Lombardia metta più risorse per contrastare la violenza sulle donne, e finanzi tutti i centri anche quelli non accreditati

novembre 25, 2020 § Lascia un commento

La violenza colpisce donne di tutte le età e di tutti i ceti sociali, è fisica, psicologica, economica e avviene soprattutto tra le mura di casa. Con la pandemia ci sono state più vittime e più richieste di aiuto ai centri antiviolenza, che hanno continuato a garantire supporto e accoglienza alle vittime.

Mi batterò sempre perché tutte le istituzioni, a partire da Regione Lombardia, impegnino più risorse. Più risorse per prevenire, proteggere e sostenere le donne a ricostruirsi una vita. Non basta condannare la violenza, ci vogliono atti concreti e tutte le istituzioni devono fare ancora di più Regione Lombardia sostenga con più risorse i Comuni e tutti i Centri antiviolenza, anche se non accreditati, che operano sul territorio lombardo affinché possano continuare il loro prezioso lavoro. Investa sulla prevenzione della violenza con progetti di sensibilizzazione nelle scuole e sulla formazione per chi deve saperla riconoscere. Potenzi l’offerta di case rifugio, che in questo periodo particolare, è particolarmente necessaria, provvedendo anche a tutte le misure di tutela e protezione dal contagio. Sostenga le donne durante i procedimenti giudiziari perché non diventino vittime per una seconda volta e le affianchi con il gratuito patrocinio. Investa maggiori risorse per il loro diritto a ricostruirsi una vita, libera dalla violenza, ad avere una casa e un lavoro finanziando progetti di percorsi di autonomia abitativa e lavorativa, semplifichi le procedure di rendicontazione.

Azioni necessarie e urgenti che richiedono un sostegno maggiore e più risorse e strumenti a tutti i Centri antiviolenza, soprattutto in questo periodo emergenziale Anche i centri hanno pagato un prezzo alto in termini di contagi, ma, nonostante tutto, non si sono mai fermati, garantendo con grande generosità, il sostegno anche da remoto, con strumentazioni e connessioni non sempre adeguate.

25 novembre – BOCCI (PD): “DA REGIONE BASTA PAROLE: ALZI LA QUOTA DELLE RISORSE PROPRIE, CHE NON ARRIVANO AL 15% DEL TOTALE”

Tutti i numeri delle risorse destinate al contrasto del fenomeno

“Se il presidente Fontana dice che ‘la violenza  sulle donne è un gravissimo problema che ci riguarda tutti e ciascuno deve parlarne e avere il coraggio di mettere a disposizione quel poco che può fare per evitarla’, allora solleciti la sua Giunta a mettere a bilancio più risorse proprie, ogni anno, per garantire  finanziamenti adeguati ai Comuni e a tutti i Centri antiviolenza, anche quelli non accreditati, e pianifichi interventi su base pluriennale”, lo ribadisce Paola Bocci, consigliera regionale del Pd, nella Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, in risposta alle dichiarazioni del governatore lombardo.

La consigliera dem fa presente, poi, che “per gli interventi a contrasto della violenza di genere Regione Lombardia si avvale in massima parte di risorse nazionali, cioè di finanziamenti che arrivano dallo Stato. Con un Dpcm, a fine 2019, sono state assegnate alla Regione risorse ad hoc per 4.445.963 euro, con un forte incremento rispetto allo scorso anno. Sono fondi a bilancio da spendere entro l’anno, come le altre risorse residue, sempre governative, arrivate negli anni precedenti e che Regione non ha speso, per un totale complessivo di circa 7 milioni e 300mila euro. Di queste finora la Giunta Fontana ne ha pagate ai Comuni e alle reti antiviolenza meno del 60%, cioè, a oggi, 4.170.972”.

