La Regione azzeri tutto in Film Commission

settembre 16, 2020 § Lascia un commento

Comunicato Stampa

LOMBARDIA FILM COMMISSION: BOCCI E PIZZUL (PD), “FONTANA LA FACCIA RIPARTIRE DA ZERO”

“Tutte le scelte compiute da Regione Lombardia nella scorsa legislatura e nella presente non sono state orientate a far funzionare la Lombardia Film Commission per i suoi scopi, ma per altri. Ora Fontana e la sua giunta devono ripartire da zero, iniziando con la richiesta di rescindere il rapporto di consulenza con Scillieri, come gli abbiamo chiesto formalmente, e di rinnovare al più presto l’organismo di vigilanza, con la massima garanzia di assenza di conflitti di interesse. Dopodiché, Fontana rinnovi la rappresentanza della regione nel Cda e revochi così il mandato al presidente Dell’Acqua. Occorre un nuovo bando per individuare una persona di provata competenza nel settore dell’audiovisivo e del cinema, che sia in grado di rilanciare finalmente un ente che si è dimostrato in questi anni del tutto inutile al settore e ha fatto parlare di sé solo nelle cronache giudiziarie.”

Lo dichiarano per il Partito Democratico Paola Bocci e Fabio Pizzul, consigliera e capogruppo in Regione.

Buon #Primogiornodiscuola

settembre 14, 2020 § Lascia un commento

Oggi è un primo giorno di scuola diverso da tutti gli altri, è figlio di un tempo sospeso, dell’attesa e dell’incertezza.

Il mio augurio è che la paura non sia l’unica emozione ad abitare i nostri pensieri, in questo giorno così atteso.

Prendeteci per mano bambini e bambine, ragazzi e ragazze, e buon nuovo anno a voi, alle vostre famiglie, ai vostri insegnanti, alle vostre scuole .

Illustrazione di Mauro Biani per la Repubblica

Ancora ombre su Film Commission Lombardia: una scatola vuota che foraggia la #Lega

settembre 11, 2020 § Lascia un commento

Siamo davvero sorpresi dei preoccupanti nuovi risvolti dell’inchiesta sulla compravendita dell’immobile di Cormano?

In fondo è stato acquistato da FilmCommission, con i soldi di Regione Lombardia ‘solo’ al doppio del suo prezzo di acquisto.

I reati contestati ai tre commercialisti ‘vicini alla Lega’ – tra cui c’é l’allora presidente di Lombardia Film Commission – sono pesanti tra peculato, e turbata libertà nel procedimento di scelta, e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

L’operazione era «lo schermo giuridico» per celare «l’impossessamento» di fondi pubblici, secondo il gip di Milano Giulio Fanales.

Ma tranquilli, dicono che la Lega si ritiene certa che l’inchiesta sia destinata a «finire in nulla, come tante altre che cercavano soldi in Russia , Svizzera o in giro per il mondo». Ne sono certi.Davvero?

Quel che sembra certo è il legame tra fondi oscuri della Lega e la Fondazione Lombardia Film Commission, che rivelano che in Regione Lombardia ci sia un ‘sistema Lega’, da quanto emerge dalle ultime indagini. Che cosa nasconde ancora la Lombardia Film Commission? Che cosa nasconde ancora la Lega? Nell’audizione in commissione che ho richiesto già da giugno e che spero sia urgentemente convocata, a questa domande dovrà rispondere in prima battuta l’assessore regionale Stefano Bruno Galli, insieme all’attuale presidente della LFC. Vogliamo risposte chiare e convincenti. La Film Commission da anni è inesistente nel sostegno al cinema lombardo, mentre abbondano le uscite a bilancio in consulenze e servizi, e al netto di ciò che accerterà la magistratura, è riuscita a compiere un’operazione oggettivamente dubbia e sospetta dell’acquisto di un immobile aper “soli” 800mila euro, interamente finanziato da Regione. Cifra che corrisponde al doppio del valore d’acquisto che l’immoble aveva solo pochi mesi prima. Esborso definito semplicemente “imprudente” dall’assessore Galli. Emerge sempre più che in Regione Lombardia c’è un sistema Lega che continua da Maroni a Fontana e che foraggia e coinvolge persone di fiducia di Salvini. La Lega si dice tranquilla ma non lo è, certamente noi non rinunceremo a continuare a chiedere che sia fatta chiarezza. Il primo atto che ci attendiamo è che a Scillieri – che ci risulta essere ancora oggi a libro paga della Lombardia Film Commission – venga immediatamente revocato l’incarico.

