La legge sulla Parità retributiva approvata alla Camera.

ottobre 14, 2021 § Lascia un commento

Ieri è stata approvata alla #Camera la legge bipartisan sulla parità retributiva e le pari opportunità sul luogo di lavoro, strumento importantissimo per contrastare disuguaglianze e squilibri di genere nel mondo del lavoro.

Più tutele, più trasparenza e valorizzazione delle imprese virtuose, per garantire che le donne siano #allapari

Un percorso lungo portato avanti con spirito bipartisan da Chiara Gribaudo. f

Una legge chenon riguarda solo le retribuzioni: ma la trasparenza e garanzia per lavoratrici e lavoratori.

In pillole

🟣 Rapporto sulla situazione del personale: obbligatorio per le aziende sopra i 50 dipendenti (e volontario per le altre) con i dati sui salari, il reclutamento, le posizioni e le opportunità di carriera

🟣 Principio di trasparenza: rapporto consultabile da dipendenti, sindacati, consigliere di parità, ispettori del lavoro, Cnel, Ministero

🟣 Sanzioni: da 1000 a 5000 euro per rapporto falso o incompleto, revoca degli sgravi contributivi per chi non lo present

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🟣 Certificazione di parità: concessa alle aziende che rispettano parametri e adottano specifiche politiche per le pari opportunità in azienda

🟣 Premialità di parità: ssgravi contributivi fino a 50.000 euro e vantaggi nei meccanismi di gara per le aziende che ottengono la certificazione

🟣 Consigliere di parità: ruolo rafforzato con l’accesso diretto ai dati e la presentazione di un rapporto biennale al Parlamento

🟣 Parità nelle società pubbliche: estesa alle partecipate la disciplina già prevista per le imprese private dalla Legge Golfo-Mosca, con due quinti del Cda al genere meno rappresentato

Il testo unificato e il voto unanime di oggi dimostra che la parità retributiva è obiettivo comune e su questo e in questa direzione lavorerò ancora in #RegioneLombardia , allargando le proposte alla condivisione con le altre forze politiche.

Bravissima Chiara Gribaudo a tenere insieme tutte e a portare la proposta a compimento. Adesso avanti con lo stesso metodo anche in Lombardia dove un progetto di Legge è depositato dal 2019.

Questo l’articolo scritto da Debora Attanasio per Marie Claire .

https://www.marieclaire.com/it/attualita/news-appuntamenti/a37957317/legge-sulla-parita-salariarle-cosa-dice/

Un’Agorà sul Gender Pay Gap

ottobre 8, 2021 § Lascia un commento

#gendergap

Ho partecipato a questa Agorà del Partito Democratico sulle cause del divario retributivo di genere e gli strumenti per contrastare il #Genderpaygap

Per superare la disparità occorrono più servizi per le famiglie, insieme ad un’organizzazione del lavoro più equa che ripensa per esempio i #congediparentali in un’ottica di condivisione fra i due genitori.

La nostra comunità è fatta di donne e uomini che devono avere pari opportunità ed essere considerati #allapari.

https://decidim.agorademocratiche.it/processes/italia-che-vogliamo/f/81/proposals/216

Aggi

ottobre 6, 2021 § Lascia un commento

#AmministrativeMilano2021#Municipi

Una delle più belle novità uscite dalle urne, è avere tutti e 9 i municipi milanesi guidati dalla coalizione di centro sinistra, con 4 donne presidenti su 9.

Buon lavoro a tutte e a tutti!

#novemunicipisunove

#quattrodonnesunove

Mattia Abdu

Simone Locatelli

Caterina Antola

StefanoBianco

Natale Carapellese

Santo Minniti

Silvia Fossati

Giulia Pelucchi

Anita Pirovano

Maternità e lavoro: Italia abbiamo un problema

settembre 25, 2021 § Lascia un commento

E’ stata pubblicata la “Relazione annuale sulle convalide delle dimissioni e risoluzioni consensuali delle lavoratrici madri e dei lavoratori padri” del 2020 a cura dell’INL, Ispettorato nazionale del lavoro

Condivido sintetizzandola la riflessione di Titti di Salvo di “Libertà e Diritti” pubblicata da Huffington Post.

