Appello dei Consiglieri Regionali PD

settembre 15, 2018 § Lascia un commento

I consiglieri del Gruppo PD Lombardia, rispediscono al
Mittente il #DDlPillon. Felice che sia stato condiviso da tutto questo appello.
Appello del gruppo consiliare del PD in Regione Lombardia
LA LEGGE PILLON VA RITIRATA PERCHÉ LEDE I DIRITTI DEI #MINORI, AUMENTA IL CONFLITTO TRA ADULTI E DISCRIMINA LE #DONNE PIÙ FRAGILI

I consiglieri regionali del Gruppo del Partito democratico in Regione Lombardia sottoscrivono un appello, promosso dalla consigliera Paola Bocci, e chiedono il ritiro della legge Pillon che lede gravemente i diritti dei minori e delle madri.

“La modifica – si legge nell’appello – della legge su divorzio e separazione promossa dal senatore Pillon è sbagliata, sbilanciata, crea disparità di trattamento per i figli di genitori separati e non garantisce la loro tutela. È una legge basata su una parità fittizia e contabile, che nulla a che fare con la condivisione equa delle responsabilità e che mortifica i diritti dei minori, non solo per la cancellazione dell’assegno di mantenimento, ma per la scarsa considerazione della qualità della loro vita, del loro tempo, delle loro relazioni, non divisibili con un mero calcolo matematico”.

“La modifica – continua l’appello – delle modalità di affido con l’obbligo del mediatore, l’allontanamento in caso di rifiuto espresso per uno dei due genitori, allunga i tempi con procedure farraginose, lasciando più a lungo nell’incertezza e nel conflitto i bambini.

Aumenta la conflittualità tra i genitori che si separano, e a farne le spese sono soprattutto i figli, e non garantisce la continuità genitoriale. Non assicura alle donne più fragili (le donne separate e divorziate a rischio di povertà sono più degli uomini nella stessa condizione e le madri sole sono le donne con il maggior rischio di povertà) la libertà di lasciarsi alle spalle relazioni finite, sbagliate, a volte violente, perché è più gravoso il peso economico della separazione prima e dopo, con la cancellazione del reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare”.

“Si tratta – conclude l’appello – di un provvedimento inadeguato, discriminatorio e lesivo dei diritti dei minori e delle madri. Per questo, come donne e uomini delle istituzioni, impegnati nella tutela dei diritti di tutti, in primis dei bambini, chiediamo che il progetto di legge venga ritirato”.

Milano, 14 settembre 2018

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Il lavoro di domenica. In Italia e anche fuori.

settembre 11, 2018 § Lascia un commento

In Italia un italiano su 4 ha lavorato almeno una volta di domenica. Nel 2015 la media europea è del 30%, superata di poco dalla Spagna, con punte di oltre il 45% in Svezia.

Non di solo commercio poi dobbiamo parlare, ci sono ospedali, mezzi di trasporto, forze dell’ordine, e molto altro, che non si ferma né di domenica né di notte.

Qui un po’ di riferimenti normativi.

E qui una sintesi e un grafico  tratto da una ricerca di Eurofound del 2016.

lavoratori domenicali

 

Per approfondire:

https://www.eurofound.europa.eu/publications/report/2016/eu-member-states/whats-happening-with-sunday-work-in-europe

Nuovo impegno: Commissione consultiva dell’Ufficio del Garante per l’infanzia e l’adolescenza.

settembre 10, 2018 § Lascia un commento

A luglio è stata ufficializzata la mia partecipazione come componente della Commissione consultiva dell’Ufficio del Garante per l’infanzia e l’adolescenza  in rappresentanza della minoranza del Consiglio Regionale

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Organismo previsto dalla legge regionale, la Commissione si occupa di sostenere e migliorare le politiche di tutela dei minori; organismo importante nel percorso di riconoscimento dei bambini come cittadini, soggetti  portatori di diritti, da qualunque parte essi provengano.

In un periodo storico dove la soglia di povertà tocca molte famiglie e molti minori, la Commissione avrà un compito delicato e importante.  Si riunisce in seduta plenaria ogni tre mesi, mentre avranno cadenza periodica i lavori delle sotto-commissioni.

