Una scuola da ripensare.

maggio 21, 2016 § Lascia un commento

La scuola Foppette in zona 6 può diventare un’occasione per gli anni futuri di riqualificare un edificio ospitando funzioni differenti e complementari:   una scuola sia e un centro civico. Un’ottima proposta di un’Associazione Genitori della scuola da anni molto attiva e concreta. Opere che possono richiedere più tempo e pensiero, e opere che possono invece partire subito come la riqualificazione del giardino sul fronte, con erba vera o sintetica, e sul retro, con un corridoio dedicato solo ai bambini e il campetto fruibile anche da parte dei ragazzi dei quartieri. Interventi realizzabili anche  in tempi brevi perché questi spazi all’aperto  siano anche a disposizione del quartiere .

Può essere invece una strada quella di ripensare a un utilizzo a  funzionalità mista dell’intero edificio.

Sarei felice di portare avanti questa proposta nel futuro prossimo.
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Bambini e scuole d’infanzia nella città che cambia

aprile 22, 2016 § Lascia un commento

Milano  da sempre all’avanguardia nei servizi educativi dei più piccoli, per la ricerca di qualità oltre la quantità dell’offerta.  Strada da proseguire per dare risposte alle aspettative dei bambini che pensano grande. come dovremmo fare noi.

queste le mie riflessioni su Arcipelago Milano  di questa settimana.

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Bookcity: bibliotecari, autori, editori, librai e insegnanti per costruire percorsi comuni per promuovere la lettura nei più giovani

novembre 29, 2013 § Lascia un commento

1471280_603985412995651_213915118_n-1Come Presidente della Commissione Cultura del Comune di Milano, venerdì 22 novembre,  ho  organizzato questo incontro dal titolo ” Bibliotecari, insegnanti, autori, editori e librai: i destini incrociati dei promotori della lettura nei più giovani” sulla lettura dei ragazzi. Bibliotecari di Milano e Provincia, librai specializzati per ragazzi e librerie indipendenti, editori  e autori per ragazzi,  insegnanti e i giovani lettori  si sono confrontati su proposte concrete utili a costruire strumenti, modalità e percorsi comuni per promuovere la lettura nei più giovani. Nel ricordo di Roberto Denti, straordinario scrittore, editore e fondatore della Libreria dei Ragazzi che ha dediicato tutta la sua vita alla promozione della lettura nei bambini e negli adolescenti. Sono stati con noi, e hanno partecipato ai lavori, tra gli altri: Gianna Vitali, moglie di Roberto, Zita Dazzi, Anna Spissu, Francesca Archinto di Babalibri, Cristina Honorati, referente del progetto ragazzi delle Biblioteche civiche.  

A breve un report dell’incontro.

L’Arte di costruire malintesi: disabilità e scuola.

agosto 3, 2013 § Lascia un commento

Una lettera di una madre al Corsera di alcuni giorni fa, mi ha fatto pensare che troppo spesso l’aver provocato sofferenza con un rifiuto discriminante, quando smascherato, viene poi giustificato con un ‘malinteso’.
La storia é quella di un brillante ragazzino siciliano con disabilitá motorie a cui é stata caldamente sconsigliata l’iscrizione al Liceo Artistico della sua città. “L’Arte non é una disciplina nella quale ognuno ha la possibilitá di esprimersi liberamente'” queste le parole dette alla madre di Michelangelo, nome fittizio, dalla preside del Liceo.
Parole inequivocabili che non solo mettono dubbi, ma chiudono porte che dovrebbero essere sempre spalancate. Anna denuncia ció che avviene tra le mura di un ufficio di Presidenza, da cui nulla trapela. Anna parla per tanti, perché é giustamente stanca di ‘dover continuamente dimostrare che Michelangelo non é un cretini, e che non gli si può negare il diritto di andare a scuola’, e aggiungo io di scegliere la scuola che vuole.
La cosa che mi ha piú colpito di questa vicenda é la negazione dell’arte come mezzo di espressione che puó liberare dai lacci e dalle barriere che una malattia ha imposto.
Non ci può essere malinteso quando a giustificazione di un rifiuto di iscrizione ti viene detto che tuo figlio non potrá mai realizzare una testa di donna in argilla dai lineamenti perfetti. La perfezione tecnica non é l’anima insostituibile dell’arte, sicuramente non é l’unica anima. Simon ha dipinto il quadro che vedete senza avere l’uso degli arti. É un tributo alla leggerezza, mentre le parole della direttrice sono pietre, e pietre pesanti. Credo che chi ha il compito di educare debba per primo avere in mente che le parole possono distruggere e ferire, mentre sono date a chi insegna per costruire, o ricostruire.image

Tempi scolastici e tempi urbani.

gennaio 7, 2012 § Lascia un commento

http://www.arcipelagomilano.org/archives/16185.