Nel 2020 ci sono state 42.000 dimissioni consensuali di genitori con figli da 0 a 3 anni. E – indovinate un po’? – la maggior parte, cioè il 77%, sono di donne, di mamme. Tuttavia, meno dell’anno precedente, ma in questo può aver inciso la nuova (per noi) pratica del lavoro da casa, lo smart working.
E la differenza di motivazioni delle dimissioni conferma tutto quello che sappiamo delle donne e del carico che portano su di sé: se gli uomini se ne vanno per cambiare lavoro, 3 donne su 4 lo fanno perché non riescono a conciliare professione e figli.
Cosa comporterà a breve termine questa situazione? Che la crisi demografica si accentuerà: secondo l’Istat nel corso del 2021 le nascite scenderanno sotto le 400.000. E già adesso è evidente che nascono meno bambini. I motivi sono sempre gli stessi: precarietà del lavoro, scarsità e costo dei servizi all’infanzia, non condivisione delle responsabilità genitoriali e dei lavori di cura, rigidità dei modelli organizzativi delle imprese, basso livello dell’occupazione femminile. La Di Salvo parla palesemente di solitudine delle madri.
Dunque, il quadro che si delinea è sempre lo stesso: la maternità è in alternativa al lavoro, le giovani donne non possono esprimere talenti o partecipare al mercato del lavoro se intendono fare figli, mettere su famiglia. Per i loro coetanei non cambia nulla, come cent’anni fa o come negli anni Cinquanta. Ma siamo in un nuovo millennio, vent’anni dopo il suo inizio, in una fase in cui abbiamo capito che si può lavorare da casa, tanto quanto dall’ufficio. Certo, come abbiamo spesso detto, questa soluzione è a doppio taglio: finisce, cioè, che la donna si carica del doppio del lavoro, quello professionale e quello di accudimento. E anche questa non è la strada giusta.
Cosa propone Libertà e diritti? Guarda al Pnrr e pensa a investimenti nelle infrastrutture sociali persino maggiori di quelli già previsti, al congedo obbligatorio di paternità di almeno 3 mesi, fino ad arrivare allo stesso della madre ed entrambi retribuiti adeguatamente, al contrasto agli stereotipi di genere, al carico totale sulla fiscalità generale del 100 per cento della indennità obbligatoria di maternità, al carico sull’Inps dell’anticipo del pagamento della indennità di maternità per le piccole imprese, all’aumento dell’occupazione femminile e giovanile, a un patto per l’Italia che chiami in causa tutti i livelli a sostegno delle donne, della maternità e del loro futuro professionale.

Rassegna Stampa – settembre 2021 – Tampon Tax

settembre 22, 2021 § Lascia un commento

Chiara Baldi – La Stampa On Line – 21 settembre

Fan page – 21 settembre

Affari Italiani – 21 settembre

Corsera – 22 settembre

Radiopop – Metroregione 22 settembre (minuto’ 9.10″ ),ore 7.30

Rassegna stampa – settembre 2021- Scuola: Dote e tamponi salivari

settembre 22, 2021 § Lascia un commento

DOTE SCUOLA

Milano Today – 13 settembre

QUARANTENE E TAMPONI SALIVARI

Fan Page – 21 settembre

Agenzia Dire – 21 settembre (con servizio video)

Sky Tg24 – 21 settembre

Repubblica – 22 settembre – articolo di Sara Bernacchia

La scuola che vogliamo: aperta, accessibile, partecipata – Webinar on line con Bertolè e Nigris

settembre 22, 2021 § Lascia un commento

La Scuola che verrà e che vogliamo: aperta, accessibile, partecipata.

Giovedì 23 settembre, vi propongo una delle mie ‘Conversazioni’ su questo tema.

Questa volta oltre a Lamberto Bertolè ci sarà Elisabetta Nigris. Entrambe risponderanno alle sollecitazioni di Chiara Maria Ponzini del coordinamento di Priorità alla Scuola e di Massimo Bricchi del comitato A scuola .

Sarà alle 13 in formato webinar, e potrà essere seguito in diretta dalla mia pagina fb: https://www.facebook.com/boccipaola/

Vi aspetto

Anche la Lombardia dice basta Tampontax- Approvata la mia mozione

settembre 21, 2021 § Lascia un commento

Approvata in Consiglio di Regione Lombardia , quasi all’unanimità, la mia mozione per la riduzione della tampon tax.

Con questo atto, la Giunta Lombarda e l’Assessore competente sono stati impegnati a supportare i Comuni nella promozione di iniziative in collaborazione con le farmacie del territorio e ad affrontare e approfondire con studi dedicati il fenomeno della povertà mestruale.

E contestualmente anche a sollecitare Governo e Parlamento affinché sia approvata la legge con la riduzione dell’IVA, che ora è al 22%, come per i beni di lusso, come per i gioielli.

Sono soddisfatta perché è una questione di equità: ricordo che i rasoi maschili hanno l’Iva al 4%, non essendo considerati beni di lusso.

