Comunicazioni di ATM in vista della ripartenza delle scuole il 7 gennaio.

dicembre 23, 2020 § Lascia un commento

ATM e la ripartenza delle scuole

“Dal 7 gennaio Milano affronterà la ripartenza della didattica in presenza per gli studenti delle scuole superiori.

Le disposizioni del DPCM del 3 dicembre 2020 hanno confermato il limite del 50% della capacità di riempimento dei mezzi. Questa condizione rende indispensabile l’impegno di tutti per evitare la congestione del trasporto pubblico locale.

Per garantire la ripresa in sicurezza, tutti i soggetti istituzionali milanesi hanno condiviso una regia comune per la riorganizzazione degli orari della città.

ATM ha già programmato misure straordinarie di potenziamento del servizio, anche utilizzando bus turistici: complessivamente le corse aggiuntive saranno 1.200 al giorno, di cui 800 dedicate esclusivamente agli studenti.


Sarà assicurato il massimo impegno operativo e organizzativo dell’Azienda per il dispiegamento di tutti i mezzi e di tutte le persone disponibili.

In questo contesto è fondamentale la collaborazione di tutti: vista la limitazione al 50% della capienza dei mezzi, ATM invita i propri clienti a viaggiare dopo le 9.30 del mattino, per quanto possibile, per lasciare spazio agli studenti e a chi non ha alternative di orario.

La riuscita della nuova fase di ripresa richiede una partecipazione collettiva. Limitare la concentrazione dei passeggeri nelle ore di punta per viaggiare in sicurezza è l’obiettivo comune.

Comunicato di ATM

Tamponi gratuiti per i giovani sportivi

dicembre 22, 2020 § Lascia un commento

Da mesi i campionati dei ragazzi che praticano sport di contatto si sono fermati: molti ragazzi e ragazze che giocavano a calcio, basket, pallavolo non fanno partite e tanti non riescono neanche ad allenarsi .Guardando con speranza ad una riapertura prossima delle attività agonistiche, il Consiglio Regionale ha approvato la richiesta fatta dal Gruppo PD Lombardia a Regione Lombardia di provvedere a tamponi gratuiti per gli sportivi minorenni.L’emergenza covid, impone l’obbligo di eseguire, poco prima delle gare, il tampone (molecolare o rapido) a tutti gli atleti, agli staff di gara e ai dirigenti delle società. Un protocollo necessario che dovrà essere onorato con il massimo senso di responsabilità i cui costi sono però sono ancora previsti a carico delle famiglie dei minori che praticano sport. Per evitare un costo gravoso per ragazzi e famiglie abbiamo chiesto di stipulare convenzioni con i laboratori per offrire tamponi gratuiti ai minorenni, non professionisti, che praticano attività sportiva e test a prezzi calmierati per quelli maggiorenni, E convenzioni con centri di medicina sportiva per l’erogazione di certificati di idoneità gratuita, anche per i minori risultati positivi e che devono effettuare una seconda visita post covid. Lo sport ha un grande valore sociale, soprattutto lo sport giovanile, e la situazione di emergenza non deve penalizzare famiglie e ragazzi. Che stanno aspettando di poter tornare ad allenarsi e a giocare, e che meritano di farlo in tutta sicurezza.

Lettera dei sindaci a Fontana: “La Regione destina risorse senza trasparenza”

dicembre 21, 2020 § Lascia un commento

Più di cinquanta sindaci lombardi prendono posizione e scrivono una missiva congiunta al presidente della Lombardia Attilio Fontana dopo che anche il Bilancio di Previsione conferma elargizioni di fondi ai Comuni senza criteri di equità Questo il testo.

Egregio Presidente Fontana,

constatiamo purtroppo che per la seconda volta nell’arco di pochi mesi il Consiglio regionale sta approvando degli ordini del giorno con cui si destinano risorse economiche a Comuni senza la minima trasparenza, la valutazione di progetti almeno preliminari e senza una valutazione oggettiva dei progetti finanziati.