E questo abbiamo chiesto formalmente all’assessore e a Regione

È il minimo visti i nuovi sviluppi giudiziari della vicenda dell’acquisto della nuova sede della Lombardia Film Commission, che hanno portato all’arresto dell’ex presidente Alberto di Rubba e di altri due professionisti con accuse che vanno dal peculato alla sottrazione fraudolenta delle imposte.

Rassegna stampa – Medico scolastico

settembre 10, 2020 § Lascia un commento

http://www.askanews.it/politica/2020/09/09/boccipd-ci-sono-soldi-ma-r-lombardia-non-vuole-medico-a-scuola-pn_20200909_00196/

https://it.finance.yahoo.com/notizie/bocci-pd-ci-sono-soldi-ma-r-lombardia-132052695.html

Presidi medici sanitari in ogni scuola. Bocciata la mozione per la ripartenza in sicurezza delle scuole lombarde.

settembre 9, 2020 § Lascia un commento

Regione Lombardia e Gallera, non vogliono istituire presidi medico- sanitari nelle scuole, e lamenta mancanza di risorse. Ma ci fosse la volontà le risorse si potrebbero trovare.

Bocciando la mozione sulla vigilanza sanitaria a scuola, di cui sono la prima firmataria, la Giunta #Fontana lascia soli studenti e personale scolastico, negando presidi sanitari alle scuole per controllare, prevenire e monitorare la situazione. Proprio ora che dobbiamo garantire la massima attenzione affinché le scuole ripartano in sicurezzaLa mozione impegnava la Giunta a destinare personale sanitario come presidio scolastico Sars-CoV-2 nelle strutture scolastiche e nei servizi educativi dell’infanzia della regione, in modo che a interfacciarsi con il Dipartimento di Igiene e prevenzione sanitaria delle Ats e a gestire i protocolli sanitari fosse personale altamente qualificato, che potesse anche svolgere attività di prevenzione ed educazione sanitaria nelle scuole.Impegnava la Giunta anche a predisporre un piano di vaccinazione antinfluenzale stagionale per tutto il personale scolastico e per tutti gli alunni della Lombardia.Respinta da un centrodestra che va contro se stesso, che non sa che la legge regionale n. 33 del 2009 in materia di sanità, a proposito di medicina scolastica, dice che le Ats devono assicurare la prevenzione collettiva nelle scuole di ogni ordine e grado soprattutto quando sussistono esigenze di sanità pubblica. Centrodestra che inoltre non ricorda che nel 2016,proprio la Lega, con un ordine del giorno votato all’unanimità dal consiglio regionale, chiese di reintrodurre il medico nelle scuole, impegnando la Giunta ad attivare in via sperimentale un percorso di promozione della salute istituendo la figura del medico scolastico di primo presidio presso i plessi scolastici dell’area della città metropolitana di Milano.Sperimentazione che non vide la luce perché la risposta, scontata, delle Asl fu che non c’erano i soldi.Condivido i timori dei presidi che con chiarezza dicono che, per l’avvio dell’anno scolastico in sicurezza, é necessario ripristinare la figura del medico scolastico e dell’équipe psicopedagogica. Il presidio igienico-sanitario svolgerebbe un’importante funzione diagnostico-preventiva ed è quindi da considerarsi oggi più che mai fondamentale, così come garantire agli studenti, soprattutto più piccoli, vaccinazioni antinfluenzali, accompagnate da una diffusa campagna di sensibilizzazione. Ma se la volontà ci fosse davvero ci sarebbero anche proposte per coprire i costi.Come il Partito Democratico sta dicendo da tempo, potremmo trovare le risorse per la medicina scolastica nel #Mes e nel #RecoveryFund,e Regione Lombardia, anziché lamentarsi della mancanza di soldi, potrebbe seguirci in questa direzione.

