È il momento di vincere: conto su di voi!

gennaio 30, 2023 § Lascia un commento

Mancano meno di tre settimane dalle elezioni regionali del 12 e 13 febbraio 2023, la sfida è apertissima, ben oltre i sondaggi.

Io sono molto determinata e voglio impegnarmi ancora di più perché gli obiettivi, le battaglie e le proposte sostenute in questi anni diventino politiche di governo.

Vi ringrazio del supporto e del sostegno che mi state dando in queste settimane intense di campagna elettorale.


Ci sarà bisogno di tutta la vostra energia e del vostro supporto per vincere questa sfida e cambiare la Lombardia con Pierfrancesco Majorino Presidente.

E per essere rieletta dovrò ancora poter contare sulle vostre parole per convincere conoscenti, amici e amiche a votarmi.


Serviranno molte preferenze e nulla è più efficace delle parole di chi ha fiducia in me per convincere altre persone a scrivere il mio nome sulla scheda.

Sfogliate la vostra rubrica, pensate ad amici e familiari a cui il vostro consiglio di voto sarebbe sicuramente gradito.

Conto su di voi!

Una chiacchierata con Giuliano Pisapia sul futuro della Lombardia

gennaio 28, 2023 § Lascia un commento

Ringrazio Giuliano Pisapia, per il prezioso momento di confronto sulla Lombardia che vogliamo.

Lo ringrazio per il suo sostegno.

Per aver voluto condividere con me un momento pubblico di riflessione sulle azioni necessarie per cambiare questa regione.

Insieme a Chiara Bisconti, a cui sono grata per averci con empatia accompagnato in questa conversazione, abbiamo raccontato obiettivi comuni e ci siamo ritrovati in sintonia sulla necessità di politiche capaci di realizzare una Lombardia più giusta e vicina alle persone.

Una Lombardia per tanti e non per pochi.

Una regione che sappia valorizzare le donne.

Una Lombardia che voglia creare rapporti costanti e solidi, in un’ottica di dialogo e integrazione e non di contrapposizione, con gli altri livelli istituzionali.

Dopo 28 anni di governo di centrodestra dobbiamo impegnare tutta la nostra energia e determinazione, e attivare la partecipazione di molti, perché questo cambiamento necessario, come accadde nel 2011 a Milano, diventi possibile.

Grazie Giuliano per il tuo supporto.

Grazie a tutte e tutti coloro che sono stati con noi.

E adesso avanti con energia, per cambiare questa Regione con Pierfrancesco Majorino Presidente.

LA MIA ATTIVITÀ – 5 anni in Regione, sempre con voi

gennaio 10, 2023 § Lascia un commento

In questi 5 anni di legislatura, dal 2018 a inizio 2023, sono stata firmataria di importanti progetti di legge, ho sottoscritto e contribuito a redigere risoluzioni, ho presentato interrogazioni, interpellanze, mozioni, ordini del giorno ed emendamenti, ho ricoperto cariche istituzionali dentro gli organismi del consiglio regionale. Ecco in sintesi il mio lavoro.

LE PROPOSTE DI LEGGE

  • aprile 2019

 “Riduzione divario retributivo di genere” per dare forma a interventi e strumenti di contrasto alla disparità distributiva.

Proposta nata da un’iniziativa articolata di approfondimento e confronto che ha coinvolto le organizzazioni sindacali, le associazioni datoriali e il mondo accademico.

Obiettivi: dall’emersione del fenomeno, all’orientamento e formazione scolastica delle ragazze, dallo sviluppo di reti di imprese locali a misure di sostegno al reddito, dalla creazione di un Albo delle imprese virtuose all’idea di un Tavolo di lavoro permanente sul tema promosso da Regione Lombardia.

  • dicembre 2021

 “Istituzione di un Fondo per l’erogazione di un reddito di libertà per le donne vittime di violenza

Obiettivi: garantire a chi si trova in questa situazione, in più senza un lavoro sufficientemente solido e retribuito, un reddito adeguato al mantenimento proprio e dei figli per un periodo congruo.

  • marzo 2022

Promozione della parità retributiva di genere e interventi a contrasto del divario retributivo di genere”, (di cui sono stata anche relatrice) con consenso bipartisan dei consiglieri regionali.

