Regione Lombardia riapra il dialogo con la Rete dei Centri antiviolenza

aprile 18, 2018 § Lascia un commento

COMUNICATO STAMPA:
 
CENTRI ANTIVIOLENZA, IL PD SCRIVE AL NEO ASSESSORE ALLA FAMIGLIA SILVIA PIANI: RIAPRIRE IL DIALOGO


“La violenza domestica non si combatte con la burocrazia, anzi, la burocrazia può legare le mani a chi da tanti anni accoglie e si occupa delle donne maltrattate.” Così la consigliera regionale del Pd Paola Bocci spiega il senso della lettera che con le colleghe e i colleghi del gruppo consiliare regionale del Partito Democratico ha inviato al neo assessore alla famiglia Silvia Piani, per richiamare la necessità di riaprire il confronto con i Centri Antiviolenza e delle Case Rifugio.
Per gli effetti di un decreto dirigenziale regionale dello scorso autunno queste realtà devono, per poter ottenere contributi dall’ente pubblico, “tracciare” il percorso delle donne vittima di violenza che si rivolgono ai centri. Non solo, viene chiesto alle operatrici di registrarne il codice fiscale, nonostante questo contrasti con una pratica consolidata da anni di esperienza che mira a tutelare l’anonimato delle donne soccorse, al fine di stabilire un rapporto di fiducia propedeutico al percorso di recupero.

Come se non bastasse, ai centri antiviolenza viene chiesto di stare aperti 24 ore su 24, ma senza dare loro risorse sufficienti a tenere in piedi il servizio.

“Chiediamo di rivedere le decisioni prese dalla Giunta Maroni – spiega Bocci, prima firmataria insieme al collega Matteo Piloni – e di convocare al più presto un tavolo con le referenti della Rete lombarda dei Centri antiviolenza e Case Rifugio. La Regione deve riaprire un confronto e consentire loro di operare al meglio. Il monitoraggio va fatto ma nel rispetto di un modus operandi che si è affermato in tre decenni di attività. E poi, certamente, c’è un problema di risorse che va affrontato. La riapertura del dialogo è necessaria e urgente.”

Questa la lettera

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Milano, 17 aprile 2018
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Tra buona formazione e fortuna.

aprile 14, 2018 § 2 commenti

Facciamo un indovinello.
Chi può aver scritto un articolo dal titolo “Il successo te lo dà Sanculo, il talento conta molto poco”? (E il titolo è già di una raffinatezza estrema)
E poi nel testo incalza: “(…)è dimostrato che tra una persona di valore e una mediocre, la seconda in genere ha più successo della prima, e questo semplicemente perché, che ci crediate o no, è stata più fortunata’
Lo scrive un opinionista di ‘Amici’, o di altra trasmissione nazionale popolare (con tutto il rispetto per queste trasmissioni) ? O un vincitore/vincitrice di un talent o di una trasmissione a premi?
Non è così, ahimè.
Lo scrive # MelaniaRizzoli, neo nominata da #AttilioFontana ad Assessore alla Formazione della Giunta Lombarda, commentando, direi compiaciuta e poco critica o ironica – ma magari mi sbaglio, magari- una ricerca dell’Università di Catania su Libero.
Aggiunge, l’assessora, in una frase senza fine, che la ‘fortuna’ ha bisogno di buoni punti di partenza per dispensare aiuto, quali famiglia e paese in cui si nasce, possibilità di accedere a scuole di buon livello , essere inseriti in una ‘pregiata Rete relazionale ‘.
Ecco devo dire che proprio questo mi aspettavo da una persona che si occuperà nei prossimi anni di Formazione e Istruzione in una regione dove cresce l’abbandono scolastico, e il numero di NEET. Mi aspettavo proprio che scrivesse acriticamente di una ricerca che sostiene che poco serve impegnarsi e studiare perché valgono più la fortuna e le condizioni privilegiate di partenza. Con buona pace di quei genitori che con sacrificio e fiducia, fanno studiare i propri figli più di quanto magari hanno potuto fare loro.
Ecco proprio questo mi aspettavo, non tanto che avesse invece l’obiettivo di lavorare per restituire fiducia e valore nell’istruzione e nella formazione, a quelle famiglie e a quei ragazzi e ragazze che vivono nell’incertezza e nello sconforto di un futuro professionale frustrante rispetto a quanto hanno studiato.
Ma forse sbaglio io a pensare che un assessore debba avere questi obiettivi.
Forse era ironica e critica .
O forse siamo sul set di Amici e non me ne sono accorta.

Arte Urbana a cielo aperto, un Festival a Rabat in Marocco

aprile 13, 2018 § Lascia un commento

3B434EED-DDB1-4878-9250-7C264CB11178In Marocco, a Rabat, da lunedì prossimo, 16 aprile, fino a domenica 22, sui muri della città il festival ‘Jidar, tele di strada‘, con diversi artisti internazionali, che realizzeranno opere in diverse zone della città.

