Rassegna stampa – Odg contraccezione gratuita under 24

luglio 31, 2018 § Lascia un commento

 

CORRIERE e  Corriere.it

https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/18_luglio_31/contraccettivi-gratis-giovani-fino-24-anni-consultori-lombardi-ff99a67a-94da-11e8-8f77-2ea13bfc36ea.shtml

Il fatto quotidiano

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/07/31/lombardia-contraccettivi-gratuiti-per-giovani-fino-a-24-anni-prevenzione-e-procreazione-responsabile/4529688/

TG COM 24

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/lombardia-verso-contraccettivi-gratis-a-giovani-under-24_3155490-201802a.shtml

Repubblica e Repubblica.it http://milano.repubblica.it/cronaca/2018/07/31/news/in_lombardia_contraccettivi_gratis_ai_giovani_fino_ai_24_anni-203075332/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P11-S1.8-T1

Il Giornale

http://www.ilgiornale.it/news/politica/lombardia-d-i-contraccettivi-gratis-1560396.html

SKY

http://video.sky.it/news/cronaca/in-lombardia-s-a-contraccettivi-gratuiti-per-tutti-gli-under-24/v438393.vid

https://tg24.sky.it/salute-e-benessere/2018/07/31/lombardia-contraccezione-gratis-under-24.html

tg3 lombardia ore 19.30/ 31.7.2018 minuto 8.10

https://www.rainews.it/tgr/lombardia/index.html?/tgr/video/2018/07/ContentItem-822eb2b1-68f9-47b8-aab0-efe6aea0eb9a.html

http://www.radiolombardia.it/2018/08/01/lombardia-contraccettivi-gratis-agli-under-24/

https://giornaledilecco.it/attualita/contraccettivi-gratis-per-giovani-sotto-i-24-anni-in-

https://www.wired.it/attualita/2018/08/01/regione-lombardia-la-buona-notizia-dei-contraccettivi-gratuiti-under-24/

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COMUNICATO STAMPA – (BOCCI- PD) POTENZIAMENTO DEI CONSULTORI E CONTRACCETTIVI GRATIS PER I GIOVANI SOTTO I 24 ANN, LO PREVEDE UN MIO ODG ALL’ASSESTAMENTO AL BILANCIO APPROVATO IERI SERA

luglio 31, 2018 § Lascia un commento

COMUNICATO STAMPA

 (BOCCI- PD) POTENZIAMENTO DEI CONSULTORI E CONTRACCETTIVI GRATIS PER I GIOVANI SOTTO I 24 ANN, LO PREVEDE UN MIO ODG ALL’ASSESTAMENTO AL BILANCIO APPROVATO IERI SERA

 

paola in aula.jpg

 

 

Contraccezione gratuita per ragazzi e ragazze fino a 24 anni nei consultori pubblici e privati accreditati della Lombardia. È un impegno assunto ieri dalla Regione Lombardia approvando un ordine del giorno all’assestamento al bilancio regionale 2018 – 2020 presentato dal PD, prima firmataria la consigliera regionale Paola Bocci.L’ordine del giorno numero 99, che mira a sostenere la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, soprattutto tra i giovani, e la procreazione responsabile. Ciò significa “implementare e valorizzare la rete dei consultori pubblici”, applicare pienamente la legge 194/98 nella parte che riguarda la prevenzione, per le donne italiane e straniere e, infine, permettere a ragazze e ragazzi fino ai 24 anni di età di ottenere gratuitamente, presso i consultori, sia la consulenza del medico o dell’ostetrica, sia “il metodo contraccettivo più idoneo” (preservativo maschile, preservativo femminile e tutti i farmaci ormonali per la donna).