TEMPI URBANI: UNA MINIERA INESPLORATA

di Paola Bocci

Una delle sfide importanti che la nostra città affronterà a partire dal nuovo anno, sarà lo studio e l’elaborazione di un nuovo Piano Urbano dei Tempi e degli Orari. Nuovo perché Milano non parte da zero: all’inizio degli anni ’90 si è dotata di un Piano efficace che poi è stato dimenticato e che va adeguato ai nuovi bisogni e alla nuova visione di città.
La città oggi ha più che mai bisogno di questo strumento strategico di pianificazione temporale che interviene in modo organico sulla relazione tra l’uso individuale del tempo e il tempo collettivo e ‘sociale’ della città, coordinando gli orari dei servizi pubblici, del lavoro, delle scuole e del commercio con i flussi della mobilità, per migliorare la qualità della sua vita urbana.

Quando si decide di registrare l’orologio della città per restituire un equilibrio più disteso a chi ci vive, uno dei comparti chiave è quello dei tempi della scuola, che negli ultimi vent’anni ha registrato grandi cambiamenti.
Non è semplice rimodulare i tempi della rete scolastica di una grande città come Milano, perché significa agire su fattori complessi come il progetto pedagogico, la conciliazione, i tempi delle famiglie e del personale che nella scuola lavora, le abitudine consolidate nel tempo.
La definizione degli orari e dei tempi delle scuole coinvolge tutti gli aspetti dell’organizzazione scolastica: dalla distribuzione degli edifici scolastici sul territorio, con i relativi bacini e flussi d’utenza, al dimensionamento degli istituti, dai diversi modelli didattici ai modi e tempi d’uso delle strutture in relazione al tempo della didattica e dell’extra didattica.
Gli orari scolastici sono spesso gli elementi cardine attorno ai quali si organizza la vita delle famiglie con bambini, con sensibili differenze a secondo dell’età dei figli.
Le famiglie con bambini che frequentano nidi e materne, esprimono un bisogno di prossimità, centrato soprattutto sul rapporto casa-scuola ed una forte richiesta di flessibilità nella finestra dell’ingresso e spesso anche dell’uscita da scuola, legata all’avere figli di età diverse (prescolare e scolare dell’obbligo), bambini cioè che hanno ancora bisogno di essere accompagnati a scuola.
La risposta migliore a questa domanda di flessibilità, può essere data in primo luogo dalla maggiore autonomia di scelta sugli orari delle scuole stesse che, conoscendo e analizzando i bisogni dei bambini e delle famiglie che accolgono, e in relazione alla vicinanza o meno delle scuole che frequentano i fratelli, devono poter avere margini di discrezionalità nel decidere come meglio calibrare ingressi e uscite.
Se in questo momento l’asse degli spostamenti e percorsi è ancora quello casa-scuola, le trasformazioni legate soprattutto alla maggiore occupazione femminile, richiederebbero un ripensamento dei criteri di accesso alle scuole dei più piccoli che tengano conto anche della prossimità ai luoghi del lavoro e alla abitazione dei nonni.

Con il passaggio alla scuola dell’obbligo riveste più importanza il rapporto casa-scuola-luoghi del tempo libero, e nell’armonizzazione di queste componenti incidono sia i modelli didattici (tempo pieno, modulo, rientri), sia la capacità delle scuole di essere aperte e accessibili oltre i tempi della didattica. Il criterio di prossimità devono essere esteso in un sistema di domino anche agli spazi pubblici vicini (biblioteche, parchi, luoghi di aggregazione) con interventi mirati sugli spostamenti, sulla congestione, sul traffico, sui nodi problematici della mobilità pubblica collettiva e privata, sulla tutela e la qualità della mobilità debole.

