Convegno : Non tornare indietro: molto più di 194!, Roma 28 settembre 2018

settembre 29, 2018 § Lascia un commento

Ieri ho partecipato al seminario ‘Non tornare indietro: molto più di 194 presso la Sala del Refettorio della Camera dei deputati, Via del Seminario, 76, a Roma .

Seminario organizzato dalla Rete nazionale Molto+di194, che ha curato anche il lancio di   una  petizione  sulla gratuità dei contraccettivi, che solo nei primi 2 mesi dell’anno ha raccolto più di 60.000 firme, ma  non ha ancora avuto risposte da parte delle istituzioni preposte, e una sull’aborto farmacologico (RU486),  una tecnica sicura e più economica, e meno invasiva dell’aborto chirurgico, ma impiegata solo nel 15,7% dei casi in Italia.

Nella giornata internazionale per l’aborto sicuro la Rete ha proposto una serie di interventi di approfondimento di ginecologi e ostetrici, e responsabili di istituzioni regionali o ospedaliere.

Ho raccontato l’indagine condotta in Lombardia e il recentissimo impegno sulla RU486, avvenuto  in seguito alla mia interrogazione.

Interventi molto articolati e utili a comprendere quanto di più si possa fare in materia, in particolare  sullo stato di attuazione della 194, dove è ad esempio esemplare per percorsi sulla contraccezione il caso dell’ Emilia Romagna.

Il mio intervento al convegno lo potete trovare qui

https://www.radioradicale.it/scheda/552768?i=3889300

 

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Tutti gli interventi del convegno:

https://www.radioradicale.it/scheda/552768/non-tornare-indietro-molto-piu-di-194

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Ressegna stampa – Apertura di Regione Lombardia a RU486 in Day Hospital

settembre 27, 2018 § Lascia un commento

Rassegna stampa del 27 settembre.

http://www.lastampa.it/2018/09/26/milano/sullaborto-la-regione-lombardia-apre-alla-pillola-ma-solo-in-day-hospital-wpydmmblO7UPXMYRYPhcCL/pagina.html

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Una passo avanti per i diritti delle donne , e per la piena attuazione della #194 in Lombardia. Gallera accoglie la proposta sulla RU486.

settembre 26, 2018 § Lascia un commento

COMUNICATO STAMPA

Sanità-Bocci (Pd):”Grazie alla nostra sollecitazione  Gallera si impegna a rivedere il regime di ricovero per la RU486 entro dicembre”

“Grazie alla nostra sollecitazione e in seguito all’indagine condotta il maggio scorso sull’attuazione della Legge 194 e  sull’utilizzo della RU486 (il metodo farmacologico  di interruzione volontaria della gravidanza) l’Assessore alla Sanità Giulio Gallera, si impegna a rivedere il regime di ricovero”.

Ad annunciarlo, a seguito della risposta data da Gallera questa mattina in Commissione Sanità a un’interrogazione in merito di cui è prima firmataria, è la consigliera regionale Paola Bocci (Pd) che  spiega: “La nostra inchiesta ha evidenziato che  la Lombardia è fanalino di coda per l’utilizzo dell’interruzione di gravidanza  farmacologica.  Nel 2016 è stata utilizzata solo nel 7,8% dei casi e nel 2018 è cresciuta solo dello 0,7%, ben al di sotto della media nazionale che è del 15,7%. Il 52% delle strutture  non lo utilizza e il tempo di attesa tra la certificazione e l’effettiva esecuzione dell’Ivg è troppo dilatato (la Lombardia è al sedicesimo posto in Italia) e questo fa scadere i termini temporali dei 49 giorni entro i quali è possibile utilizzarlo. Questo nonostante la legge 194  dica chiaramente che si debba incentivare l’uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna”.

194pictureA incidere sul basso utilizzo della Ru486  c’è il fatto che negli ospedali lombardi, per scelta della Regione  a cui spetta  di stabilire il percorso assistenziale idoneo, è  previsto il ricovero di tre giorni, a differenza dell’Ivg chirurgica che è eseguita in day hospital.

Abbiamo chiesto– conclude Bocci- all’assessore Gallera  di rimuovere il vincolo dei tre giorni di ricovero a favore del day hospital così da consentire alle donne di scegliere quale metodo di interruzione di gravidanza usare, questo anche alla luce del fatto che, come ha ammesso lo stesso Gallera, le pazienti spesso decidono di chiedere le dimissioni volontarie. L’assessore ha dichiarato di impegnarsi a istituire un gruppo di esperti per  rivedere le linee guida in merito  e consentire l’uso della Ru486 in day hospital e di farlo entro novembre  così da poter inserire la revisione nella delibera delle regole di dicembre”.

Qui il testo dell’interrogazione  Interrogazione RU486 11.6.2018

 

 

Appello dei Consiglieri Regionali PD per il ritiro del DDL Pillon.

settembre 15, 2018 § Lascia un commento

I consiglieri del Gruppo PD Lombardia, rispediscono al
Mittente il #DDlPillon. Felice che sia stato condiviso da tutto questo appello.
Appello del gruppo consiliare del PD in Regione Lombardia
LA LEGGE PILLON VA RITIRATA PERCHÉ LEDE I DIRITTI DEI #MINORI, AUMENTA IL CONFLITTO TRA ADULTI E DISCRIMINA LE #DONNE PIÙ FRAGILI

I consiglieri regionali del Gruppo del Partito democratico in Regione Lombardia sottoscrivono un appello, promosso dalla consigliera Paola Bocci, e chiedono il ritiro della legge Pillon che lede gravemente i diritti dei minori e delle madri.