“È responsabilità delle istituzioni fare di tutto sia per evitare le conseguenze tragiche di una malattia devastante come l’HIV, sia per rendere i giovani più consapevoli delle proprie scelte, che non devono essere dettate dalla condizione economica. Negli ultimi anni si è abbassata notevolmente la guardia sull’HIV – dichiara Paola Bocci – e ciò diventa un problema rilevante soprattutto per le giovani generazioni. Sostenere consultori e contraccezione significa anche intervenire sulla fascia delle giovanissime dove le interruzioni di gravidanza, generalmente in declino da anni, faticano a diminuire. La Lombardia può finalmente seguire una strada già intrapresa da altre regioni come il Piemonte e l’Emilia Romagna e oggi siamo riusciti a ottenere un impegno importante da parte della Regione, in controtendenza rispetto agli anni passati. Solleciteremo sempre la giunta regionale a tenere alta l’attenzione alla tutela nei confronti dei giovani e delle donne”.

Il PD ha anche ottenuto anche l’approvazione di un emendamento, sempre a prima firma della consigliera Bocci, che incrementa le risorse di 200mila euro per la rete dei centri antiviolenza.

 

TESTO dell’ODG 99, Potenziamento sistema d’offerta consultoriale

odg ASSESTAMENTO 2018_CONSULTORI

 

Intervento in aula sull’assestamento di Bilancio – 30 luglio 2018

luglio 31, 2018 § Lascia un commento

Il mio intervento sull’assestamento di bilancio – 30 luglio 2018

intervento 30 luglio riquadrato

 

Grazie signor Presidente,

vorrei anche ringraziare il capogruppo del Partito democratico e i miei colleghi che hanno già inquadrato il senso dei nostri emendamenti all’assestamento di Bilancio.

C’è la volontà di voler contribuire alla discussione, senza ricorrere a tattiche ostruzionistiche, entrando nel merito di questioni significative, che vogliamo siano maggiormente presidiate con adeguata  costante attenzione e  quindi adeguate risorse.  Attenzione che ci viene richiesta dai cittadini Lombardi che richiamano ciascuno di noi a un senso di responsabilità per dare maggiori tutele e  protezioni e non a tatticismi d’aula.

Abbiamo interpretato le nostre proposte nella chiave di un #Lombardia più sicura, dando a questo aggettivo un’accezione larga e trasversale coinvolgendo diversi temi.

E quindi non può non venirci alla mente la recente chiusura della missione della Presidenza del Consiglio ItaliaSicura che si occupava di coordinare, programmare e dare seguito alle richieste dei territori per  gli interventi di edilizia scolastica in tutto il Paese ( 10 miliardi di investimento mai era stato investito tanto prima)  e gli interventi di contrasto al dissesto idrogeologico. Per questo richiamo l’attenzione  su due dei nostri emendamenti uno che dedica all’edilizia scolastica uno stanziamento considerevole, 40 milioni di euro,  perché le nostre scuole sono vecchie e tante necessitano di mantenute con costanza, in altri territori c’è bisogno di averne di nuove, altre ancora richiedono interventi puntuali come quelli  per l’eliminazione delle barriere architettoniche, e per rendere più fruibili e sicure le palestre,  anche per renderle disponibili per la comunità intera.

Lombardia sicura significa  anche attenzione e risorse sul contrasto idrogeologico significa interventi di prevenzione l’esondazione del Seveso per qui maggiore interventi di prevenzione attenzioni e non solo l’emergenza del momento delle sanzioni.

Le donne ci chiedono maggiori attenzioni, di tutela, protezione e valorizzazione .

Reti antiviolenza, screening, conciliazione.

Non possiamo più voltarci dall’altra parte quando sentiamo che le violenze sulle donne aumentano esponenzialmente,  sono quotidiane e trasversali ad ogni ceto, avvengono in ogni  territorio. E dobbiamo avere più risorse per quella rete di centri che già funziona ma che in alcuni comuni non ha risorse sufficienti per le case rifugio, per accogliere le donne maltrattate, per mettere in atto percorsi per l’orientamento o reinserimento nel mondo del lavoro e per il lavoro su  tutti i soggetti del percorso di tutela che devono essere  competenti, informati  e formati per individuare, supportare le donne e contrastare  il fenomeno.