Se la risposta al bisogno di ‘prossimità’ delle scuole per i bambini più piccoli influisce soprattutto sulla vivibilità e sulla qualità urbana di un pezzo di città, il pensiero sui tempi delle scuole medie e superiori, richiede un approccio ad una scala più ampia: gli studenti infatti si muovono sempre più da soli, a coppie o in gruppi di consimili, senza necessità di essere accompagnati e i loro spostamenti investono il tempo sociale e il sistema di mobilità urbana della città nel suo complesso.
Sono più di 60.000 gli studenti milanesi che frequentano le scuole secondarie superiori, e moltissimi si muovono al mattino utilizzando i mezzi pubblici alla stessa ora di chi li usa per andare a lavorare. La congestione del trasporto pubblico in quel momento è altissima, e varrebbe la pena di fare delle ipotesi di cambiamento degli orari di ingresso delle scuole secondarie, spostando le lancette più avanti. Studi sperimentali condotti soprattutto all’estero hanno dimostrato che il tasso di rendimento e la capacità di concentrazione negli adolescenti aumenta se l’orologio della prima ora di lezione si sposta in avanti di un’oretta circa. Pensiamoci, e proviamo a valutare le opportunità e le incidenze attraverso una sperimentazione.
In alcune città italiane come Cremona e Bolzano, all’interno del nuove politiche temporali urbane, L’amministrazione pubblica ha prodotto progetti specifici sugli orari scolastici, a partire dall’istituzione e dal coordinamento di tavoli di lavoro di coprogettazione partneriali e trasversali con tutti gli attori (studenti, famiglie, insegnanti, direzioni didattiche, Provveditorato, Settori educazione e mobilità, Università, Zone di decentramento).
Attraverso questo percorso di partecipazione possono essere definiti strumenti efficaci d’indagine (come questionari rivolti a studenti, famiglie, personale elaborati insieme agli stakeholders stessi), strumenti analitici (analisi di calendario e rappresentazioni cronografiche degli orari degli istituti scolastici), e strumenti di confronto tecnico su esigenze specifiche coinvolgendo livelli istituzionali omologhi e superiori (Comuni, Provincia, Regione), senza trascurare gli investimenti in comunicazione, per raccontare le ipotesi di scenari futuri, per divulgare i risultati delle sperimentazione.
Occorre tempo e grande disponibilità all’ascolto, ma la via è tracciata dalle più aperte modalità di confronto con la città che questa nuova Amministrazione ha cominciato a sperimentare in questi mesi.

Grazie! Ma guardiamo ancora avanti: riprendiamoci Milano

maggio 18, 2011 § Lascia un commento

In questa ora di calma mi voglio fermare e ricordare di tutti voi.
La mia amatissima nonna mi diceva “ricordati di ricordare“, e voglio farlo ora con grande gratitudine e affetto per chi mi ha accompagnato in questo pezzo di strada.

Penso a voi e a tutte le persone che mi hanno incoraggiato, supportato, sopportato.
A quelle che ho conosciuto, incontrato, che mi hanno sorriso, che ho potuto guardare negli occhi e che mi hanno ricambiato guardandomi negli occhi.
A chi mi ha dato fiducia e mi ha detto anche “ti curo!“, e all’intensità di questa bellissima campagna.
1322 preferenze sono tantissime – davvero! – e incoraggiano a continuare con ancora più entusiasmo e determinazione.
Grazie a tutti voi, non mi sono mai sentita sola.

Non è ancora finita, però. Adesso continuiamo quello che abbiamo saputo fare in queste settimane, fuori dai nostri luoghi consueti: nelle strade e nelle piazze, nei mercati, nelle scuole, raccontiamo che il cambiamento è possibile, e riprendiamoci la nostra meravigliosa città.

Vi abbraccio e vi ringrazio.

Buoni giorni e buone cose,
Paola

Paola Bocci

Intervista fusiorari.org

maggio 8, 2011 § Lascia un commento

L’intervista che segue è stata pubblicata su fusiorari.org

Il 15 e 16 Maggio si voterà in 1310 Comuni italiani per le amministrative. Coinvolte 11 città con più di 100.000 abitanti, tra queste Milano, Napoli, Bologna e Torino. Mentre il sindaco Letizia Moratti invia a tutti i cittadini una pubblicazione per illustrare i risultati della sua amministrazione, i candidati dell’opposizione affilano le armi per sottrarre Palazzo Marino al Centro – Destra. Fra questi, Paola Bocci, candidata PD al consiglio comunale di Milano. Ci accoglie con un saluto cordiale, dolce ma determinato: una donna concreta come il suo programma. Una laurea in architettura e un diploma alla Scuola Civica di Cinema di Milano, ha collaborato col regista Ermanno Olmi, affiancandolo, come assistente al montaggio, ne Il segreto del bosco vecchio. ‘Comunicazione del progetto’ è la disciplina che insegna al Politecnico della Bovisa con Marisa Galbiati (ha prodotto coi suoi studenti documentari legati alla comunicazione delle criticità e potenzialità degli spazi urbani di Milano); è stata ricercatrice per il CNR per un progetto sulla qualità degli spazi ospedalieri. Ha inoltre due figli e il suo curriculum racconta di una donna impegnata nella vita pubblica e privata.

Scuole materne di qualità e asili meno costosi. Concretamente cosa significa questo rispetto alla realtà e all’amministrazione attuale? A Milano oltre l’80% delle scuole per l’infanzia è a gestione comunale … continua a leggere qui

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