Si tratta, infatti, di risorse vincolate a quello scopo e perciò già destinate, ma ancora non erogate ai destinatari finali. “Le risorse autonome regionali stanziate a bilancio per il 2020 sono invece 1.133.575 euro, meno del 15% del totale a disposizione, di cui erogate a reti e Comuni finora 979.017 – prosegue Bocci –. Anche le ultime erogazioni deliberate dalla Regione, cioè 200mila euro per il riconoscimento delle spese sostenute dalle reti antiviolenza nel periodo di emergenza Covid-19 e 415mila per interventi per il sostegno lavorativo e abitativo, provengono da risorse assegnate dallo Stato”.

Per questo Bocci e il Gruppo regionale del Pd chiedono “a Regione Lombardia di investire di più in risorse proprie, per poter rispondere a urgenze e necessità di interventi che sono notevolmente cresciuti in questo periodo di emergenza, dove più donne hanno bisogno di sostegno e a cui Centri e Comuni devono poter rispondere in modo adeguato”.

Secondo la consigliera dem, le frasi di Fontana, che ha detto “della violenza alle donne bisogna parlarne, ma anche avere il coraggio di mettere a disposizione quello che si può fare per evitarla”, dimostrano che allora le campagne a contrasto della violenza come ‘Non sei sola’, corredate di magliette e uscite stampa, “non sono sufficienti e rimangono parole al vento se non sono supportate da un impegno economico che faccia seguire alle parole fatti concreti”, conclude Bocci.

Studenti Presenti : Regione intervenga per far ripartire al più presto le lezioni in presenza

novembre 24, 2020 § Lascia un commento

COMUNICATO STAMPA

Scuola
BOCCI (PD): “GLI STUDENTI VOGLIONO TORNARE IN AULA. REGIONE LI ASCOLTI E INTERVENGA. ECCO I NOSTRI SUGGERIMENTI”

“Non facciamoci trovare ancora impreparati e organizziamoci per far ripartire le scuole in sicurezza. Ce lo chiedono questi ragazzi, che ci richiamano a considerare la scuola come priorità e vogliono solo esercitare il loro diritto di ritornarci il prima possibile, in presenza. Regione Lombardia faccia la sua parte, in particolare sul trasporto pubblico, anticipando risorse per potenziarlo anche con mezzi privati”, è la sintesi dell’intervento di Paola Bocci, consigliera regionale del Pd e capogruppo in VII Commissione Cultura, che ha partecipato questo pomeriggio, assieme al collega Pietro Bussolati, all’incontro pubblico che i ragazzi di ‘Studenti Presenti’ hanno organizzato in piazza Città di Lombardia con diversi rappresentanti delle istituzioni.

La richiesta alla Regione è chiara: “Pianifichi per tempo il tracciamento per la popolazione scolastica, anche con tamponi rapidi. Metta presidi sanitari negli istituti in coordinamento con le singole Ats, come avevamo richiesto come Gruppo regionale del Pd, a settembre, con una mozione che impegnava la Giunta a destinare personale sanitario in ogni sede di struttura scolastica e nei servizi educativi dell’infanzia della regione, in veste di presidio scolastico Covid, per gestire protocolli sanitari e tracciamenti nelle scuole con personale qualificato che si interfacciasse con i dipartimenti di Igiene e prevenzione della Regione – racconta Bocci –. La nostra mozione è stata bocciata dalla Lega e dai suoi alleati di centrodestra e nulla di tutto questo è stato fatto. Almeno si decidano ad anticipare i soldi per il trasporto pubblico locale, potenziandolo, rivolgendosi ai privati come hanno fatto le altre regioni, anche dello stesso colore politico”.

L’importante per il Gruppo regionale Pd è che “si mettano in campo tutti gli strumenti a disposizione di Regione Lombardia che può e deve fare di più, investendo anche risorse proprie, per dare risposte a questi ragazzi che non vogliono che la didattica a distanza sia l’unica e inevitabile soluzione e propongono azioni e soluzioni ragionevoli per poter tornare nelle classi in sicurezza. Noi li abbiamo ascoltati e sosteniamo le loro richieste. Lo faccia anche il presidente Fontana con la sua Giunta”.