Un altro tema sul quale non possiamo voltarci altra parte, è  il ritorno delle malattie da contagio  a trasmissione  sessuale, recenti indagini ci dicono che non dobbiamo abbassare la guardia sull’HIV;  e che abbiamo il dovere di riconoscere che le giovani generazioni, ragazzi e ragazze, non hanno sufficiente consapevolezza della necessità di prevenzione e  di contraccezione e non hanno neanche sufficienti risorse economiche .

E allora noi istituzioni dobbiamo prenderci la responsabilità di fare di tutto per evitare  da una parte le conseguenze tragiche di una malattia sessualmente trasmissibile devastante che abbiamo visto negli scorsi decenni, e per renderli più consapevoli delle proprie scelte,  penso anche  alle giovani donne, perché per esempio non arrivino  alla dolorosa scelta della IVG, perché scelgano senza rinunciarvi per questione di scarsa disponibilità economica. Per questo abbiamo presentato un emendamento  che richiede la  gratuità di contraccettivi maschili e femminili  non solo  presso gli spazi giovani, di cui conosciamo la   quindi possibilità interna per gli under 21 di essere seguiti con visite gratuite.. Ma altrettanto bene sappiamo che può non essere sufficiente e quindi chiediamo risorse perché che la gratuità sia fino a 24 anni e sia sulla contraccezione e sia estesa a tutti consultori pubblici e accreditati privati. Contraccezione e consulenza come già hanno fatto altre regioni.

Ho nominato i consultori, oggetto di un odg di cui sono la prima firmataria, che chiede di potenziarne la rete per garantirne una adeguata presenza e distribuzione (perché i consultori pubblici si sono dimezzati negli anni e alcuni territori ne sono completamente sguarniti) numerica e qualitativa, perché siano in numero rispondente alle necessità per abitanti, come individuate dalla UE,  e abbiano tutte le figure professionali previste, per poter fare prevenzione, sostegno alla coppia, alla famiglia e accompagnamento alla maternità e procreazione responsabile.

Un cenno ad altre proposte oggetto di emendamenti e ordine del giorno nell’ambito di Istruzione, cultura e sport.

Accesso e qualità dell’istruzione, diffusione e accessibilità a cultura e sport sono  altri strumenti che  contribuire  a migliorare la qualità della vita  della nostre comunità, per cui è necessario  aumentare  e rendere costanti  e continuativi gli investimenti  nel tempo.  Per questo chiediamo di incrementare i fondi destinati al  diritto allo studio universitario,  e maggiori risorse alla Dote Scuola nella componente di sostegno al reddito: perché ci sia rispondenza in termini di bilancio al principio di maggiore equità, come riconosciuto anche nel PRS a seguito di un nostro emendamento.

Per questo vogliamo tutelare, protezione e sicurezza,  i più fragili  finanziando i progetti di contrasto al Bullismo e al Cyberbullismo, fenomeni che hanno pesanti conseguenze sui ragazzi colpiti che si trascineranno anche nell’età adulta.

Cultura e Sport, anche queste sono attività che vogliamo rendere più accessibili,  diffuse e in sicurezza.

Perché tutti i territori abbiano la possibilità di vedere riqualificate e in sicurezza le proprie strutture per lo spettacolo e per lo sport, perché un   numero sempre maggiore di famiglie possa accedere all’attività sportiva attraverso la Dote Sport , con un occhio di riguardo alla pratica sportiva femminile per cui  abbiamo predisposto un apposito emendamento.

Chiediamo di investire con continuità  sulla rete delle biblioteche e i sistemi bibliotecari  di tutte le province , per la promozione della lettura, sul comparto audiovisivo, che è un settore trainante della nostra economia locale, e che è volano di promozione delle ricchezze culturali e paesaggistiche dei nostri territori. E sulla riqualificazione e messa in  sicurezza dei luoghi per lo spettacolo nei piccoli comuni, nelle aree interne e negli ambiti periferici.