Obiettivi: a partire dalla legge regionale quadro 2006, inserire un Tavolo regionale permanente per la parità retributiva di genere, interventi di promozione della parità retributiva di genere, e una piattaforma per la valorizzazione delle buone pratiche per la parità retributiva di genere.

  • settembre 2022 “Fondo per l’autonomia giovanile

Obiettivo: introdurre, in maniera sperimentale, nuovi strumenti regionali per favorire l’autonomia delle nuove generazioni e ridurre le disuguaglianze d’accesso ai percorsi di crescita personale, professionale e famigliare.

INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE

Decine di interrogazioni presentate e sottoscritte, anche a risposta immediata in Aula, i cosiddetti question time, e interpellanze.

I temi: scuola ed edilizia scolastica, diritto allo studio, funzionamento dei Centri per l’impiego, famiglie monoparentali e loro sostegno, mobilità ciclabile anche su treno, gratuito patrocinio per le vittime di violenza, neuropsichiatria infantile e salute mentale, gestione del Covid nelle scuole, politiche del lavoro, il sostegno allo sport, tutela delle persone Lgbtq+, Trenord e il pessimo servizio ferroviario che offre come trasporto pubblico locale per i pendolari, e poi tutta la partita legata alla cultura, quindi sostegni economici e risorse per sale cinematografiche e teatrali, musei, altri luoghi della cultura, l’audiovisivo, Film Commission e Film Foundation con la richiesta di un fondo dedicato, Centro sperimentale di cinematografia.

MOZIONI

Dalla mozione “simbolo” di questa legislatura, che chiedeva di illuminare il Pirellone con i colori dell’arcobaleno in occasione del Milano Pride agli interventi per la sicurezza nelle scuole in tempi di Covid: presidi sanitari, tracciamenti costanti, sblocco veloce delle quarantene e aerazione forzata.

Votata all’unanimità anche la mozione sulla revisione dell’aliquota sui prodotti igienici femminili, la cosiddetta Tampon tax.

E sempre in tema di diritti, voglio ricordare anche la mozione a mia prima firma sulle iniziative per la liberazione di Patrick Zaky.

Tra le mozioni segnalo ancora una grande attenzione a tutto l’aspetto riguardante la salute mentale, il sostegno alle famiglie che non possono usufruire dei congedi parentali, la vigilanza negli istituti scolastici lombardi, fino all’ultima, di poche settimane fa, relativa agli stanziamenti nazionali per l’amministrazione penitenziaria.

ORDINI DEL GIORNO ED EMENDAMENTI

In ogni sessione di bilancio ho presentato ordini del giorno ed emendamenti a sostegno del settore cine-audiovisivo, delle donne, del loro lavoro e del loro diritto a essere rispettate, della cultura in genere e della scuola a tutti i livelli, dall’edilizia scolastica alle misure per il sostegno degli alunni, soprattutto coloro che hanno meno possibilità, delle politiche per il lavoro e delle risorse per i bandi destinati alle piccole e medie imprese, per il potenziamento della rete antiviolenza e di quella dei consultori pubblici, per la realizzazione di velostazioni in corrispondenza della linea 6, per il miglioramento della qualità dell’aria nelle aule scolastiche e dei centri di formazione professionale, e ho condotto una battaglia per i contraccettivi gratuiti per gli under 24.

E, ancora, ho chiesto la gratuità dei mezzi di trasporto regionali per i minori di 14 anni e investimenti negli impianti sportivi.

LA RISOLUZIONE SULLA MOBILITÀ CICLISTICA E DOLCE

A giugno scorso una grande soddisfazione: il consiglio regionale ha approvato all’unanimità la risoluzione “Misure di sostegno alla mobilità ciclistica e dolce” di cui sono stata correlatrice, ed era la prima volta della legislatura che sedevo al banco dei relatori.

La risoluzione è stata un risultato che veniva da lontano con un percorso, iniziato, a settembre 2020, da una proposta originaria del Gruppo del Pd a mia prima firma, poi continuato attraverso un importante lavoro trasversale e bipartisan con il coinvolgimento di tutte le forze politiche.

Dopo un lungo iter di ascolto di tanti soggetti pubblici e privati, abbiamo impegnato la Giunta lombarda su progetti e interventi con gli enti territoriali per favorire la mobilità ciclistica quotidiana e cicloturistica all’interno della regione.