Le proposte del Partito Democratico per il Women New Deal – Il documento integrale

novembre 19, 2020 § Lascia un commento

Qui il testo integrale del Women New Deal, il documento elaborato dalla Conferenza nazionale delle Donne Democratiche, condiviso dal Partito Democratico e affidato al Governo, che comprende azioni e strumenti e una visione di società differente, con le donne alla pari .

Queste alcune delle proposte concrete contenute nel documento

  • l’avvio di un piano per gli asili nido, per coprire il 60% del fabbisogno da Nord a Sud.
  • l’istituzione di 3 mesi  il congedo obbligatorio per la paternità.
  • un Piano nazionale per rendere gratuite tutte le spese sostenute nei primi 1000 giorni di vita dei bambini. 
  • politiche a sostegno dell’occupazione e dell’imprenditoria femminile, e di contrasto del gender pay gap; con sgravi fiscali
  • un reddito di emergenza modulato sulle esigenze dei diversi target femminili , 
  • il riconoscimento della figura del caregiver , sia attraverso una retribuzione del lavoro domestico nelle sue diverse forme (part-time, condiviso) sia attraverso un sistema di agevolazione fiscale per dedurre le spese sostenute per il lavoro di cura
  • misure per l’emersione dal lavoro nero e sommerso di colf e badanti
  • misure mirate per l’empowerment femminile,
  • sollecita un piano articolato di potenziamento dei servizi per l’infanzia, sostegni alla genitorialità, alla condivisione e la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro per le donne e gli uomini.
  • un  Piano Sociale Nazionale costruito con la partecipazione dei Comuni, delle Regioni e del Terzo Settore;
  • la definizione dei Livelli Sociali Essenziali;
  • investimenti sui percorsi di assistenza domiciliare o di prossimità, case famiglia, centri diurni,
  • investimenti per lo sviluppo del Welfare collaborativo, di comunità, di nuove forme di integrazione tra servizi pubblici, privato sociale e reti sociali circostanti.
  • metà dei fondi del Recovery Fund da destinare a interventi e politiche per la parità di genere e a favore dell’occupazione femminile
  • valorizzazione e sostegno ai centri antiviolenza.
  • creazione di Piani Regolatori dei Tempi delle città per offrire durante tutta la giornata opportunità di vita sociale, culturale ed economica.

Dove l’anziano è di casa: ripensare l’assistenza, non solo RSA

novembre 18, 2020 § Lascia un commento

Il Recovery Fund utilizzato anche per gli anziani, ma quelli in una condizione particolare: gli ospiti delle Rsa, le Residenze sanitarie assistenziali, più conosciute come case di riposo. Ci sono risorse mai avute prima e il ministero della Salute ha a disposizione 1 miliardo e mezzo che rappresenta un’opportunità per fare interventi di qualità in un settore della cura che è difficile da misurare e controllare.

Ci sono differenze abissali tra una struttura e l’altra, tanto da richiedere, a livello nazionale, maggiore chiarezza sulle cure e i protocolli e un salto in avanti della qualità del servizio erogato. Le Rsa italiane, cioè, devono avere standard diversi dagli attuali e più omogenei, perché il Covid, con il suo carico di vittime dentro queste strutture, ha messo bene in luce la disparità tra l’una e l’altra.

Se è vero che ora ci sono più dispositivi di protezione, il personale resta comunque sottodimensionato, le nuove tecnologie sono spesso un miraggio, tariffe, standard e prestazioni assistenziali cambiano da regione a regione, e la formazione al personale è ancora inadeguata. In un quadro attuale di grandi difficoltà economiche comune a tante strutture come effetto indotto dalla pandemia.