Richiamo infine due ordini del giorno che vanno nella direzione di una Lombardia più sicura perché più sostenibile e meno inquinata.

Un ordine del giorno  che richiama la necessità di maggiori investimenti sulla mobilità sostenibile e sulla ciclabilità, sulle velostazioni, la sicurezza ciclistica.

E un ordine del giorno che introduca maggiori agevolazioni nelle tariffe del Trasporto pubblico, ferroviario in particolari, per i giovani fino a 26 anni, che usano i mezzi per studio o per diporto, e che devono essere incentivati ad utilizzare il mezzo pubblico ora per diventare poi utenti fidelizzati del mezzo pubblico anche quando saranno adulti.

 

Seduta 30 luglio 2018_intervento BOCCI

Sempre troppo poco quanto investiamo sulla scuola.

luglio 29, 2018 § Lascia un commento

Articolo di Alberto Magnani su il Sole24Ore

“L’Italia si conferma tra i fanalini di coda su scala europea per investimenti in formazione: il 4% del Pil, sotto di quasi un punto percentuale rispetto alla media della Ue (4,9%) e poco più della metà di quanto investito da Danimarca (7%), Svezia (6,5%) e Belgio (6,4%). Una media che supera di poco la spesa totale dei privati, pari al 3% del Pil secondo le ultime rilevazioni Ocse.

A dirlo sono gli ultimi dati Eurostat, riferiti al 2015 e calcolati sul totale di risorse destinate al segmento “education” dai governi nel perimetro dell’Unione. Gli stati membri spendono un totale di 716 miliardi di euro sul settore, una quota pari al 4,9% del Pil continentale e la quarta voce di spese dopo protezione sociale (19,2%), salute (7,2%) e servizi pubblici (6,2%). Peggio della Penisola fanno solo la Romania (3,1%) e l’Irlanda (3,7%), mentre la Germania resta su valori percentuali abbastanza simili (4,3%). La prospettiva, però, diventa un po’ diversa quando si guarda ai valori assoluti: il governo tedesco mette sul piatto quasi il doppio di noi, 127,4 miliardi di euro contro i 65,1 miliardi dell’Italia.

Il cortocircuito tra investimenti, laureati e lavoro
Il cortocircuito innescato fa sì che si creino (almeno) due conseguenze negative: da un lato gli istituti formano meno profili specializzati e appetibili dalle imprese nei settori con più possibilità di espansione, soprattutto in ambito tecnologico; dall’altro la carenza di risorse penalizza l’offerta di borse di studio e altri strumenti di mobilità sociale, disincentivando la scelta di corsi che potrebbero avere un impatto immediato sullo sviluppo economico. Al tutto si aggiunge una retribuzione media dei laureati a un anno dal titolo che supera di poco i 1.100 euro netti, spingendo alla fuga all’estero dei profili più elevati e aumentando la difficoltà di dare sbocchi professionali alle figure «high skilled», a partire dai neolaureati nelle cosiddette discipline Stem (science, technology, engineering and maths: scienze, tecnologie, ingegneria e matematica). Sempre che il lavoro ci sia: la Penisola è tra i pochi paesi europei dove il titolo di studio non fa sempre da leva per l’impiego, con una quota di appena il 52,7% dei laureati occupati contro una media Ue dell’80,6%.

Del resto l’Italia investe poco nell’istruzione nel suo complesso, ma punta ancora meno sulla formazione terziaria, cioè l’università e i corsi post diploma: appena lo 0,4% sul 4% di Pil riservato all’education, uno dei valori più bassi dell’Europa a 28. Carla Facchini, ordinario al dipartimento di Sociologia dell’Università Milano-Bicocca, spiega che i dati «vengono da lontano» e generano un ritardo per l’intero sistema economico: « Un ridotto investimento in formazione, abbinato a una spesa insufficiente in ricerca, fa sì che l’Italia non riesca a essere un paese di punta in diversi settori industriali – spiega Facchini – E si affossano così proprio le economie che potrebbero fare da volano per la crescita».