INDAGINE SULLA LEGGE 194

Fin dal mio insediamento, nel 2018, ho condotto un’analisi puntuale sull’attuazione della 194 in Lombardia, con un focus sull’obiezione di coscienza e le percentuali di utilizzo delle due diverse procedure, chirurgica e farmacologica, cioè la Ru486. Non esistono, infatti, dati aggiornati e dettagliati relativi alla situazione nella nostra regione, ma solo una relazione ampia sull’attuazione della 194 in Italia, a cura del Ministero della Salute, che riporta dati aggregati per Regioni relativi al 2019. Ho portato avanti questo lavoro raccogliendo i dati sull’Ivg direttamente da tutte le strutture delle Asst lombarde, con richieste di dati per ogni singola struttura ospedaliera. La mia analisi puntuale ha messo ogni anno in luce le criticità nei territori ed è risultata utile per definire interventi mirati.

CONSULTOUR

Già nel 2019 mi sono attivata per conoscere meglio la rete dei consultori pubblici di Città metropolitana. Ma a partire da maggio 2022 ho messo in programma un giro di approfondimento che è andato oltre Milano e il suo territorio e che ho chiamato Consultour.

Il mio obiettivo è stato proprio conoscere più a fondo, attraverso le parole degli operatori, queste realtà che potrebbero dare molto alle comunità in termini di servizi, ma vengono, al contrario, svilite e persino smantellate dall’attuale amministrazione regionale.

I miei 5 anni in consiglio Regionale, per immagini

Sarò ricandidata con il PD al Consiglio Regionale lombardo

dicembre 22, 2022 § Lascia un commento

Da ieri sera è ufficiale la mia candidatura al Consiglio Regionale della Lombardia nella lista del PD per il collegio di Milano Città metropolitana alle elezioni del 12 e 13 febbraio 2023.

Questi cinque anni di consigliatura in Regione mi hanno reso ancora più determinata ad affrontare questa nuova sfida con passione e soprattutto tenacia: mi riconosco nell’immagine della goccia che scava la roccia.

Fare opposizione per me ha significato innanzitutto esserci sempre, dentro e fuori Palazzo Pirelli. 100% di presenze in Consiglio e tante uscite nel territorio per vedere da vicino lo stato dei servizi, le situazioni critiche o virtuose, per costruire insieme alle persone proposte possibili e azioni concrete.

In questa fase drammatica, di fronte al crescere delle disuguaglianze, ho visto tutta l’indifferenza di chi gestiva la Regione e anche l’incapacità di dare risposte giuste.

Userò tutte le mie energie per un cambiamento radicale alla guida della nostra Regione, con Majorino Presidente. Vogliamo mettere fine a un’inadeguata gestione della Sanità, ora ingiustamente accessibile solo a chi può pagare, all’inefficienza del trasporto pubblico, alle inefficaci politiche sul lavoro, alla disastrosa amministrazione del patrimonio pubblico di edilizia popolare.

Cambiare, per cambiare modello: potenziare la sanità pubblica, soprattutto quella territoriale a partire dai consultori, promuovere nuove politiche ambientali sostenibili, investire sulla formazione e sul diritto allo studio, perché sia per tutte e tutti; investire con decisione sul settore culturale e dello spettacolo, perché sia davvero leva di sviluppo sociale ed economico; garantire uguali opportunità e pari diritti: per le donne, i giovani, per tutti i tipi di famiglie, con attenzione alle più fragili e ai più fragili.

Un’altra Lombardia, più giusta, è possibile, se facciamo la nostra parte.

Io ci sono, voi siete sempre con me?

#CambiamoLaLombardia#SempreConVoi

Un convegno su salute mentale e carcere

dicembre 9, 2022 § Lascia un commento

Da qualche settimana presiedo la Commissione Speciale sulla Situazione Carceraria in Lombardia.

Tra gli obbiettivi di questo mio breve mandato ho deciso di dare priorità alla valorizzazione e pubblicizzazione dell’indagine conoscitiva su Salute Mentale e Carcere che ha impegnato a lungo i commissari della commissione, in un percorso istruito dalla precedente presidente, la mia collega Antonella Forattini.

L’indagine è stata approvata all’unanimità dalla commissione e sarà a breve all’odg del Consiglio Regionale.