Con una popolazione anziana che cresce, bisogna tenere conto di bisogni differenziati, per la non autosufficienza e per chi anche se autosufficiente si ritrova a vivere in solitudine (pensando a soluzioni innovative come abitare collettivo in case condivise, con spazi in comune e altri privati , vedi esempi internazionali).

Per gli anziani non autosufficienti è necessario investire sia sulla Assistenza domiciliare integrata sia sulla residenzialità, perché per molti di loro non è possibile essere seguiti a casa.

Questo significa istruire percorsi e filiere assistenziali che inizino dai medici di base, a partire da controlli sistematici sulle potenziali fragilità, per poi coordinare interventi di assistenza domiciliare o scegliere la strada della residenzialità.


Come Gruppo regionale del Pd siamo intervenuti sul tema per quanto riguarda la Lombardia dove la strage di anziani ospiti delle residenze è stata eclatante. Per ora abbiamo riportato un discreto successo in un primo passaggio dentro la Commissione Sanità: discutendo del progetto di legge sulle Rsa, presentato niente meno che dal presidente Fontana e dal suo assessore al Welfare Gallera, abbiamo ottenuto, che fosse accolto e approvato un nostro emendamento a favore delle strutture per i disabili, le cosiddette Rsd, Residenze sanitarie per disabili, e Css, Comunità sociosanitarie, e per le unità di offerta di Cure intermedie, alle quali viene allargata la maglia dei ristori.
Ma vogliamo di più: vogliamo evitare che qualunque struttura protetta di questo genere, sia essa per gli anziani che per i disabili, non rischi di dover aumentare le rette perché non trova copertura per i maggiori costi sostenuti causa Covid.

E qui la maggioranza di centrodestra ancora non ci sente .

Le altre due nostre proposte, che porteremo in Aula, riguardano la garanzia che le strutture protette vedranno processati settimanalmente i tamponi e i test rapidi per ospiti e operatori, per prevenire focolai del virus come successo a marzo e ad aprile. Inoltre, la Regione deve consentire a parenti e caregiver le visite in sicurezza agli ospiti, sfruttando la disponibilità dei test rapidi.

Le strutture devono poi essere messe in grado di facilitare il contatto con i familiari anche quando intervengono emergenze pandemiche come quella che stiamo vivendo, attraverso spazi protetti di incontro fra chi è dentro e chi vive fuori dalle Rsa, come le stanze degli abbracci, già presenti in Veneto e proposte per la nostra regione anche dai sindacati pensionati di Cgil, Cisl e Uil .

L’economia non è mai disgiunta dall’umanità.

La Regione si impegnerà a sostenere progetti Stem per le ragazze

novembre 17, 2020 § Lascia un commento

Oggi, in Cnsiglio Regionale, abbiamo approvato all’unanimità una Risoluzione sulle politiche giovanili in Lombardia che abbiamo tanto caldeggiato. E nell’ambito di questo atto è stato votato favorevolmente anche un emendamento in cui chiedo che la Regione si impegni di più perché il futuro delle ragazze sia alla pari, in quanto a opportunità, con i coetanei maschi. In particolare, abbiamo chiesto che per colmare i divari si sostengano progetti di orientamento formativo in ambito Stem – ovvero le discipline scientifico-tecnologiche – per le ragazze. In questi percorsi, le giovani donne sono solo il 30%. Eppure, introducono in settori professionali dove l’occupazione è più elevata, come pure la retribuzione. In Lombardia solo una donna su sei ha un titolo di studio cosiddetto “Stem hard”. Ma bisogna cominciare prima dell’Università ad avvicinare le ragazze alla cultura STEM.

Beautiful young school girl in front of big blackboard


In questo senso, una strada giusta è quella intrapresa dalla Fondazione Bracco che ha progettato un’iniziativa per la diffusione tra i giovani della cultura scientifica, facendoli appassionare alle materie Stem. Classi o gruppi di classi potranno presentare un prodotto digitale sviluppato sulla base di 5 temi: le donne e la scienza; stereotipi da superare; il ruolo della scienza ai tempi del Covid-19; le professioni della scienza; il volontariato in ambito sanitario e la ricerca al servizio della comunità. Un buon passo avanti, ma non può venire solo dal privato.