Qui il documento costitutivo

La scuola in emergenza.

settembre 9, 2018 § Lascia un commento

La fotografia che Francesca Sironi , sull’Espresso di questa settimana,  ci restituisce della situazione dell’#AbbandonoScolastico è implacabile e per nulla sorprendente.
Parte dai numeri: 3 milioni e mezzo di abbandoni in vent’anni tra la prima e la quinta superiore, 55 miliardi l’investimento  perso, la Lombardia sopra la media nazionale al 25,8%, una sconfitta per la scuola, per le istituzioni, per tutti. Si abbandona per tanti motivi: la crisi economica, la difficoltà di costruire relazioni positive con compagni e insegnanti, la demotivazione di molti insegnanti, la fatica delle famiglie a trasmettere il valore della cultura e dello studio. 

abbandono scolastico
Ogni volta ci indignano o ci rattristiamo, eppure non è una nuova tendenza. Bisogna ricominciare da zero e dal basso, dalle fondamenta.   
A ricostruire relazioni e fiducia, e alleanze con studenti e famiglie. Alleanze destinate a durare tra comunità educante, studenti , famiglie, istituzioni. 


Come ricorda TuttoScuola non significa solo più conoscenza, ma anche più lavoro, più salute e infine più Democrazia.
Non dobbiamo togliercelo dalla mente.
Mai.
E lavorare insieme perché quei numeri non siano così sconfortanti, anzi disperanti.

(Immagine da L’Espresso del 9.9.2018)

La memoria, il futuro e cosa ci portiamo dal passato.

settembre 9, 2018 § Lascia un commento

“E’ il tempo per provare a costruire futuro partendo dal futuro sostenibile, condiviso che vogliamo e non più prevalentemente dalle lezioni del passato.”
David Bidussa su Gli Stati Generali invita a ripensare la memoria rispetto a come si è tramandata in questi anni. Non sono gli stessi tempi e dobbiamo cambiare perchè diventi impegno per il futuro. 

Stessi diritti nei sostegni regionali per le famiglie monogenitoriali di libera unione.

settembre 9, 2018 § Lascia un commento

 

Questo il testo completo della Interpellanza che ho depositato oggi sull’inclusione delle famiglie monoparentali nelle misure di sostegno di Regione Lombardia. L’interpellanza dovrà avere una risposta in aula, in uno dei prossimi consigli.

Ringrazio l’associazione  SmallFamilies, che da sempre si batte per i diritti delle famiglie

 

Oggetto: inclusione delle famiglie monoparentali nelle misure di sostegno promosse da Regione Lombardia

 

I Consiglieri Regionali

premesso che

–          Regione Lombardia con l.r. n. 18 del 24 giugno 2014 “Norme a tutela dei coniugi separati o divorziati, in condizione di disagio, in particolare con figli minori” ha disposto il sostegno ai nuclei monogenitoriali, identificando quali beneficiari degli interventi esclusivamente le situazioni di monogenitorialità derivanti dalla rottura di un’unione matrimoniale;

–          la stessa legge nel rivolgersi ai nuclei composti da un solo genitore con uno o più figli minori, esclude i nuclei costituiti da genitori single con figli maggiorenni non autonomi economicamente, un numero tutt’altro che irrilevante; 

evidenziato che

–          nel policy paper “La famiglia oggi. Come evolvono i suoi bisogni, anche in rapporto alla crescita delle famiglie monogenitoriali. Come adeguare le politiche?” (anno 2015 – Éupolis Lombardia) si legge come anche nella nostra regione si sia “compiuto il passaggio dalla vecchia monogenitorialità originata dalla vedovanza, alla nuova monogenitorialità derivante dalla rottura volontaria dell’unione coniugale anche in presenza di figli piccoli e dalle nascite al di fuori del matrimonio. A questo quadro di coesistenza di ‘vecchia’ e ‘nuova’ monogenitorialità si deve l’estrema eterogeneità interna ai nuclei monogenitoriali che possono vedere la presenza di figli minorenni, ma anche di figli adulti, così come la coabitazione con altri nuclei”;