La Commissione ha indagato la situazione della salute mentale nelle carceri per oltre un anno e mezzo,
attraverso visite dirette agli istituti di detenzione, ricerche e audizioni con i direttori degli istituti carcerari e
delle REMS, i sindacati di polizia penitenziaria, le associazioni che operano nel campo, e i referenti degli
assessorati regionali coinvolti, con il contributo importante del settore competente di Regione Lombardia.
Di fronte al fenomeno crescente del disagio psicologico negli istituti di detenzione lombardi, evidenziato dal
preoccupante aumento di suicidi, atti di autolesionismo e depressione, l’indagine ha avuto come obbiettivo di
approfondire il tema della gestione e della cura della salute mentale, formulare proposte e individuare
soluzioni
Ne è emerso è un quadro drammatico, aggravato sia dal pesante sovraffollamento che caratterizza tutte le
carceri italiane, sia dalle conseguenze dell’epidemia da Covid che ha amplificato le condizioni di isolamento
dei detenuti e aumentato i casi a rischio, per cui attualmente non esistono risposte sufficienti.
Riteniamo importante dare pubblicità al lavoro svolto, che potrà essere uno strumento utile per il futuro, per
costruire risposte concrete alle criticità.

Inaccettabile che la Regione tagli i fondi ai teatri accusandoli anche di essersi arricchiti con il Covid.

dicembre 6, 2022 § Lascia un commento

La #giuntafontana Giunta Fontana non solo non si vergogna di aver tagliato i suoi contributi alla Cultura e ai Teatri, ma giustifica i tagli in modo inaccettabile.

Oggi, in Consiglio regionale, ho dovuto ascoltare parole che sono vergognose e che non avrei mai voluto sentire: l’assessore regionale alla Cultura, il leghista Galli, rispondendo a una mia interrogazione sul tema, ha detto testualmente che i tagli sostanziosi dei contributi regionali al settore, culturale, in particolare ai teatri, sono quasi “meritati”.

Parlo di istituzioni eccellenti come il Teatro alla Scala, il Piccolo Teatro, il Centro teatrale Bresciano, che hanno subito una riduzione di contributi regionali nella misura anche del 50% con motivazioni inaccettabili.

Parlo di teatri anche di dimensioni più piccole che hanno visto una riduzione dei fondi del 20% e più.

Galli ha sostenuto che i teatri hanno tanto goduto di ristori per il Covid che hanno fatto finalmente quadrare i loro bilanci.

Sì, proprio così: per l’assessore non è successo niente di grave quando, soprattutto nello spettacolo dal vivo, si è dovuto chiudere tutto, lasciare a casa artisti e maestranze, rischiando di far morire le sale le attività, e affamare chi con la cultura lavora e vive.

Per Galli è tutta una questione di redditività dell’investimento pubblico in cultura, nemmeno il settore culturale fosse una mucca da mungere.

Invece – gli ho risposto io –, i teatri e gli enti culturali prima di fare redditività hanno una funzione sociale, di integrazione e di accrescimento del patrimonio cognitivo delle persone ed è molto offensivo dire che hanno lucrato e guadagnato nel periodo della pandemia, che, al contrario, li ha messi in ginocchio.

Cinema, teatri, musei, sale fanno indotto, sviluppo, lavoro a Milano e in Lombardia creano coesione, contribuiscono alla crescita dei cittadini lombardi.

E, invece, vengono bollati dal loro assessore regionale come degli approfittatori.

Parole inaccettabili e vergognose da chi la cultura la dovrebbe tutelare!

Qui l’interrogazione

e qui il mio comunicato stampa

COMUNICATO STAMPA

Cultura
BOCCI (PD): “SECONDO L’ASSESSORE GALLI CINEMA E TEATRI CON LA PANDEMIA SI SONO ARRICCHITI”

“I tagli alla cultura lombarda? Soprattutto per lo spettacolo dal vivo, secondo l’assessore regionale alla Cultura, il leghista Galli, sono quasi ‘meritati’, perché a suo dire tanto si sono goduti le prebende per il Covid e hanno fatto finalmente quadrare i bilanci. Parole vergognose”, è il commento amaro di Paola Bocci, consigliera regionale del Pd e capogruppo in Commissione Cultura, dopo aver ascoltato, stamattina in Aula, la risposta dell’assessore a una sua interrogazione a risposta immediata sulla questione.
“Chiedevamo di sapere quali motivazioni nel dettaglio abbiano spinto Regione Lombardia a effettuare tagli di quella portata ai contributi per enti culturali , per cinema e spettacolo dal vivo, e quali siano i motivi per cui queste riduzioni siano state effettuate con modalità non lineari ai diversi soggetti, mettendo a rischio la sostenibilità economica degli enti coinvolti, ignorando che la cultura sia leva di sviluppo e di investimento per l’economia e per la coesione sociale della nostra regione”, racconta Bocci.