Per essere una Smart Land bisogna investire di più sulle infrastrutture digitali.

novembre 16, 2020 § Lascia un commento

Il Governatore Attilio Fontana ha dichiarato che in Lombardia lo Smart Working deve essere diffuso anche nei piccoli centri e non solo nelle grandi città.

Ma senza investire davvero sulle infrastrutture e reti digitali, è solo propaganda. Quanto è disposta a investire Regione Lombardia sulle infrastrutture digitali, sui servizi e sulle scuole perché ci siano davvero smart land e non aree interne dimenticate?

Finora non ha fatto molto. E se davvero a breve ci sarà un altro bando in Lombardia con nuove risorse per lo Smart Working, è necessario sia attivato con procedure più accessibili e non a sportello.

Investire di più sulle reti digitali è necessario perché anche in Lombardia ci sono aree vaste in diverse province con un bassissimo accesso.

Lo smart working da solo non basta, e non deve essere solo pensato per le donne, che in alcuni territori più marginali, senza servizi per infanzia e assistenza, rischiano di lavorare semplicemente da casa mentre contemporaneamente si occupano di figli o anziani. Quindi bene investire più risorse sullo SmartWorking , ma che siano accessibili, ma ancor più fondamentale ampliare le reti digitali e investire sul potenziamento delle infrastrutture sociali: servizi alla prima infanzia, tempo pieno nelle scuole, strutture assistenziali domiciliari o di prossimità per i più fragili.

Solo tenendo insieme questi tre aspetti potrà davvero essere realizzata una regione policentrica, capace di lavorare da remoto e di proporre un nuovo modello di sviluppo.

Imprenditoria Femminile – Il Governo si muove, lo faccia anche Regione Lombardia

novembre 15, 2020 § Lascia un commento

Il Governo nella Legge di bilancio si prepara a stanziare un fondo, anzi due, per la promozione e il supporto all’imprenditoria femminile: 20 milioni per il 2021 e altrettanti per il 2022, a cui si aggiunge un Fondo per le Pmi creative

Dalla più recente ricerca di Polis sull’imprenditoria femminile in Lombardia ricaviamo che ancora molto c’è da fare a sostegno delle donne che decidono nella nostra regione di rischiare in prima persona avviando un’impresa o mantenendola.

Qui il Link al rapporto completo

A fine 2019 le imprese femminile lombarde sono il 19,4% su un totale di 814.233 imprese attive
In Italia la percentuale è un po’ più alta imprese femminili sono invece (1.164.324 pari al 22,7% del totale)

In Lombardia è concentrato il 13,6% delle imprese femminili di tutta Italia in progressivo aumento dal 2014.
Pavia e Sondrio le province con i numeri più alti, ma Monza è Milano quelle in cui sono cresciute di più.

I settori più frequentati quelli dei servizi alla persona e alle famiglie (educazione e istruzione), sanità e assistenza sociale, dove sono 1/3 del totale. Seguono settore immobiliare e ristorazione (28,8%) e i servizi di supporto alle imprese (24,8%).
Settori con marcate interazioni e relazioni, e molto colpite dalla pandemia.

Con l’eccezione delle imprese del settore sociosanitario e assistenziale con contratto per strutture pubbliche e private, che occupa in maniera rilevante le donne e che per la pandemia potrebbe registrare una crescita.


Quali gli ostacoli più grandi alla nascita e sopravvivenza di imprese femminili ?