Non contestiamo, anzi condividiamo, il finanziamento a progetti di natura sovracomunale come la riqualificazione di strade provinciali, stazioni ferroviarie o fermate della metropolitana, ma ci stupisce notare che tra i progetti finanziati vi siano anche interventi di manutenzione straordinaria di edifici pubblici e parchi, realizzazione di piste ciclabili, mezzi per le locali Protezioni civili e la realizzazione di rotatorie. Ci chiediamo quale sia la motivazione che ha spinto i consiglieri regionali ad approvare questi ordini del giorno e perché non abbiano chiesto a tutti i sindaci se ci fossero progetti degni di finanziamento nei singoli territori. Sappiamo che non dobbiamo porre a lei questo quesito ma a lei, Presidente, dobbiamo invece porre questo problema perché tale lo riteniamo

Non vogliamo essere fraintesi. Le risorse erogate da Regione Lombardia a tutti i comuni lombardi con la Legge regionale 4 maggio 2020 n. 9 “Interventi per la ripresa economica” sono state utilissime e tutti gli amministratori si sono impegnati a spenderle in tempi brevi condividendo la necessità di realizzare investimenti con l’obiettivo di sostenere l’economia locale. Quelle risorse però sono state destinate tenendo giustamente in considerazione il criterio oggettivo del numero di abitanti di tutti i nostri Comuni e hanno permesso di realizzare interventi attesi da anni. Lei Presidente è stato sindaco di Varese ed apprezzato presidente di Anci Lombardia in un periodo storico molto critico per gli enti locali, rivestendo quel ruolo ha saputo prendere posizioni in difesa di tutti gli enti locali lombardi messi in difficoltà da manovre finanziare estremamente penalizzanti.  Capirà quindi benissimo che non è accettabile per chi svolge il ruolo di amministratore con impegno e passione vedere destinare risorse a territori senza alcun criterio oggettivo e sulla base della vicinanza territoriale di uno o più Consiglieri regionali. C’è il forte rischio che i cittadini lombardi di Comuni che non hanno ricevuto  questi finanziamenti si sentano cittadini di serie B ed è un rischio che vogliamo scongiurare.

Per tutti questi motivi siamo a chiederle di non approvare delle Dgr che destinino risorse ad interventi esclusivamente locali e solo ad alcuni Comuni senza alcun criterio oggettivo ma di destinare quelle risorse economiche sulla base di criteri di trasparenza, come ad esempio il numero di abitanti, o attraverso bandi pubblici.