La «follia» dei talenti all’estero
Il risultato è che il paese continua a fare i conti con flussi migratori (in uscita) di risorse ad alto tasso di qualifiche. Sui 114mila italiani che si sono trasferiti fuori

dalla Penisola nel 2016, si stima che oltre 30mila siano in possesso di un titolo di laurea. In parte, proprio nelle discipline tecnico-scientifiche che fanno fatica ad essere reperite fra i nostri laureati e lasciano vacanti alcune delle posizioni con più chance di crescita professionale. Se fino agli inizi degli anni 2000 i connazionali in partenza si distribuivano tra più livelli di studi, negli ultimi anni si è intensificata la quota di profili con curricula di livello medio-alto. «Esportiamo laureati di altissimo profilo e fatichiamo ad attirarne di altrettanto validi: da un punto di visto sistemico è un totale follia – spiega Facchini – Un paese che ‘regala’ ad altri paesi persone le sue risorse perpetua le differenze sociali e non può fare altro che rallentare il suo ritmo di crescita».

Più fondi per le Reti Antiviolenza, per l’edilizia scolastica, la dote sport, i consultori pubblici, i luoghi e le attività di spettacolo. Gli emendamenti all’assestamento di Bilancio 2018.

luglio 29, 2018 § Lascia un commento

Lunedì 30 e martedì 31 luglio le sedute del Consiglio Regionale saranno dedicate all’approvazione dell’assestamento di Bilancio. Il Partito democratico ha presentato diversi emendamenti per maggiori investimenti su alcuni settori specifici e in criticità.

Parte di questi emendamenti, condivisi da tutto il gruppo mirano ad una maggiore protezione e cura che investe trasversalmente tanti settori declinando l’esigenza di una  #LombardiaSicura  che si applica alle scuole, ai trasporti, al lavoro, alla salute, all’abitare.  A cominciare dall’Edilizia Scolastica, per cui abbiamo chiesto uno stanziamento di 40 milioni aggiuntivi.

em ed scol

Ho presentato come prima firmataria diversi emendamenti, che danno seguito a i miei emendamenti al PRS ,  su questi temi :

  • EM 77- 143- 144  Fondi aggiuntivi per  le reti dei centri antiviolenza 
  • EM  124    Fondi per la contraccezione gratuita per ragazzi e ragazze Under 24
  • EM 96       Valorizzazione sistema bibliotecario lombardo
  • EM 98        Maggiori investimento sul comparto audiovisivo
  • EM 99        Fondi per la riqualificazione, la messa in sicurezza di sale di spettacolo e la gestione di attività culturali in piccoli comuni, aree interne 
  • EM 109      fondi per la valorizzazione della pratica sportiva femminile

E  alcuni ordini del giorno:

  • ODG 99 (TERZA PARTE)Potenziamento dell’offerta consultoriale  e gratuità dei contraccettivi per under 24. (Approvato)
  • (ODG 106)Interventi di mitigazione e prevenzione del rischio idrogeologico e in particolare del  fiume Seveso. (Approvato)
  • (ODG 86)  Agevolazioni negli abbonamenti ferroviari per giovani e studenti; (Approvato)
  • (ODG 88) Potenziamento degli investimenti sulla mobilità sostenibile (APPROVATO)

Ho promosso e condiviso diversi emendamenti e odg con il gruppo, oltre all’edilizia e riguardano risorse aggiuntive:

  • per l’edilizia popolare (in particolare via Bolla e via Gola); 125
  • per la messa in sicurezza e l’eliminazione delle barriere architettoniche nelle stazioni ferroviarie  e edifici pubblici (114, 78);
  • per i mezzi collettivi di trasporto scolastico;  146
  • per la sicurezza strade e i trasporti eccezionali, 112
  • per mettere al bando i mezzi più inquinanti, 110
  • per incrementare la Dote sport. 93
  • per il recupero dei beni confiscati alle mafie ,108