La prima difficoltà è rappresentata da un basso accesso al credito; difficolta che è aumentata in questo periodo di crisi sia per l’avvio sia per la sopravvivenza dell’impresa. Purtroppo le banche hanno pregiudizi di genere
Le donne hanno invece più successo quando avviano percorsi di crowdfunding. Mentre altra nota dolente è la formazione finanziaria, per cui finiscono per fidarsi meno e quindi a non rivolgersi alle istituzioni finanziarie per un prestito.

Ho spesso portato in evidenza anche in Regione la necessità di strumenti per facilitare l’ingresso delle donne in settori tecnologicamente avanzati. Ingresso che non può prescindere da un sostegno all’orientamento delle ragazze verso percorsi di formazione tecnica e scientifica (lauree Stem – Science, Technology, Engineering and Mathematics), ancora poco frequentati dalle studentesse, che poi incide sulla loro scarsa presenza nelle professioni legate a questi settori in espansione. Anche se nel 2018 un quinto (21,0%) delle imprese femminili italiane nei settori high tech si concentra in Lombardia, la percentuale di imprese femminili sul totale delle imprese di questo settore è più bassa della media nazionale (14% contro il 16%).
C’è un gap di partenza e finché le ragazze avranno meno conoscenze tecnologiche rispetto ai colleghi maschi saranno meno pronte ad affrontare la sfida di entrare in settori tecnologicamente avanzati e più remuneranti.
Si può partire per esempio da qui, come abbiamo suggerito inserendo nella risoluzione sulle politiche giovanili, investimenti su progetti di formazione STEM per le ragazze.

Formazione e orientamento agli studi in percorsi tecnologici, formazione finanziaria, e agevolazioni per l’ accesso al credito sono tre direttive su cui anche Regione Lombardia deve essere più incisiva e fare la sua parte.

La Tutela della Salute al centro degli investimenti del Bilancio della Regione.

novembre 9, 2020 § Lascia un commento

Comincia la discussione del Bilancio preventivo nelle commissioni Regionali, in vista della sua discussione a dicembre.

La tutela della SALUTE deve essere al centro degli investimenti : ueste le proposte del Gruppo PD Lombardia

1️⃣I cittadini con prescrizione di tampone molecolare, sia per la diagnosi che per il rientro al lavoro e in società, a cui l’ATS non garantisca la prestazione con relativo esito entro 48 ore, devono poter fare il tampone presso le strutture private autorizzate dalla Regione a carico del sistema sanitario regionale.

2️⃣ I cittadini delle categorie più a rischio, per i quali il sistema sanitario prevede la gratuità (soggetti fragili, over 60, operatori sanitari, forze dell’ordine, minori), che non riescano tramite il medico di medicina generale e i centri vaccinali ad effettuare il vaccino antinfluenzale entro la metà di novembre, devono poter fare il vaccino nelle strutture private autorizzate dalla Regione a carico del servizio sanitario regionale.

3️⃣ La medicina di territorio è stato il vero punto debole della gestione della pandemia. Dovremo riformare la legge regionale per avere un vero cambio di rotta, ma intanto servono medici che garantiscano diagnosi e cura a domicilio, sia potenziando le unità speciali (Usca) che sostenendo i tanti medici di base e sostituendo quelli che vanno in pensione. Le risorse ci sono, occorre investirle.

Bisogna cambiare adesso per ripartire domani

Cominciamo dal LAVORO per far ripartire la Lombardia

novembre 9, 2020 § Lascia un commento

A dicembre andrà in aula del Consiglio Regionale lombardo l’approvazione del bilancio preventivo .

Il primo bilancio vero al tempo della pandemia.

Finora Regione ha chiesto fondi altrove, Governo e Europa, ora deve dimostrare di fare e mettere con coscienza risorse per uscire dall’emergenza .

In Bilancio ci siano le azioni a sostegno dei settori che più stanno pagando la crisi, a settori, imprese e lavoratori.

Sostegno al lavoro e alle famiglie, coordinato con interventi finanziari sul comparto della salute, della cura, dell’assistenza e della prevenzione .