I miei interventi in aula sulla mozione presentata al consiglio e purtroppo bocciata li trovate qui:

https://www.mediatecaconsiglio.regione.lombardia.it/portal/watch/meeting/8027?autostart=true

Primo intervento h 17. 58′ – replica a Gallera 19.02

Oggetto: Vigilanza sanitaria negli istituti scolastici della Lombardia


Il Consiglio Regionale della Lombardia,

Visto che:
nell’attuale contesto epidemiologico da SARS-CoV-2 le scuole devono ripartire garantendo sicurezza e tranquillità alle famiglie e che il diritto alla didattica di qualità in presenza va di pari passo con quello alla salute;

Considerato che:
Ai fini della prevenzione, del contenimento e dell’identificazione precoce del contagio sono necessari tra l’altro:

  • la comprensione e la consapevolezza dei rischi per la salute pubblica degli alunni, del personale
    scolastico e dei loro contatti sociali immediati;
  • un sistema di monitoraggio dello stato di salute degli alunni e del personale scolastico;
  • un sistema di sorveglianza su l’adeguato utilizzo dei DPI e dei metodi di sanificazione della struttura;
  • il tempestivo e adeguato trattamento dei casi sospetti;
    e che tutte queste azioni, per essere efficaci, debbano basarsi su evidenze e/o buone pratiche di sanità pubblica, razionali, condivise e coerenti sul territorio lombardo, evitando così frammentazione e disomogeneità, come indicato sull Rapporto ISS COVID – 19, n. 58/2020 recante le “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia”;

Rilevato che:
Nella circolare DGPRE-MDS-P del 04/06/2020, n.0019214 “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2020-2021”, allegato utente 1 (A01), a pagina 5 il Ministero della Salute raccomanda la vaccinazione antinfluenzale stagionale anche per le “categorie socialmente utili che potrebbero avvantaggiarsi della vaccinazione, per motivi vincolati allo svolgimento della loro attività lavorativa”, dando facoltà alle Regioni di definire i principi e le modalità dell’offerta a tali categorie


Impegna la Giunta:

  • a destinare personale sanitario come presidio scolastico SARS-CoV-2 in ogni singola sede di struttura scolastica e nei servizi educativi dell’infanzia della Regione, in modo che ad interfacciarsi con il Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria delle Ats e a gestire i protocolli sanitari sia personale altamente qualificato, al quale assegnare anche attività di prevenzione ed educazione sanitaria nelle scuole;
  • a predisporre un piano di vaccinazione antinfluenzale stagionale per tutto il personale scolastico e per tutti gli alunni della Lombardia.

Prima firmataria Paola Bocci

Respinta la mozione di sfiducia a Fontana, ma non ci fermiamo qui

settembre 9, 2020 § Lascia un commento

Anche se la mozione di sfiducia è stata respinta, anche se abbiamo ancora una volta assistito ad una imbarazzante e inconsistente difesa della Giunta, da parte dei consiglieri della maggioranza, di #Lega #FI #FdI , incapaci di vedere e ammettere gli errori, ma bravi ad arrampicarsi sugli specchi per spostare le colpe altrove.
Anche se una consigliera – una volta (forse) considerata parte delle opposizioni- senza vergogna, ma anche senza coraggio, ha preferito un ridicolo e demagogico racconto vittimista, piuttosto che assumersi la responsabilità politica di una sfiducia e di un giudizio obiettivo.
Nonostante questo andremo avanti e non ci fermeremo qui, perché la Lombardia e i lombardi si meritano di più e di meglio.

Basta arroganza, basta bugie.

Basta così.

A casa

E invece No – documento sul No al referendum di giuriste giornaliste e attiviste

settembre 3, 2020 § Lascia un commento

Ho sottoscritto questo documento proposto e redatto da Antonella Anselmo, Fulvia Astolfi, Laura Onofri e sottoscritto da molte donne, giuriste, costituzionaliste, giornaliste, attiviste.

Il documento racconta bene come questo referendum sia parziale e poco utile a un migliore funzionamento del parlamento.