QUI tutti gli emendamenti e gli odg

DOC_20187261508PDL16_EM_progressivo

DOC_2018727104648ODG_PDL16_I_PARTE_28_54

DOC_2018727104830ODG_PDL16_II_PARTE_55_81

DOC_2018727105013ODG_PDL16_III_PARTE_82_107

 

DOC_20187301775ODG_PDL16_IV_PARTE_108_111

Qui  una sintesi  delle proposte di emendamenti  del Gruppo del Partito Democratico.

Il Rapporto sul dissesto Idrogeologico in Italia – ISPRA 2018

luglio 25, 2018 § Lascia un commento

ISPRA ha pubblicato l’edizione 2018 del Rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia, che fornisce il quadro di riferimento aggiornato sulla pericolosità per frane e alluvioni sull’intero territorio nazionale e presenta gli indicatori di rischio relativi a popolazione, famiglie, edifici, imprese e beni culturali.

I dati rilevano  aumenti del rischio,  incrementi non  tanto legati ad un oggettivo peggioramento della situazione quanto piuttosto al miglioramento del quadro conoscitivo effettuato dalle Autorità di Bacino Distrettuali con studi di maggior dettaglio e mappatura di nuovi fenomeni franosi o di eventi alluvionali recenti.

Nel 2017 è aumentato il numero dei comuni italiani a  rischio  con oltre 3 milioni di nuclei familiari che  risiedono in queste aree ad alta vulnerabilità. Questo il primo dato che emerge dall’aggiornamemto della mappa elaborato dall’Ispra .

Aumentano anche la superficie potenzialmente soggetta a frane (+2,9% rispetto al 2015) e quella potenzialmente allagabile nello scenario medio (+4%).
Complessivamente – spiega l’Ispra – il 16,6% del territorio nazionale è mappato nelle classi a maggiore pericolosità per frane e alluvioni (50 mila km2).
Quasi il 4% degli edifici italiani (oltre 550 mila) si trova in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata e più del 9% (oltre 1 milione) in zone alluvionabili nello scenario medio.

Mappa_pericolosita_frane_idraulica_PAI_Rapporto_2018_rid

Qui una sintesi del rapporto.

e qui altri materiali :

 

http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/dissesto-idrogeologico-in-italia-pericolosita-e-indicatori-di-rischio-edizione-2018

La Legge Regionale per ridurre il consumo di suolo in Lombardia, non ha funzionato e siamo ancora maglia nera tra le regioni.

luglio 17, 2018 § Lascia un commento

Dal dicembre 2014 è  vigore una nuova legge sul Consumo di Suolo, la  LR 31/2014 “Disposizioni per la riduzione del consumo di suolo e per la riqualificazione del suolo degradato”.

La legge ha introdotto modifiche alla LR 12/2005,  che regola  il governo del territorio avendo come obiettivo la riduzione del consumo di suolo agricolo e non ancora costruito, cioè la Legge del 2014 doveva  limitare il consumo di suolo e  favorire la rigenerazione delle aree già urbanizzate

Ha funzionato? Cioè ha veramente impedito che un terreno agricolo venisse utilizzato per usi diversi dall’agricoltura o da parco?

Non proprio. Anzi

Dal Rapporto di ISPRA, pubblicato oggi,  con i dati dl 2017, e ripreso anche da diversi quotidiani il consumo di suolo in Lombardia cresce del 13% (oltre 310mila ettari, con un aumento rispetto al trend 2016) concentrato soprattutto  nella pianura padana dove non vengono abbastanza scoraggiate le trasformazioni di interventi provvisori in definitivi.