Partendo dal LAVORO, queste le proposte del Gruppo PD Lombardia:

1️⃣ Sospensione dei termini per i pagamenti dei seguenti tributi regionali almeno fino al 31 dicembre:

➡️Bollo auto
➡️Tassa per il diritto allo studio

2️⃣ Contributi a fondo perduto alle imprese, partite IVA e professionisti per investimenti:

➡️La regione aumenti il capitale di Finlombarda per ampliarne la capacità di erogazione di contributi alle imprese

➡️ Utilizzi 168,5 milioni del fondo di sviluppo e coesione per interventi nel campo del lavoro e del sostegno alle imprese, compreso il potenziamento dello Smart Working.

Kamala Harris Vice Presidente: prima donna, prima di origine afroasiatica

novembre 8, 2020 § Lascia un commento

Ci sono tante buone ragioni per festeggiare il risultato delle elezioni americane 2020, oltre ad essere felici perché Trump non è più l’inquilino della Casa Bianca e Joe Biden è diventato Presidente Usa.

Le elezioni americane parlano al femminile con tantissime donne elette al Congresso, comprese le fantastiche chiamate con disprezzo SQUAD da Trump: Alexandra Ocasio Cortez, Ilhana Omar, RashidaTlaib e Ayanna Pressley.

Una First lady, Jill Biden, che dichiara di non avere nessuna intenzione di dedicarsi a fare semplicemente a fare la splendida consorte del Presidente, ma di voler continuare a fare il suo lavoro, l’insegnante.

Ma chi ha veramente ribaltato la storia degli USa è lei: KamalaHarris.

Senatrice in California dal 2017, più votata nelle primarie californiane, dopo aver ricoperto il ruolo di procuratrice distrettuale a San Francisco e poi di procuratrice generale della California, per la prima volta attribuito ad una donna.

Da oggi prima donna vicepresidente degli Usa, e prima afroasiatica a ricoprire questo ruolo.

Qualche estratto dal suo primo discorso :
“La democrazia non è una cosa garantita per sempre”, ha esordito, citando il leader della lotta per i diritti civili John Lewis.

“Col vostro voto avete mandato un messaggio chiaro, avete scelto la speranza, l’unità, la decenza, la scienza e la verità”,

Ha ricordato di essere arrivata alla vicepresidenza “sulle spalle” di tutte le donne che hanno combattuto per il diritto di voto. riconoscendo a Biden l’audacia di rompere una delle maggiori barriere nel nostro Paese.

“Penso alle donne, alle donne nere, asiatiche, bianche, ispaniche, nativo americane, che nel corso della storia di questo paese hanno aperto la strada per questo momento, si sono sacrificate per l’uguaglianza, la libertà e la giustizia per tutti noi; penso alle donne nere che troppo spesso non sono considerate, ma sono la spina dorsale della nostra democrazia. Penso a tutte le donne che hanno lavorato per garantire il diritto di voto e che ora nel 2020 con una nuova generazione hanno votato e continuano a lottare per farsi ascoltare. Stasera voglio riflettere sulle loro battaglie, la loro determinazione, la loro capacità di vedere cioè che sarà a prescindere da quello che è stato. E questa è una testimonianza della personalità di Joe, che ha avuto il coraggio di buttare giù uno dei muri che continuavano a resistere nel nostro paese scegliendo una donna come vicepresidente.”

” Anche se sono la prima a ricoprire questa carica, non sarò l’ultima. Ogni bambina, ragazza che stasera ci guarda vede che questo è un paese pieno di possibilità. Il nostro paese vi manda un messaggio: sognate con grande ambizione, procedete con cognizione, guardatevi in un modo in cui gli altri potrebbero non vedervi. Noi saremo lì con voi.”

Qui il video integrale del suo discorso

Qui entrambe i discorsi con sottotitoli

https://www.lifegate.it/discorsi-biden-harris-usa-2020

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