Ma anche i dispositivi igienici femminili sono necessari e quindi devono avere costi più accessibili. Per questo sono contenta di aver ottenuto l’impegno della Giunta su diverse azioni concrete: sia a sensibilizzare il Governo e il Parlamento ad approvare la riduzione dell’aliquota, sia a sostenere direttamente i Comuni nelle convenzioni con le farmacie pubbliche per mettere in vendita questi dispositivi a prezzi contenuti, sia a porre attenzione alla #Periodpoverty, la povertà mestruale, ancora troppo poco indagata, e a promuovere uno studio qualitativo sulle fasce di popolazione a rischio di indigenza, per predisporre agevolazioni economiche per l’acquisto di questi prodotti per le donne in difficoltà economica.

Sempre più donne, infatti, rinunciano alla propria igiene, perché non se la possono permettere.

Registro con rammarico un unico voto contrario, per altro da parte di una consigliera. La sua scusa? “Ci sono argomenti e priorità più importanti di cui occuparsi”.

Questo secondo lei. Forse non pensa che metà della popolazione lombarda ne gioverebbe largamente se ogni mese potesse avere un discreto risparmio.

Grazie alle Donne Democratiche – Milano Metropolitana, alla Conferenza Nazionale Donne Democratiche e all’associazione OndeRosa che hanno da tempo chiesto soluzioni tempestive al problema.

“Conversazioni” – I Giovani e Milano – 17 settembre 2021

settembre 20, 2021 § Lascia un commento

Essere Giovani a Milano.

Diritto allo studio, servizi, accesso alla cultura.

Quali difficoltà e quali strumenti per fare “meglio è un po’ di più “.

Questi i temi della mia “COnversazione ” del 17 settembre alle 18.30, al Circolo Acli di via Conte Rosso. Circolo Acli, Via Conte Rosso 5, Milano.

Con me, Helga Sirchia, Candidata in Municipio 3, Lamberto Bertolè e Stefano Mattachini, studente e attivista .

Qui la registrazione dell’incontro in due parti.

PRIMA PARTE : https://www.facebook.com/boccipaola/videos/286056149647311

SECONDA PARTE: https://www.facebook.com/boccipaola/videos/34684341383719

LA CULTURA RIPARTA DA RIDUZIONE DELLA FISCALITA’ E INCENTIVI – Le proposte di Federculture

settembre 20, 2021 § Lascia un commento

La cultura è pronta ad andare oltre e ad agganciare la ripresa. È quanto è emerso dall’incontro che si è tenuto a Milano, il 20 settembre, dal titolo “La cultura oltre la pandemia”, promosso da Federculture e Fondazione Cariplo. Certamente, per consolidare la ripartenza occorre una spinta in più, è stato detto durante la mattinata di confronto, e servono interventi e strategie di lungo periodo per rafforzare e stabilizzare il settore, superando l’emergenza.


Interessanti i dati che sono emersi:

  • nel corso del 2020 gli spettacoli dal vivo hanno registrato una diminuzione degli ingressi del 73%; le mostre culturali del 72%;
  • i visitatori di musei e monumenti statali sono scesi del 75,6%;
  • nel Paese sono arrivati il 54,6% di turisti stranieri in meno.
  • in termini di consumi dei cittadini, la spesa culturale delle famiglie nel 2020 è crollata a 48 euro al mese, mai così bassa, il 2,1% della spesa totale.
  • nel 2021 si vedono segnali di ripresa: stanno tornando i turisti che alimentano il flusso dei visitatori nei nostri siti museali, che tra maggio e luglio sono infatti cresciuti del 155% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato, mentre gli eventi culturali sono di nuovo frequentati.

Ma, affinché il settore si avvii effettivamente su una strada di ripresa concreta e duratura, è necessario attuare interventi strutturali per sostenere la produzione e l’offerta culturale da un lato e il consumo dei cittadini dall’altro.
Interessante la testimonianza di Fondazione Cariplo che, con le sue numerose iniziative, ha portato alla luce le grandi difficoltà che le organizzazioni culturali hanno dovuto affrontare, molte di carattere economico, altre di carattere organizzativo.

Con una certezza: le risorse private non sono sufficienti.
Federculture si è posta, dunque, il tema di come intervenire, prima di tutto sulla fiscalità.

Per questo ha elaborato un pacchetto di proposte di riforma normativa che, in modo concreto e attuabile, potrebbero incidere positivamente su tutto il comparto della cultura agendo sugli investimenti, le attività, i consumi.

Nel dettaglio le condivisibili proposte:

  • ridurre l’impatto dell’Iva sulle attività culturali, introducendo un’aliquota generale per la cultura del 4%;
  • introdurre una detraibilità, analoga a quella per le spese mediche, per le spese culturali;
  • ampliare l’Art bonus per farlo diventare un incentivo al finanziamento di tutta la filiera culturale;
  • di dotare la cultura, attraverso il Ministero competente, di una fonte di finanziamenti costante e certa,
  • ripristinare la norma che prevedeva di destinare il 3% degli stanziamenti in infrastrutture a interventi di tutela dei beni culturali.

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