La risposta è stata scioccante, per la consigliera Pd: “Galli ha dichiarato che ci saranno delle integrazioni, ma non ha detto quando e di quanto. Ed è profondamente sbagliato il ragionamento che ha fatto in Aula che tiene conto solo della redditività dell’investimento pubblico in cultura. Il settore culturale non è solo una mucca da mungere – prosegue Bocci –. Ma l’assessore si è spinto oltre accusando i direttori di non avere capacità manageriali nella gestione degli enti culturali: ha detto testualmente che nei due anni di pandemia tutti i teatri si sono arricchiti, hanno sistemato i loro bilanci. Ha aggiunto che il Piccolo Teatro ha avuto il miglior bilancio della sua storia, con i lavoratori coperti dal Fis, il Fondo di integrazione salariale, e l’acquisizione del Fus, il Fondo unico per lo spettacolo del Ministero, e ha invitato a guardare dentro ai bilanci per capire quanto gli ‘sia andata bene’! Da non credere a quanto abbiamo dovuto ascoltare”.

La consigliera dem ha replicato immediatamente, ricordando all’assessore Galli che “i teatri e gli enti culturali prima di fare redditività hanno una funzione sociale, di integrazione e di accrescimento del patrimonio cognitivo delle persone, ed è molto offensivo dire che hanno lucrato e guadagnato nel periodo della pandemia, che li ha messi in ginocchio. Sono stati anni critici, senza pubblico, senza spettacoli, dove molti enti hanno fatto sforzi economici di tasca propria per integrare i contributi e i ristori ai lavoratori. La motivazione del sostegno maggiore agli enti più fragili non sta in piedi, perché si equiparano soggetti a cui sono destinati fondi di poche decine di migliaia di euro rispetto a enti più complessi e strutturati dove i tagli sono intorno al 50%, oltre un milione di euro per la Scala, e simili percentuali per il Piccolo Teatro d’Europa e per Brescia. Istituzioni che fanno indotto, sviluppo, lavoro a Milano e in Lombardia. Ma ogni teatro, cinema, museo, piccolo o grande che sia, fa cultura, ha funzione sociale, crea coesione sociale, accresce il patrimonio culturale dei cittadini lombardi. E vengono bollati dal loro assessore regionale come degli approfittatori. Incredibile”.

Milano, 6 dicembre 2022

All’Elfo per #MajorinoPresidente

dicembre 3, 2022 § Lascia un commento

Una mattina intensa ricca di visioni, con interventi carichi di significato.

Grazie a Pierfrancesco Majorino che oggi ci ha dato una bella carica di energia e di entusiasmo, coinvolgendoci tutti in un progetto collettivo di cambiamento radicale e necessario, per la guida della nostra Regione.

Per dire forte e chiaro che prima di ogni cosa vengono le persone, e nessuno deve essere lasciato indietro.

Moratti e Fontana sono il passato, un passato che ha escluso tantə, che ha smantellato e creato disuguaglianze, divari e povertà.

Noi siamo il Futuro.

E in quel ‘noi’ sta la differenza di un progetto per la nostra regione che costruiremo insieme, un progetto non di un uomo solo e per tutte e tutti.

E adesso avanti, a testa alta e con orgoglio per portare in meta il cambiamento.

Grazie allo Staff al Elfo Teatro e a tutti i volontari per questa entusiasmante mattinata.

Qui la registrazione della diretta mattinata.

Il Pdl del centrodestra mette il Parco Sud nelle mani della Regione

dicembre 1, 2022 § Lascia un commento

Giornata dedicata alla difesa del Parco Agricolo sud Milano.

Alle 10 ho partecipato, con i sindaci e le associazioni del Parco, al presidio organizzato fuori dal Pirellone per dire no ad una proposta di legge sbagliata, portata in tutta fretta dal centrodestra in aula di consiglio regionale.