E soprattutto abbia effetti negativi sulla rappresentanza politica delle donne

Il referendum sul taglio dei parlamentari, prevede una riduzione dei seggi in entrambe le Camere, andando a modificare gli artt.56,57 e 59 della Costituzione.
Si passerebbe così da 630 a 400 seggi alla Camera e da 315 a 200 seggi al Senato, con un taglio complessivo di 345 parlamentari, pari al 36,5%. Tra questi, verrebbero ridotti i parlamentari eletti all’estero (18 a 12).
Con il taglio dei seggi, aumenta il numero di abitanti per parlamentare. Per ciascun deputat* si passa da 96.006 a 151.210 abitanti* e per ciascun senator* da 188.424 a 302.420 abitanti*. Di conseguenza, nel caso di approvazione, sarà necessario ridefinire i collegi elettorali tramite una nuova legge che richiederà ulteriore tempo per l’approvazione.
Dunque la riforma costituzionale, in assenza di una contestuale riforma elettorale e dei partiti, è un salto al buio che compromette la rappresentanza parlamentare e il ruolo stesso del Parlamento.
I vari comitati del No e il documento dei 183 costituzionalisti e costituzionaliste hanno evidenziato in via generale i rischi della riforma che qui sintetizziamo:

• La riforma svilisce il ruolo del Parlamento e ne riduce la rappresentatività, senza offrire vantaggi apprezzabili né sul piano dell’efficienza delle istituzioni democratiche né su quello del risparmio della spesa pubblica sia perché si tratta di risparmi irrisori sia perché la democrazia ha un valore che non può essere sacrificato per esigenze di risparmio
• La riforma riduce in misura sproporzionata e irragionevole la rappresentanza dei territori con il rischio che alcune Regioni finirebbero con l’essere sotto rappresentate rispetto ad altre. Un Senato composto da 200 membri non può rappresentare tutte le identità politiche, sociali, culturali ed economiche se ogni eletto dovrà rappresentare circa 300 mila abitanti
• La riforma non eliminerebbe ma, al contrario, aggraverebbe i problemi del bicameralismo perfetto perché non introduce alcuna differenziazione tra le due Camere ma si limita semplicemente a ridurne i componenti, il cui numero costituisce una caratteristica del Parlamento e non del bicameralismo perfetto.
• La riforma confonde la qualità dei rappresentanti con il ruolo stesso
dell’istituzione rappresentativa. Non c’è nessuna evidenza che diminuendo il numero dei parlamentari se ne innalzi il livello qualitativo. L’unico effetto che sicuramente produce è una penalizzazione delle minoranze e un
abbassamento del pluralismo politico.
• La riforma non prevede che sia garantito un corretto ed essenziale lavoro delle Commissioni al Senato anche per dare l’opportunità alle minoranze di
rappresentare le proprie ragioni. L’eventualità di accorpare fra loro le
Commissioni esistenti non garantisce che le minoranze possano influire
proficuamente sui processi decisionali del Parlamento
• Con il taglio dei parlamentari la selezione delle candidature da parte delle
dirigenze dei partiti o degli stessi leader (già oggi fortemente guidata non
sempre da criteri di competenza ma piuttosto da quelli di fedeltà) sarebbe
ancor più determinata da considerazioni non valoriali
• Infine se non si avesse anche una modifica della disciplina elettorale, si
verrebbe a creare uno squilibrio circa la rappresentatività delle Camere tale da non permettere un’agevole formazione di una maggioranza stabile di governo.


A questi argomenti si aggiungono le perplessità sugli effetti negativi che si avrebbero sulla rappresentanza politica delle donne.