–          pur nell’eterogeneità, l’elemento che accomuna le condizioni di vita dei nuclei monogenitoriali in Lombardia (in linea con il dato nazionale e europeo) è – si legge sempre nella ricerca di Éupolis  – “la loro maggiore esposizione al rischio di caduta in povertà e esclusione sociale. Rispetto alle altre tipologie familiari (comprese le coppie con figli) hanno meno risorse economiche, si indebitano di più, non di rado sono in difficoltà nella gestione delle spese quotidiane legate al soddisfacimento dei bisogni primari e, meno degli altri, hanno accesso a una casa di proprietà”;

considerato che

Regione Lombardia con i decreti n. 7144 e n. n. 7145 del 17.05.2018, in attuazione della l.r. 18/2014, ha approvato interventi per il recupero di immobili in disuso e per l’integrazione del canone di locazione, entrambe le misure in favore di genitori separati o divorziati, in particolare con figli minori; 

valutato che

–          le misure sopra citate escludono dalla platea dei beneficiari quei genitori che non hanno contratto un matrimonio (coppie di fatto, genitori unici) e disattendono la Legge 20 maggio 2016, n. 76 di regolamentazione delle unioni civili;

– si tratta di misure che non rispettano la logica dell’inclusione ma risultano fortemente selettive, tenendo soprattutto in considerazione le profonde trasformazioni che negli ultimi anni stanno profondamente coinvolgendo le famiglie lombarde;

–          simile disparità di trattamento ha conseguenze discriminatorie sui figli minorenni e maggiorenni non autonomi economicamente che dovrebbero essere invece gli effettivi destinatari delle misure di sostegno, a prescindere dalla configurazione della loro famiglia di appartenenza;

segnalato che

– dai recenti dati Istat (Popolazione residente per stato civile, pubblicazione 6 settembre 2018) fra le regioni che registrano il maggior numero di unioni civili al primo posto figura proprio regione Lombardia con il 25,4% delle unioni complessive, seguita da Lazio (20%) e Piemonte (10%). Dall’entrata in vigore della Legge 76/2016 e fino al 31 dicembre 2017, nelle città metropolitane si è concentrato il 35,4% delle unioni civili avvenute in Italia;

– la stessa rilevazione Istat registra anche un forte calo dei coniugati: la diminuzione e la posticipazione del matrimonio, in atto da oltre quaranta anni, ha portato tra il 1991 e il 2018 a un forte calo dei coniugati, soprattutto nella classe di età 25-34 anni. Nella classe di età 45-54 anni quasi un uomo su quattro non si è mai sposato mentre è nubile quasi il 18% delle donne;

Interpellano la Giunta e l’Assessore competente per sapere

come intenda procedere per rimuovere le condizioni discriminatorie prodotte dalla l.r. n. 18 del 24 giugno 2014 “Norme a tutela dei coniugi separati o divorziati, in condizione di disagio, in particolare con figli minori” e dai successivi atti.

E pertanto quali correttivi intenda disporre affinchè anche per  le situazioni di monogenitorialità non derivanti dalla rottura di un’unione matrimoniale e per chi proviene da una libera unione sia previsto, al pari dei genitori legalmente separati o divorziati:

  1.  il riconoscimento nel Regolamento Regionale 7/2015 (Criteri generali per l’assegnazione e la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica) di un punteggio equiparato a quello riconosciuto ai “richiedenti” sottoposti a procedure di sfratto;
  2. la possibilità di ricevere contributi per l’abbattimento del canone di locazione, previa valutazione dei requisiti da parte delle ATS (ex dgr. 7544/2017);
  3. l’inclusione quali destinatari dei progetti di recupero di alloggi, in ottemperanza alla dgr. 7544/2017.

 

Prima firmataria:

Paola Bocci (gruppo Partito Democratico della Lombardia)

Milano, 7 Settembre 2018

 sall families

Eppure il Vento Soffia Ancora – Festa dell’Unità di Milano Metropolitana 2018

settembre 6, 2018 § Lascia un commento

Festa diffusa: otto tappe, tra centro e periferia, dal 30 agosto al 23 settembre. Ogni settimana, dal giovedì alla domenica

festa U.

➡ Scopri il programma: http://pdmilano.eu/news/328/eppure-il-vento-soffia-ancora-il-programma-completo-della-festa

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