ISPRA_LOMBARDIA 2018tabella ispra lombardia

La legge prevedeva che la  Regione adeguasse il proprio Piano territoriale (PTR) entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge, definendo, per ambiti territoriali aventi caratteristiche omogenee, la soglia regionale di riduzione del consumo di suolo da recepire a cascata in tutti gli ambiti istituzionali: con l’adeguamento di tutti gli strumenti di pianificazione territoriale, dai Piani Territoriali delle Province e della Città Metropolitana, ai Piani di Governo del Territorio.

Questi obiettivi sono stati disattesi, così come anche l’impegno della Giunta regionale a definire entro un anno strumenti per semplificare e incentivare il recupero del patrimonio edilizio esistente;

Il Piano Territoriale ad oggi non è stato ancora approvato e quindi anche le  province non hanno ancora adeguato i loro Piani territoriali di coordinamento (PTCP) alla soglia di riduzione del consumo del suolo entro 12 mesi dall’approvazione delle modifiche al PTR.

Quindi la  Legge 31/2014 non ha segnato nessuna inversione di tendenza, ma  anzi ha si è accelerato il  consumo di suolo anziché fermarlo. Nel corso degli anni numerosi sono i Comuni lombardi che hanno provato a ridurre le previsioni urbanistiche ma Regione Lombardia invece che aiutarli nel tentativo li ha ostacolati incentivando i privati titolari di concessioni edilizie a mantenere il titolo di potere disporre del territorio anche se le mutate condizioni socio economiche non rendono più appetibili alcune operazioni. La recente approvazione della LR 16 del 26/05/2017, ha riformulato il regime transitorio e nel nuovo assetto per i Comuni sono possibili varianti generali o parziali del documento di piano e piani attuativi in variante al documento di piano, assicurando un bilancio ecologico del suolo non superiore a zero riferito alle previsioni del PGT vigente alla data di entrata in vigore della legge rendendo però appetibili e trasformabili aree finora escluse.

Sono stati troppi i ritardi, troppe le deroghe che non hanno consentito, né lo consentiranno in un immediato futuro,  di concretizzare sul territorio il traguardo previsto dalla Commissione europea di giungere entro il 2050 a una occupazione netta di terreno pari a zero.

E’ un ritardo colpevole quello del  Piano Territoriale Regionale, che non ha ancora visto l’approdo in Consiglio Regionale.  Il  progetto è stato approvato dalla Giunta Maroni nel  maggio 2017, e la sua approvazione avrebbe  dovuto determinare gli indici di misurazione del consumo di suolo, suddividendo il territorio in ambiti omogenei con uno step di breve termine al 2020 con riduzione del 25% per il residenziale, e del 20% riferita alle funzioni produttive di beni e servizi,per poi  una volta ottenuti dati più omogenei prevedere soglie di riduzione più deterministiche,

tabella per comune.PNG

In mancanza della approvazione sia del nuovo PTR che dei PTCP adeguati alla LR 31/2014, la tendenza ad aumentare il consumo di suolo non potrà che aumentare come dimostrano i dati.

Riporto di seguito la sintesi di Assolombarda che ben riassume obiettivi che per ora sono solo sulla carta.

Dal sito di ASSOLOMBARDA, alcuni contenuti chiave della Legge (http://www.assolombarda.it/servizi/immobili-urbanistica-e-territorio/informazioni/nuova-legge-sul-consumo-di-suolo-in-lombardia(

“Si può consumare suolo solo dopo aver dimostrato l’insostenibilità tecnica ed economica di riqualificare aree già edificate;
– si può consumare suolo solo dopo aver attuato tutte le previsioni di espansione e trasformazione del PGT attualmente vigente;
– nel calcolo del consumo di suolo è inclusa la superficie interessata dalla realizzazione di infrastrutture sovracomunali, tranne per le opere che – analogamente ad altri interventi pubblici e di interesse pubblico o generale di rilevanza sovracomunale – rispetteranno i criteri di esclusione dall’applicazione delle soglie di riduzione del consumo di suolo che la Giunta regionale approverà entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge.