In attesa di un suo cortese riscontro le auguriamo buon lavoro

I Sindaci primi firmatari

Simone Negri – Sindaco di Cesano Boscone
Yuri Santagostino – Sindaco di Cornaredo
Michela Palestra – Sindaco di Arese
Moreno Agolli – Sindaco di Arluno
Luca Elia – Sindaco di Baranzate
Angela Comelli – Sindaco di Bellinzago Lombardo
Douglas De Franciscis – Sindaco di Basiano
Riccardo Benvegnù – Sindaco di Binasco
Francesco Vassallo – Sindaco di Bollate
Patrizia Gentile – Sindaco Sindaco di Bubbiano
Rino Pruit – Sindaco di Buccinasco
Giuseppe Gandini – Sindaco di Calvignasco
Laura Tresoldi – Sindaco di Cambiago
Paolo Branca – Sindaco Di Carpiano
Roberto Maviglia – Sindaco di Cassano d’Adda
Giuseppe Pignatiello – Sindaco di Castano Primo
Ermanno Zacchetti – Sindaco di Cernusco sul Naviglio
Marco Sassi – Sindaco di Cerro al Lambro
Stefano Ventura – Sindaco di Corsico
Giovanni Cucchetti – Sindaco di Cuggiono
Paola Rolfi – Comune di Dairago
Sergio Perfetti – Sindaco di Gaggiano
Lucia Mantegazza – Sindaco di Gessate
Angelo Stucchi – Sindaco di Gorgonzola
Omar Cirulli – Sindaco di Gudo Visconti
Sara Bettinelli – Sindaco di Inveruno
Lorenzo Radice – Sindaco di Legnano
Lorenzo Fucci – Sindaco di Liscate
Davide Serranò – Sindaco di Locate Triulzi
Pamela Tumiati – SiSindaco di Masate
Rodolfo Bertoli – Sindaco di Melegnano
Daniela Maldini – Sindaco di Novate Milanese
Ezio Casati – Sindaco di Paderno Dugnano
Federico Lorenzini – Sindaco di Paullo
Caterina Molinari – Sindaco di Peschiera Borromeo
Paolo Festa – Sindaco di Pieve Emanuele
Ivonne Cosciotti – Sindaco di Pioltello
Silvio Lusetti -Sindaco di Pozzuolo Martesana
Angelo Bosani – Sindaco di Pregnana Milanese
Pietro Romano – Sindaco di Rho
Roberta Maietti – Sindaco di Rodano
Daniele Del Ben – Sindaco di Rosate
Andrea Checchi – Sindaco di San Donato Milanese
Arianna Tronconi – Sindaco di San Zenone al Lambro
Andrea Carlo – Sindaco di Settala
Sara Santagostino – Sindaco di Settimo Milanese
Paolo Micheli – Sindaco di Segrate
Nilde Moretti – Sindaco di Solaro
Diego Cataldo – Sindaco di Trezzano Rosa
Fabio Bottero – Sindaco di Trezzano sul Naviglio
Franco De Gregorio – Sindaco di Truccazzano
Guido Sangiovanni – Sindaco di Vanzago
Dario Veneroni – Sindaco di Vimodrone
Laura Bonfadini – Sindaco di Vittuone
Luisa Salvatori – Sindaco di Sindaco di Vizzolo Predabissi

Bilancio di previsione – Cultura: qualcosa si muove , ma è ancora troppo poco – COMUNICATO STAMPA

dicembre 17, 2020 § Lascia un commento

Gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Lombardia

COMUNICATO STAMPA

Bilancio

BOCCI (PD): “SPETTACOLO E AUDIOVISIVO: QUALCOSA SI MUOVE FINALMENTE, MA ANCORA NON È ABBASTANZA”

“Dopo numerose interrogazioni, mozioni e ordini del giorno in assestamento, che fin da marzo ho presentato per dare sostegno e strumenti di sviluppo a imprese e lavoratori del settore dello spettacolo dal vivo e dell’audiovisivo, oggi Regione Lombardia comincia a rispondere e, dando seguito alle nostre richieste, apposta fondi per le sale dello spettacolo dal vivo e cinematografiche sia per il 2021 sia per il 2022”, lo fa sapere Paola Bocci, consigliera regionale del Pd, dopo la discussione sul bilancio di previsione 2021-2023.

“La Giunta regionale si impegna poi a convocare un Tavolo permanente di confronto con i lavoratori e le imprese dei settori dello spettacolo e dall’audiovisivo. Diversi ordini del giorno delle opposizioni lo chiedevano e l’impegno è arrivato in finale di dibattito su un ordine del giorno di + Europa che ho sottoscritto in Aula – prosegue Bocci –. Un primo passo è compiuto e chiederemo che all’impegno segua una convocazione al più presto”.

Non sono invece ancora passate le richieste che la consigliera Pd ha avanzato di “un fondo integrativo di 4 milioni per i lavoratori dello spettacolo e quella di sportelli a loro dedicati nei Centri per l’impiego, né quella di risorse per ristori aggiuntivi alle imprese e associazioni del settore. Sono stati bocciati, infatti, miei emendamenti specifici e la Giunta non si è presa impegni concreti. L’audiovisivo ha una filiera lunga e nulla è stato accolto delle proposte che ho avanzato per lo sviluppo della produzione, ma la battaglia non si ferma certo qui, perché ancora non ci sono risposte soddisfacenti”.