• Mancanza di riforma elettorale e di una legge sulla democrazia interna dei
partiti: in assenza di questi interventi – necessariamente correlati – si
accentua il potere dei capi partito e l’importanza dei finanziamenti delle
lobbies. Le donne sono ancora marginalizzate nei luoghi decisionali politici ed economici, quindi avranno minori chance di essere elette.
• Muta il rapporto con l’elettorato, e dunque con i territori: l’eliminazione di 230 deputati e 115 senatori muta il rapporto di rappresentanza e affievolisce il legame con i territori, penalizzando ad esempio le esperienze delle donne come amministratrici locali. I dati sulle competizioni elettorali mostrano minore visibilità delle donne nei media e nelle tribune politiche. Risulterà ancora più esigua le possibilità di accesso ai media (che è decisa dai capi partito) e quindi di essere elette.
• Leadership maschile nei partiti e nei movimenti. L’entrata in Parlamento è
nominalmente aperta a tutti, ma di fatto risulta rigidamente controllata dai
partiti. Questo dato mostra di avere un effetto relativamente negativo sulle
chances di carriera politica delle donne. La misura prevista nella legge
elettorale volta all’incremento della rappresentanza femminile non ha
consentito il raggiungimento del 40% di donne elette.
• Ruoli centrali negli organi parlamentari: i dati tendono a confinare la
rappresentanza femminile in aree settoriali e a ricostruire situazioni di
marginalità all’interno del Parlamento: è significativo il fatto che le donne
siano assenti in dicasteri importanti quali quelli economici e che siano
prevalentemente presenti nelle commissioni parlamentari che trattano
questioni tradizionalmente considerate come di pertinenza delle donne.
• Distorsioni sulla rappresentanza territoriale: minore rappresentanza delle
regioni più piccole e dei partiti minori – se non vi è un mutamento profondo nei partiti – concentrerà la scelta sui soli candidati uomini, come dimostrano i principali report nazionali e internazionali.
• Mancanza di una campagna informativa e uso di un linguaggio demagogico dell’antipolitica che offende la democrazia parlamentare. È molto grave che la riforma costituzionale sia priva di un adeguato dibattito pubblico, anche all’interno dei partiti, e comunque si fondi su un linguaggio proprio dell’antipolitica. L’assunto di fondo della riforma si basa sul discredito del ruolo dei parlamentari e dell’Istituzione, ma non si preoccupa affatto di migliorare il processo di formazione delle leggi. La gran parte dei movimenti femministi che hanno promosso norme di garanzia sono mosse dalla convinzione che la democrazia parlamentare e la democrazia paritaria siano strettamente connesse.
Per queste ragioni di fatto la riforma penalizzerà l’elezione delle donne
perché meno rappresentanti significa competizione più dura e più cooptazione e più difficoltà per le donne di essere elette
Anche per questo come donne e come cittadine

voteremo NO al referendum del 20 e 21 settembre!