Poi in aula a dibattere del progetto di Legge presentato dal centrodestra, con tanti interventi di senso, mirati a sottolineare che la proposta di legge sul tavolo non migliora il funzionamento del parco, ma è fatta per aumentare il potere di controllo su di esso della GiuntaFontana.

Le modifiche finora apportate al testo arrivato in aula non sono sufficienti a impedire che il Parco sud diventi l’unico parco lombardo ad avere un’ingerenza politica e anche amministrativa molto forte da parte della regione Lombardia.

Nel dibattito d’aula e nel confronto con la maggioranza ci siamo battuti con tutti i nostri mezzi, perché il Centrodestra in Regione rivedesse le proprie posizioni e comportamenti, e riportasse al centro il dibattito sul parco, come parco di tutti, cittadini associazioni, comuni che insistono sul suo territorio, non solo di regione.

Nel mio intervento in aula ho voluto allargare lo sguardo e richiamare l’attenzione sulla necessità di una pianificazione di area vasta per contrastare il consumo di suolo e tutelare l’ambiente.

Ho richiamato l’urgenza di occuparsi del Parco Metropolitano, idea forte che integrerebbe nel perimetro di una sola ampia area protetta regionale tutto il territorio non edificato della città metropolitana.

Il Parco Metropolitano è un punto inserito anche nello statuto della città metropolitana dal 2014 che indica tra gli obiettivi la gestione unica dei parchi di scala metropolitana compresi nel suo perimetro.

Un progetto che ha diversi vantaggi, il primo dei quali è sicuramente quello dell’aumento della superficie territoriale protetta e di un’economia di scala derivante da una gestione coordinata di tanti enti in questo momento gestiti singolarmente. 

Alla fine il progetto di legge sulle modifiche della governance del Parco Sud è stato approvato dall’aula, ma con i voti della sola maggioranza. Il Gruppo PD Lombardia e le altre opposizioni hanno votato contro.

Grazie alle mobilitazioni dei sindaci, degli amministratori di Milano, Città metropolitana e dei comuni del parco, e delle associazioni, le opposizioni in aula sono riuscite, ad intervenire sul testo, ma solo con modifiche parziali che non cambiano la sostanza di un intervento che di prepotenza scippa la gestione del Parco alla Città Metropolitana e ai comuni.

Queste le modifiche parziali al testo:

📌 la nomina del direttore rimane così come è oggi, cioè resta di competenza del presidente e del comitato di gestione.

📌 c’è l’inserimento di un “tempo” per il passaggio del personale.

📌 il cdx ha ottenuto di aumentare da 1 a 3 i membri di nomina regionale.

📌insieme al presidente anche 2 componenti sono di competenza del parco.

Le criticità restano quindi pesanti, motivo del nostro voto contrario, anche se la designazione del Direttore resta in capo al comitato del Parco, che però avrà una preponderanza regionale.

Ringrazio tutti, sindaci, amministratori, consiglieri delle forze progressiste della Città Metropolitana di Milano, associazioni, per la costanza e determinazione, per i presidi, le mobilitazioni e le petizioni che hanno richiamato l’importanza di questo parco per l’intera regione, che poi hanno portato ad alcune modifiche al testo.

Mi resta grande amarezza per un provvedimento portato in aula in tutta fretta, che sancisce l’arroganza dell’attuale Giunta e maggioranza in Regione, e che porterà ad un peggioramento e ad un ingerenza politica e amministrativa nella Gestione del parco,

Non sono quindi contenta anche dei risultati ottenuti, e penso di non essere la sola.

Per la Lega in Regione i bambini nati fuori dal matrimonio sono di serie B.

novembre 30, 2022 § Lascia un commento

Per la Lega i bambini non sono tutti uguali, quelli nati fuori dal matrimonio sono di serie B.

Oggi in Lombardia 4 bambini su 10 nascono da coppie non sposate, ma questa Lega retrograda nega per loro il diritto a un sostegno al reddito, nel caso in cui i genitori, non legati da vincolo matrimoniale, decidano di separarsi.

Un’assurdità che fa il paio con l’altra proposta, per fortuna modificata, di dare un contributo alle giovani coppie solo se sposate in chiesa.

Questa mattina ho portato in commissione la proposta di aprire il bando dei sostegni anche ai genitori non sposati che si lasciano.

Ci avevo già provato, la scorsa settimana, anche in commissione Sanità dove era stato bocciato.