“La modifica – si legge nell’appello – della legge su divorzio e separazione promossa dal senatore Pillon è sbagliata, sbilanciata, crea disparità di trattamento per i figli di genitori separati e non garantisce la loro tutela. È una legge basata su una parità fittizia e contabile, che nulla a che fare con la condivisione equa delle responsabilità e che mortifica i diritti dei minori, non solo per la cancellazione dell’assegno di mantenimento, ma per la scarsa considerazione della qualità della loro vita, del loro tempo, delle loro relazioni, non divisibili con un mero calcolo matematico”.

“La modifica – continua l’appello – delle modalità di affido con l’obbligo del mediatore, l’allontanamento in caso di rifiuto espresso per uno dei due genitori, allunga i tempi con procedure farraginose, lasciando più a lungo nell’incertezza e nel conflitto i bambini.

Aumenta la conflittualità tra i genitori che si separano, e a farne le spese sono soprattutto i figli, e non garantisce la continuità genitoriale. Non assicura alle donne più fragili (le donne separate e divorziate a rischio di povertà sono più degli uomini nella stessa condizione e le madri sole sono le donne con il maggior rischio di povertà) la libertà di lasciarsi alle spalle relazioni finite, sbagliate, a volte violente, perché è più gravoso il peso economico della separazione prima e dopo, con la cancellazione del reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare”.

“Si tratta – conclude l’appello – di un provvedimento inadeguato, discriminatorio e lesivo dei diritti dei minori e delle madri. Per questo, come donne e uomini delle istituzioni, impegnati nella tutela dei diritti di tutti, in primis dei bambini, chiediamo che il progetto di legge venga ritirato”.

Milano, 14 settembre 2018

Il lavoro di domenica. In Italia e anche fuori.

settembre 11, 2018 § Lascia un commento

In Italia un italiano su 4 ha lavorato almeno una volta di domenica. Nel 2015 la media europea è del 30%, superata di poco dalla Spagna, con punte di oltre il 45% in Svezia.

Non di solo commercio poi dobbiamo parlare, ci sono ospedali, mezzi di trasporto, forze dell’ordine, e molto altro, che non si ferma né di domenica né di notte.

Qui un po’ di riferimenti normativi.

E qui una sintesi e un grafico  tratto da una ricerca di Eurofound del 2016.

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Per approfondire:

https://www.eurofound.europa.eu/publications/report/2016/eu-member-states/whats-happening-with-sunday-work-in-europe

Nuovo impegno: Commissione consultiva dell’Ufficio del Garante per l’infanzia e l’adolescenza.

settembre 10, 2018 § Lascia un commento

A luglio è stata ufficializzata la mia partecipazione come componente della Commissione consultiva dell’Ufficio del Garante per l’infanzia e l’adolescenza  in rappresentanza della minoranza del Consiglio Regionale

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Organismo previsto dalla legge regionale, la Commissione si occupa di sostenere e migliorare le politiche di tutela dei minori; organismo importante nel percorso di riconoscimento dei bambini come cittadini, soggetti  portatori di diritti, da qualunque parte essi provengano.

In un periodo storico dove la soglia di povertà tocca molte famiglie e molti minori, la Commissione avrà un compito delicato e importante.  Si riunisce in seduta plenaria ogni tre mesi, mentre avranno cadenza periodica i lavori delle sotto-commissioni.

Qui il documento costitutivo

La scuola in emergenza.

settembre 9, 2018 § Lascia un commento

La fotografia che Francesca Sironi , sull’Espresso di questa settimana,  ci restituisce della situazione dell’#AbbandonoScolastico è implacabile e per nulla sorprendente.
Parte dai numeri: 3 milioni e mezzo di abbandoni in vent’anni tra la prima e la quinta superiore, 55 miliardi l’investimento  perso, la Lombardia sopra la media nazionale al 25,8%, una sconfitta per la scuola, per le istituzioni, per tutti. Si abbandona per tanti motivi: la crisi economica, la difficoltà di costruire relazioni positive con compagni e insegnanti, la demotivazione di molti insegnanti, la fatica delle famiglie a trasmettere il valore della cultura e dello studio. 

abbandono scolastico
Ogni volta ci indignano o ci rattristiamo, eppure non è una nuova tendenza. Bisogna ricominciare da zero e dal basso, dalle fondamenta.   
A ricostruire relazioni e fiducia, e alleanze con studenti e famiglie. Alleanze destinate a durare tra comunità educante, studenti , famiglie, istituzioni. 


Come ricorda TuttoScuola non significa solo più conoscenza, ma anche più lavoro, più salute e infine più Democrazia.
Non dobbiamo togliercelo dalla mente.
Mai.
E lavorare insieme perché quei numeri non siano così sconfortanti, anzi disperanti.

(Immagine da L’Espresso del 9.9.2018)

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