Prime firmatarie

Antonella Anselmo, Fulvia Astolfi, Laura Onofri
Mia Caielli, Marina Calamo Specchia, Livia Turco, Anna Lorenzetti, Paola Bocci,
Michela Marzano, Daniela Colombo, Marcella Corsi, Giovanna Badalassi, Francesca Romana Guarnieri, Carla Marina Lendaro, Giulia Rodano, Stefania Cavagnoli, Giorgia Serughetti, Chiara Gribaudo, Giovanna Martelli, Lella Palladino, Maura
Cossutta, Norma De Piccoli, Anna Maria Buzzetti, Anna Lisa Maccari, Luisa
Morgantini, Cecilia Carmassi, Arianna Pitino, Paola d’Orsi , Paola Mereu, Marina Gennari, Antonella Sassone, Marta Bonafoni, Valentina Loiero, Orsa Pellion di Persano, Maria d’Erme, Irene Deval, Raffaela Salmaso, Donata Bianchi, Francesca Ricardi, Annalisa Ricardi, Marina Cosi, Michela Quagliano, Cinzia Ballesio, Manuela Ghinaglia, Nadia Mazzardis, Concetta Contini, Simonetta Luciani, Paola Alessandri, Ilaria Boiano, Silvana Appiano, Mirella Ferlazzo, Anna Ruocco, Fernanda Penasso, Beatrice Pizzini, Giusi Fasano, Camilla Gaiaschi, Paola Guazzo, Daniela Aragno,
Stefania Graziani, Eleonora Data, Rosanna Paradiso, Maria Luisa Dall’Armi, Micaela Cappellini, Manuela Manera, Marina Ponzetto, Roberta Giangrande, Anna Santarello, Maria Luisa Dodero, Claudia Apostolo, Donatella Caione, Paola Berzano, Sonia Martino, Enrica Guglielmotti, Sofia Massia, Stefanella Campana, Enrica Baricco, Maria Elvira Renzetti, Mariangela Marengo, Vilma Nicolini, Luisella Zanin, Carmen Belloni, Giuliana Brega, Patrizia de Michelis, Maria Letizia Spasari, Patrizia
Soldini, Gabriella Anselmi, Susanna Panzieri, Anna Sburlati, Sandra Basaglia, Paola Ferrero, Giovanna Giordano, Rosanna Rabezzana, Ferdinanda Vigliani, Maria Teresa Sorrentino, Antonella Sassone, Giulia Fasciolo, Mariagrazia Rossilli, Anna Maria Gandolfi, Elisabetta Randazzo, Clara Orso, Maria Rosa Cassia, Francesca Paruzzo, Claudia Padovani, Laura Brean, Laura Annese, Enrica Pazè, Angelica Pons, Mirta Quagliaroli, Gabriella Pistone, Anna Maria Passaggio, Roberta Li Calzi, Carla Rocca,
Stefania Bonaldi, Simonetta D’Amico, Giuliana Damato, Maria Luisa Nasturzo, Loredana Baro, Claudia Allasia, Gabriella Anselmi, Maria Pia Tamburlini, Emma Cappa, Luciana D’Ambrosio Marri, Anita D’Asaro, Silvia D’Alberti, Marina Macchiaiolo, Daniela De Paoli, Maria Grazia Alemanno, Ilaria Gritti, Renata La Lovere, Giovanna Cuminatto, Salvina Rago, Eleonora Artesio, Antonella Bernasconi, Maria Tibaldi, Gabriella Porta, Carla Quaglino, Umberta Biasioli, Maddalena Vianello, Gabriella Tanturri, Elena Petrosino, Anna Maria Garbesi, Elisabetta Donini, Valeria Borgese, Silvia Galletti, Letizia Lanza, Marella Reitani, Angela Schifino, Anna Lopes,
Miresi Mattiuzzi Fissore, Margherita Granero, Alessandra di Michele Bragadin, Francesca Pennecchini, Rita Sanna, Fortunata Dini, Francesca Zoavo, Marinella De Luca, Marilena Blasucci, Chiara Piermartiri, Vincenzina Dima, Laura Pasquali, Anna Manao, Giulia De Febe, Irene Gualdo, Silvia Giorgis, Francesca Guiducci, Paola Broccoli, Bianca Zeppetella, Laura Veronesi, Cristina Caricola, Paola Pomioli, Monia
Marchetti, Carmela Fortugno, Eleonora Camilli, Barbara Linardi, Grazia Naletto, Lucia Tundo, Giovanna Romualdi, Anna Chiarini, Daniela Mazzarella, Rosanna Ruscelli, Cristina Pecchioli, Renata Mannise, Rita Fiorani, Francesca Testoni, Stefania D’Errico,
Betta Basile, Cinzia Monari, Alessia Ricci, Paola Zuccarini, Judith Pinnock, Carolina Pozzo, Antonella Litta, Carola Messina, Maria Teresa Manente, Clara Bondesani, Danila Panajina, Stefania Doglioli, Silvia Stilli, Fabrizia Miola, Carla Bertolotto, Valentina Lomuscio, Doriana Righini, Maria Michela Sollazzo, Federica Zanetti, Marina Simonetti, Maria Cristina Guido, Franca Rossi, Francesca Rita Rombolà, Renata Rusca Zargar, Annamaria Vannoni, Idanna Matteotti, Mariapaola Curreli, Laura Pianta, Vanna Zamuner, Maria Cristina Mentigazzi, Angela Suppo, Ernesta Fusetti, Anna Pelloso, Stefania Aphel Barzini, Carla Faralli, Elina Pellegrini, Marcela Murgia, Nicoletta De Franceschi, Maria Francesca Fantato, Marilena Bertini, Caterina Romeo

Adesioni
Sergio Venga, Corrado Guarnieri, Stefano Orsini, Giuliano Lemme, Mario
Campogrande, Carlo Gubitosa, Vittorio Spinelli, Sergio Lai, Ferdinando Cabrini,
Per aderire scrivere a: einveceNO.alreferendum@gmail.com
Le adesioni sono in ordine cronologico di arrivo

Le ragioni del mio NO al Referendum sul taglio dei parlamentari

settembre 1, 2020 § Lascia un commento

#Referendum
Le ragioni del mio #No al #Taglioparlamentari oggi su la Repubblica, in un’intervista di Matteo Pucciarelli.

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Sceglierò il NO, perché non è una vera riforma e non migliorerà il Parlamento.
Porterà #disuguaglianze nella rappresentanza, territoriali ma non solo, e intere parti del Paese rischierebbero di non essere rappresentate.
È necessaria una riforma complessiva come chiesto dal Partito Democratico, non un semplice taglio lineare che non incide sulla qualità del funzionamento parlamentare e porta un risparmio poco significativo.
Se non è facile spiegare che si riduce rappresentanza, dei territori, delle minoranze, delle donne, e che questo riguarda tutti, non solo
il mondo politico, non per questo dobbiamo accontentarci del più facile slogan “tagliamo le poltrone”.
Che non racconta cosa comporta davvero questa molto parziale e poco utile riforma.