Per la Bocci manca ancora infatti la volontà di “mettere risorse per un Film Fund per le produzioni: abbiamo chiesto 6 milioni su due anni, il minimo dopo un lungo periodo di digiuno. Fondi che in altre regioni sono gestiti, e bene, dalle Film Commission. D’altro canto, quelle funzionano e supportano davvero il cinema e l’audiovisivo, e non usano soldi per compravendite immobiliari poco trasparenti. Controlleremo che l’impegno si concretizzi in una convocazione del tavolo al più presto. Incalzeremo ancora la Giunta affinché investa di più sullo spettacolo e l’audiovisivo, anche sulle sue imprese e sui suoi lavoratori, e faccia la sua parte per riaprire le sale il prima possibile. In generale sostenga le attività culturali con supporti immediati e strumenti per il suo rilancio e sviluppo ”.

Milano, 17 dicembre 2020

Bilancio di previsione 2021/23 – Il mio Intervento in aula – 16 dicembre 2020

dicembre 16, 2020 § Lascia un commento

DISCUSSIONE SUL BILANCIO DI PREVISIONE

Il bilancio di previsione che discutiamo oggi in aula non è un bilancio che può essere comparato a quello degli anni precedenti. Ci troviamo in una situazione straordinaria dove le scelte sul futuro non possono essere fatte senza avere piena consapevolezza del momento che stiamo attraversando, dominato da solitudine e isolamento, incertezza per il futuro.

Tutte le istituzioni devono sentirsi chiamate al dovere di fare il possibile per non far sentire mai più solo nessuno.

Chiedo impegni economici adeguati, da subito e per il futuro attuale che è qui alle porte, e per restituire fiducia nel futuro prossimo, che sia di sviluppo e rilancio. Chiedo scelte capaci di tenere insieme Sostegno e Sviluppo.

La grande sfida è quella di dare supporti e sostegni a fasce di popolazione, settori, categorie che hanno subito pesantissime conseguenze economiche e sociali della crisi, ma senza perdere di vista opportunità di sviluppo e di crescita future, capaci di coinvolgere realmente da protagonisti quelli che adesso sono più fragili.

Ho concentrato le mie proposte per sollecitare interventi a sostegno delle donne, delle nuove generazioni, e della cultura.

Gli emendamenti e Ordini del giorno che ho presentato incalzano Regione Lombardia a cogliere la sfida di investire di più sulle DONNE, soprattutto sulle giovani donne.

Investire di più

  • sulla loro formazione (ad esempio incoraggiandole verso percorsi di studio STEM)
  • sulla diffusione e potenziamento dei servizi educativi per l’infanzia , sugli asili nido in particolare
  • sull’occupazione e sull’imprenditoria femminile (abbiamo richiesto due milioni più 4milioni), con interventi economici per ridurre disuguaglianze nel mondo del lavoro, per garantire equità ma anche sviluppo a tutta la società. Garantire alle donne indipendenza economica significa tutelarle dalla violenza, più frequente con l’isolamento; Le donne rischiano di essere più sole, e la Regione, che ha il primato negativo dei reati contro le donne, deve aumentare le risorse per contrastarla e sostenere tutti i centri antiviolenza.

Chiedo di investire di più sulla salute delle donne,

  • estendendo gli screening oncologici e potenziando i servizi per la salute mentale per infanzia e adolescenza ad esempio;
  • potenziando i consultori, i percorsi di assistenza alla maternità, a partire dalla valorizzazione delle ostetriche, 
  • dando piena attuazione alla Legge 194

Con le donne sono stati poi I GIOVANI a risentire di più della crisi, costretti a vivere una esperienza inedita, confinati nelle loro stanze in una dimensione straniante, praticamente senza socialità, senza sport, senza relazioni per lunghi mesi, senza opportunità di crescita per il passaggio al mondo del lavoro.

In questo bilancio ci devono essere azioni concrete per garantire futuro alle nuove generazioni.

Anche alla parte più fragile, sostenendo nella gestione economica delle comunità per minori, i comuni, perché se sono piccoli comuni non hanno più le risorse per a dare opportunità di crescita dignitose a questi ragazzi.

