – Milano teatro della cooperativa 15 febbraio 2019

Qui il suo intervento

goo.gl/gHtqyy

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Aree Interne – La SNAI attraverso la voce dei sindaci

febbraio 15, 2019 § Lascia un commento

Le aree interne  in Italia hanno bisogno di maggiori attenzioni da parte delle istituzioni, sono a rischio di spopolamento, sempre meno giovani restano, e la popolazione è sempre più anziana. C’è da ricostruire  e motivare una comunità, quella che ha deciso di restare e che è a rischio di solitudine, e provare ad attrarre nuovi abitanti.

I sindaci lanciano un grido d’allarme ma invitano anche a a valorizzare queste aree che rappresentano”un bacino inutilizzato d’occupazione, di coesione sociale e di sviluppo economico” ( Roberto Colombero, sindaco di Canosio (CN), area interna delle Valli Maira e Grana, in Piemonte)

le aree interne sono fatte da territori che conservano una alta qualità della vita , come la  dorsale appenninica, rappresentano  l’ossatura del Paese. “È il polmone verde, la via di fuga dall’ingorgo, il tempo lento per creatività ed innovazione. Non ne possiamo perciò fare a meno” (Marco Renzi, sindaco di Sestino (AR), area interna del Casentino-Valtiberina, in Toscana)

I polmone verde del Paese che può  evitare che le città non subiscano un tracollo per  il boom demografico.

“Nelle aree interne si vive bene e i giovani che crescono qui crescono meglio, a livello di libertà, a livello di incontri sociali, a livello di benessere generale. Anche se i servizi sono inferiori la qualità della vita è migliore: se lavoriamo per garantire servizi, non ci sarà confronto con nessun altro modello” (Mario Talarico, sindaco di Carlopoli (CZ), area interna del Reventino-Savuto, in Calabria)

” Tutto può ripartire solo nel momento in cui si crea un forte senso di comunità e questo si ricostruisce solo intorno ai simboli che la rappresentano. Dopo aver ricostruito la comunità vengono gli altri strumenti”, ( Maria Antonietta Di Gaspare, sindaco di Borbona (RI), area interna del Reatino, in Lazio)

Tra questi strumenti tutti i sindaci vedono  di grande importanza la SNAI (Strategia nazionale per le aree interne). La SNAI, infatti, è un esperimento di politica territoriale che coinvolge 1.077 Comuni italiani e i loro amministratori, in rappresentanza di 2 milioni di abitanti che vivono su circa 51mila km2 di territorio.

“Snai mi ha fatto conoscere uno Stato fatto di persone: la distanza tra il singolo paesello e Roma è ancora abissale, ma le persone del “centro” conosciute ci hanno fatto capire che le professionalità ci sono e i problemi si risolvono, al di là della burocrazia che imballa l’Italia”( Maria Cristina Lella, sindaco di Torrebruna (CH), area interna del Basso Sangro-Trigno, in Abruzzo

Sul sito della Fondazione IFEL è disponibile per il download il libro  che racconta la storia della Strategia Nazionale Aree Interne attraverso la voce dei sindaci.

 

Nel libro “La voce dei Sindaci delle aree interne”, curato da Sabrina Lucatelli (coordinatore della SNAI) e da Francesco Monaco (responsabile tecnico delle politiche di coesine per l’ANCI), a parlare sono i Sindaci di comuni  distanti dai poli in cui si erogano i servizi di cittadinanza (salute, istruzione, mobilità ecc.). È una storia di luoghi aspri, incontaminati, puliti, ricchi di biodiversità, sulle Alpi sugli Appennini e nelle isole, di comunità in via di spopolamento che hanno trovato – anche grazie alla SNAI – la forza di reagire e risollevarsi.

La prefazione è di Corina Crețu, Commissario europeo per le Politiche regionali. All’interno un commento di Fabrizio Barca e una postfazione del Presidente IFEL, Guido Castelli. In copertina i messaggi alle “aree interne” del Presidente ANCI, Antonio Decaro e del Ministro Barbara Lezzi.

 

 

La Locomotiva2 – Palazzo Pirelli, 11 febbraio ore 15

febbraio 10, 2019 § Lascia un commento

Il Gruppo Regionale PD Lombardia, ritorna a parlare di trasporto pubblico. Oggi pomeriggio modererò una tavola rotonda con sindaci e amministratori sulla tariffa integrata e il suo impatto sui territori .biglietto integrato. Appuntamento lunedì 11 febbraio ore 15 al Pirellone (l’assemblea pubblica sul biglietto integrato inizierà alle 18.30).

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