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Per i giovani non bastano i sussidi

agosto 19, 2020 § Lascia un commento

#Giovani
Si può e si deve fare di più per loro
Al #Meeting di Rimini #MarioDraghi non fa sconti e dice che ci siamo dimenticati dei giovani.
Sono d’accordo: i #sussidi non sono la soluzione e , se non saremo lungimiranti, pagheranno loro il prezzo della crisi e del debito futuro. “Dopo la catastrofe della pandemia bisogna affrontare la fase difficile e disseminata di insidie della ricostruzione, che dovrà essere improntata alla flessibilità, al pragmatismo. I giovani vanno messi al centro di ogni riflessione”.
Se I sussidi servono “a sopravvivere, a ripartire”, non possono essere il centro delle scelte politiche.
Il discorso di Draghi mi ha sollecitato alcune personali considerazioni.
Sono convinta che investire sui più giovani significhi investire sulla #scuola e sul diritto e accesso allo #studio. Bisogna agire subito ma con un progetto articolato e a lungo termine.
Dalla diffusione degli #Asilinido in tutto il paese, primo tassello della garanzia di opportunità di crescita e apprendimento fin da piccoli, al potenziamento del #tempopieno, per arrivare fino al #dirittoallostudio universitario e alle possibilità di fare le prime esperienze di #stage e #Tirocini senza essere sfruttati, ma per acquisire competenze utili per entrare nel mondo del lavoro.
Investire sui giovani significa attivare politiche abitative che offrano anche a loro possibilità accessibili di indipendenza, permettendogli di progettare il futuro, e una genitorialita senza zavorre.
Per le giovani #donne soprattutto, perché non ci sia mai la scelta dolorosa e condizionata tra lavoro e figli, favorendo la condivisione delle responsabilità di cura, e ridicendo le disuguaglianze occupazionali e retributive, perché davvero possano essere #allapari con i loro coetanei.
Per tutto questo i sussidi non bastano, sono illusori; è piuttosto necessario un piano di investimenti articolato che coinvolga tutti i livelli istituzionali, dal #Governo alle #Regioni ai Comuni, com il pieno coinvolgimento con il mondo delle impresero dei corpi intermedi.
Non possiamo aspettare.
I giovani non possono aspettare.

Il discorso integrale di Draghi

https://www.lastampa.it/economia/2020/08/18/news/l-intervento-integrale-di-draghi-1.39205005

 

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#ACasa – La mozione di sfiducia depositata per essere discussa in aula l’8 settembre.

luglio 30, 2020 § Lascia un commento

Ci prepariamo a votare la sfiducia a Fontana.
Abbiamo con (quasi) tutte le opposizioni in consiglio, condiviso il testo di una mozione di sfiducia al governatore di Regione Lombardia.
Il testo e’ stato firmato da tutti i consiglieri dei gruppi M5s, del Gruppo Pd Lombardia , MTB dei Lombardi Civici Europeisti e di Azione e sara’ discusso alla prima seduta utile del Consiglio Regionale.
I gruppi di opposizione, in particolare, imputano al governatore Attilio Fontana:
– Le allarmanti sottovalutazioni, del rischio e l’incapacita’ amministrativa con la quale e’
stata gestita l’emergenza coronavirus;
– l’adozione da parte del presidente Fontana e della giunta regionale di atti e provvedimenti del tutto inefficaci a fronteggiare la grave emergenza in atto;
– la mancanza di trasparenza e le bugie in merito alla vicenda della fornitura di camici da parte di un’azienda riconducibile a suoi familiari; la perdita di credibilita’ della Regione stessa a causa della rottura del rapporto di fiducia tra il suo presidente e i cittadini”.
 
Perché la fiducia evapora quando menti e ti destreggi con soldi che provengono da paradisi fiscali e non riesci a dare nessuna spiegazione plausibile, perché non ce ne possono essere.
 
Qui la mozione nella sua versione integrale
 
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