Consistenti limitazioni al consumo di suolo possono essere accettate solo a patto di misure di incentivazioni adeguate per il recupero degli edifici esistenti e delle aree già edificate da bonificare. Benché la legge dedichi un’attenzione parziale a tali misure, ecco una sintesi delle norme introdotte dalla nuova legge:

  • la Giunta regionale si è impegnata a definire entro 12 mesi misure di semplificazione e incentivazione per il recupero del patrimonio edilizio esistente;
  • i Comuni individuano nei propri PGT gli ambiti nei quali avviare processi di rigenerazione, prevedendo specifiche misure di intervento e adeguate incentivazioni. In questi ambiti la legge prevede già una riduzione del contributo di costruzione;
  • sono previsti scomputi nel calcolo della superficie lorda di pavimento (SLP) per gli interventi di riqualificazione e di sostituzione che garantiscano miglioramenti dell’efficienza energetica degli edifici. Al fine di favorire il contenimento energetico degli edifici e la sostenibilità ambientale degli interventi, i Comuni potranno modulare gli oneri di urbanizzazione;
  • agli interventi di ristrutturazione potranno essere applicati oneri di urbanizzazione ridotti del 60% rispetto a quelli previsti per le nuove costruzioni (finora la riduzione era pari al 50%);
  • i Comuni possono individuare tramite i PGT le opere edilizie incongrue presenti nel territorio agricolo o in ambiti di valore paesaggistico da demolire per ripristinare il verde preesistente. Ai proprietari di tali immobili saranno attribuiti diritti volumetrici da utilizzare all’interno del tessuto urbano consolidato in ambiti individuati dai PGT.”

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Concordo con i miei colleghi del Gruppo PD in Regione sulla necessità di   puntare in modo più efficace e incisivo sulla riqualificazione e rigenerazione di aree dismesse, con la previsione di un sistema di incentivi che aiutino a intraprendere quella strada .

 

 

Comunicato stampa CONSUMO DI SUOLO, PILONI E PONTI (PD): LA LEGGE LOMBARDA HA FALLITO, IL RAPPORTO ISPRA CONFERMA L’AUMENTO DELLA CEMENTIFICAZIONE

“I dati di consumo di suolo dimostrano quel che abbiamo sempre sostenuto: la legge regionale che doveva porre un freno alla cementificazione l’ha in realtà permessa, se non assecondata. È evidente che va cambiata e anche in fretta, soprattutto per tutelare le aree protette, soggette a continua erosione.” Lo dichiarano i consiglieri regionali del Pd Matteo Piloni e Gigi Ponti a commento dei dati del rapporto Ispra sul consumo di suolo diffusi oggi.

Secondo Ispra nel 2017 in Lombardia si è arrivati a 310.156 ettari consumati, con un incremento di 603 ettari rispetto al 2016.

“Nel 2014 è stato approvato un testo che, contrariamente alle intenzioni dichiarate, non permetteva ai comuni di togliere aree edificabili dai loro piani di governo del territorio, spesso scritti diversi anni prima – spiegano Piloni e Ponti -. Per essere davvero applicata, la legge prevedeva l’approvazione entro pochi mesi del Piano territoriale regionale, che non è ancora stato approvato oggi, per responsabilità della giunta regionale e della maggioranza di centrodestra. Quel piano, deliberato dalla Giunta Maroni a Maggio 2017, dice che il 45% delle aree “di trasformazione” presenti nei PGT eccede i reali fabbisogni abitativi e produttivi. La legge va cambiata perché continua a basarsi su un modello, quello dell’espansione edilizia infinita, che ha smesso da tempo di creare ricchezza e, anzi, ha finito per consumarla. Il tema di oggi è la rigenerazione urbana, il recupero delle aree dismesse, la pianificazione condivisa tra i comuni. Di tutto questo, però, non c’è ancora traccia nelle politiche regionali. Sulla rigenerazione bisogna puntare con determinazione e prevedere incentivi adeguati.”

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