Bocciato anche oggi in Bilancio , dove abbiamo incassato il voto favorevole di Fratelli d’Italia, che ha voluto dare una valutazione seria alla proposta, mentre i consiglieri della Lega hanno respinto la proposta considerando di fatto i figli di ex conviventi come figli di un Dio (coppia) minore.

Da due anni sollecitavo la giunta a estendere i contributi anche alle famiglie separate dopo convivenza, per tutelare tutti i bambini.

Un risultato parziale era stato ottenuto la settimana scorsa, quando, proprio grazie al nostro emendamento con la nostra proposta di modifica della palese assurdità, la Giunta aveva sanato almeno la discriminazione tra figli nati prima o fuori dal matrimonio.

Ma resta questa disuguaglianza tra famiglie e discriminazione vergognosa che colpisce i più piccoli.

Non avevo chiesto soldi in più, per ora, ma un accesso alla pari di tutti i bambini sia che fossero figli di separati o divorziati, sia di genitori che avevano sciolto un legame di convivenza di fatto, sia di famiglie monogenitoriali.

Bocciando la proposta la Lega ha escluso a priori la possibilità per questa tipologia di genitori di potervi accedere, almeno fino alla prossima legislatura, perchè la Legge non può più essere modificata dall’aula.

Il fenomeno della povertà post separazione, di qualunque natura essa sia, è in aumento. Considerando anche il numero sempre crescente delle coppie che non scelgono il matrimonio per consolidare la loro unione e, in parallelo, l’aumento delle famiglie monogenitoriali in Lombardia, è assurdo e vergognoso che la Lega abbia scelto di perpetrare questa disparità di cui fanno le spese alla fine solo i bambini.

È inutile cercare di costringere persone che forse nemmeno lo desiderano a sposarsi in chiesa se poi si abbandonano le famiglie e i loro figli in difficoltà.

Anche per questo, e per loro, la guida della Regione Lombardia deve cambiare.

e noi ci impegneremo perché questo diventi realtà con Pierfrancesco Majorino, che lancerà la sua campagna sabato 3 dicembre al teatro dell’Elfo.

25 novembre: per contrastare la violenza sulle donne, non bastano le parole, servono fatti, e la Regione non ne fa abbastanza.

novembre 25, 2022 § Lascia un commento

La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne oltre a vederci uniti nella condanna di ogni tipo di violenza, deve richiamare responsabilità e impegni concreti da parte di tutte le istituzioni.

Il Governo ha tenuto alta l’attenzione e aumentato le risorse, mentre non posso dire lo stesso della Giunta Fontana, che nonostante promesse e parole avrebbe potuto e dovuto fare molto di più, anche in considerazione del fatto che la nostra Regione ha il triste primato dei femminicidi, e deve potenziare gli interventi a contrasto.

Qualche miglioramento c’è stato, ma non è abbastanza: i fondi regionali contro la violenza sulle donne sono ancora pochi e alcuni provvedimenti importanti sono stati per ora solo promessi.

Penso al Fondo per il Gratuito Patrocinio, proposto dal Gruppo PD Lombardia un anno fa e approvato in Aula con un odg di cui ero la prima firmataria, ma a cui non è mai stato dato seguito.

Mi riferisco poi anche al fondo regionale per il Reddito di Libertà regionale, integrativo del contributo nazionale, richiesto con emendamenti e un ordine del giorno entrambe respinti, per cui ho anche depositato un progetto di Legge.

Ricordo anche che solo da pochi mesi, e per input del Governo Draghi, è stato tolto l’obbligo di registrare le donne accolte dai centri, attraverso il codice fiscale – procedura usata solo in Lombardia- che negli anni aveva escluso dall’accesso ai contributi centri antiviolenza storici eccellenti, di grande competenza ed efficacia, che rifiutavano questa convenzione.

È stata poi sempre bocciata la mia richiesta di anticipare ai comuni e ai centri le risorse governative, come già fanno altre Regioni.

La violenza contro le donne è un fenomeno invasivo, trasversale e in aumento anche nella nostra regione, e per questo si deve fare di più per contrastarla, con continuità e costanza negli impegni finanziari e un maggiore coinvolgimento dei centri nelle scelte dell’utilizzo delle risorse e delle azioni prioritarie.

È ora di passare dalle parole e dalle promesse ai fatti.

Anche per questo è necessario un cambiamento alla guida della nostra regione.

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