 

http://www.dire.it/13-04-2018/192626-tele-non-muri-in-marocco-torna-la-festa-della-street-art/

C.S. BOCCI (PD): Gay Pride e donne elette, Attilio Fontana prigioniero degli #stereotipi

aprile 13, 2018 § 2 commenti

C.S. BOCCI (PD): Gay Pride e donne Elette, Attilio Fontana prigioniero degli #stereotipi

“Il #GayPride non è divisivo, è una manifestazione per i diritti che non toglie nulla a nessuno. Il #FamilyDay rappresenta la visione di una parte contro un’altra. Ma Fontana ha già scelto da che parte stare, come ha deciso che cinque donne in giunta sono già abbastanza perché le donne non si impegnano abbastanza in politica e i lombardi non le votano, ma sono brave a fare segreteria: quanti stereotipi riesce a inanellare il Presidente leghista in una sola intervista? La #RegioneLombardia dovrebbe stare dalla parte di tutti i cittadini, di tutte le citttadine e di tutte le famiglie, in modo laico e aperto, come si conviene a una istituzione democratica. Con la Lega alla guida questo non succede.”
Lo dichiara Paola Bocci, consigliera del Partito Democratico in Regione Lombardia in merito alle dichiarazioni di Attilio Fontana sul Gay Pride, sul Family Day e sulla rappresentanza femminile in giunta, contenute in un’intervista a Lettera43.itFFA84634-C755-48D8-9811-DB4F5650FFB5

TowandaDem

aprile 12, 2018 § 2 commenti

#TowandaDem

Ho firmato anch’io l’appelloi con 400 e più iscritte del Partito Democratico.

Perché la #ParitàdiGenere anche nel PD sia vera e non solo promessa.

Questo il testo completo del nostro appello che è possibile firmare qui:

https://t.co/eZ1eO4sJ9h

 

#TowandaDem
Per la prima volta il Partito Democratico è sovrastato nella rappresentanza femminile parlamentare dal Movimento 5 Stelle e dalla Destra e mentre chi ha vinto le elezioni affida la leadership dei gruppi parlamentari e le cariche istituzionali alle elette, nel PD un gruppo dirigente sempre più chiuso e muto si trincera in delegazioni e “trattative” di soli uomini.

Nella scorsa legislatura, anche grazie alle primarie con la doppia preferenza di genere, eravamo il gruppo più rosa del Parlamento. Abbagliate dal primo Governo con il 50 e 50, ci siamo fidate. Abbiamo pensato, è fatta. Un errore politico fatale che non ripeteremo mai più.

Mai più pluricandidature femminili di poche per far eleggere molti uomini. Sono bastate le pluricandidature di 8 donne per escludere 39 candidate e favorire l’elezione di altrettanti uomini.

Il cinismo non ha sortito pienamente i propri effetti perchè il “flipper” si è incagliato nella batosta elettorale. Il tutto in violazione palese dello Statuto e nel silenzio degli organismi preposti al controllo.

In Parlamento deputate e senatrici hanno lavorato senza sosta per far avanzare i diritti delle persone e la libertà femminile. Dalla ratifica della Convenzione di Istanbul al decreto sul femminicidio del 2013, dalla reintroduzione delle norme per vietare le dimissioni in bianco alla medicina di genere. Fanno altrettanto le amministratrici locali impegnate nei quartieri, nei Comuni e nelle Regioni, dialogando e lavorando con il vasto mondo delle donne impegnate nelle professioni, nei sindacati, nelle associazioni e nel Partito.

Inascoltata e di fatto depotenziata la Conferenza delle Democratiche prevista dallo Statuto, nel Partito è stato istituito il “dipartimento mamme” separato dal “dipartimento pari opportunità” con l’ulteriore paradosso di veder comparire nei 100 punti di programma – mai condivisi con alcuno – temi controversi mutuati dalla destra.

Tutto ciò accade mentre le Nazioni Unite affermano che l’uguaglianza di genere è principio fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi dell’agenda 2030 per uno Sviluppo Sostenibile, per prevenire i conflitti, superare le divisioni e affrontare le cause profonde della disuguaglianza, dell’instabilità e dell’ingiustizia.

E’ arrivato il momento di passare dalle promesse alle azioni.

La crisi di identità del Partito Democratico e dei Partiti del Socialismo Europeo nasce dalla difficoltà a rappresentare i bisogni della società e soprattutto delle fasce più deboli che inevitabilmente si sono affidate a promesse populistiche o si sono chiuse nelle paure. Abbiamo perso la sfida contro le disuguaglianze.

Non abbiamo saputo costruire una visione di società offrendo un orizzonte in cui credere e sperare.

Non siamo disposte a retrocedere nelle conquiste fatte, anzi ribadiamo l’urgenza di esserci da protagoniste nella necessaria fase costituente del Partito Democratico a cominciare dall’effettiva rappresentanza paritaria ad ogni livello.

Ferma restando la necessità di rilanciare la Conferenza delle Democratiche, da subito ci mettiamo al lavoro per riannodare fili con la società e ridare credibilità e forza al Partito Democratico.

#MeAfrin

aprile 10, 2018 § Lascia un commento

Per conoscere meglio la storia del cantone di Afrin in Siria.

Un dramma senza fine, a cui non possiamo restare indifferenti.

 

http://www.rainews.it/ran24/speciali/2018/il-dramma-di-afrin/

Un piano per i medici di famiglia in Lombardia.

marzo 25, 2018 § Lascia un commento

I giovani che studiano medicina preferiscono specializzazioni cliniche.

E a Milano, come in tutta la Lombatdia, la situazione dei medici di base  è più che critica. Ne avevo parlato in campagna elettorale.

È necessario un piano a lungo termine, che tenga insieme la revisione dei sistemi di accesso alla specializzazione universitaria con l’erogazione  di borse di studio.

Un articolo sul Corriere di oggi entra nel merito del problema e mette in evidenza possibilità  e soluzioni.

http://www.astampa.rassegnestampa.it/ComunediMilano/PDF/2018/2018-03-25/2018032538629864.pdf

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