È fondamentale che Regione Lombardia investa più risorse perché tutti i ragazzi abbiano uguali opportunità di istruzione, perché le famiglie si sono impoverite e la DaD ha aumentato le disuguaglianze: la dispersione scolastica e la disoccupazione sono più che un rischio.

Per contrastare le disuguaglianze chiedo

  • più risorse per il diritto allo studio universitario (4 milioni)
  • fondi regionali integrativi a quelli dello Stato per gli strumenti digitali (3 milioni)
  • potenziamento delle reti digitali, nei territori e nei servizi culturali (biblioteche, università)

Ma soprattutto perché le scuole non siano lasciate sole nell’organizzare la ripartenza ai primi di gennaio, chiediamo a Regione un impegno concreto: sul potenziamento del trasporto pubblico locale e sul tracciamento ripristinando presidi sanitari nelle scuole da troppi anni mancanti.

La tutela della salute dei più giovani deve essere estesa anche alla loro salute sessuale, con educazione all’affettività, alla sessualità, contraccezione gratuita e sostegno a presidi fondamentali nella lotta alle malattie sessualmente trasmissibili come il Milano Check Point

Il terzo soggetto su cui voglio richiamare questa Regione, è la CULTURA.

Da troppo tempo ritenuta purtroppo residuale dalle Giunte che hanno governato Regione Lombardia, e considerata con sufficienza, senza comprendere fino in fondo che investire sulla cultura porta con sé oltre alla crescita del patrimonio di conoscenza e bellezza, ritorni economici e coesione sociale.

Oltre ad un incremento di risorse su assi già sperimentati, chiediamo investimenti specifici nelle aree marginali, periferiche, nei piccoli comuni, dove tenere aperto un teatro un cinema, una biblioteca, ha molto significato.

Territori che potrebbero avere negli anni uno sviluppo a trazione culturale e turistica e per cui chiediamo investimenti dedicati sui beni e sulla attività culturali (700.000), che si intrecciano con la mobilità sostenibile, per cui ho presentato anche un ordine del giorno che mette in fila una serie di interventi (dal cicloturismo, alla progettazione e sicurezza dei percorsi, dal contributo all’acquisto di mezzi sostenibili al potenziamento dell’intermodalità)

Voglio sottolineare che la Lombardia è la Regione con il maggior numero di addetti in ambito culturale, in testa alla classifica delle regioni per creazione di valore aggiunto e occupazione. Ma investe in cultura meno che altre Regioni.

In questi mesi abbiamo visto interi comparti culturali falcidiati dalla crisi: cinema, teatro, danza, musica, hanno chiuso per mesi le loro attività.  Quello che per molti superficialmente è relegato all’area quasi superflua del solo tempo libero, ha significato per tanti operatori, perdita di reddito e di lavoro. I settori culturali condividono spesso la precarietà del lavoro, la prevalenza di impieghi instabili, intermittenti e discontinui, quello dello Spettacolo in particolare.

Per Imprese, lavoratori e lavoratrici di questi settori che in questi mesi si sono sentiti invisibili, servono strumenti di sostegno e di rilancio. Ma per poter sviluppare politiche culturali lungimiranti e mettere in atto strumenti utili ed efficaci per prima cosa ci deve essere la disponibilità all’ascolto, per conoscere a fondo criticità e punti di forza.

Per questo chiedo che il primo passo sia l’istituzione di un tavolo regionale permanente con i rappresentanti dei lavoratori dello spettacolo e dell’audiovisivo come richiesto dai diretti interessati più volte in VII Commissione e dal PD dall’inizio delle restrizioni, a marzo, e non ancora attivato.

Emendamenti  e ordini del giorno articolati avanzano richieste precise:  

  • più sostegni economici alle micro, piccole e medie imprese dello spettacolo e del cineaudiovisvo di ogni forma giuridica, anche associativa (2 milioni)
  • un fondo integrativo straordinario (4 milioni) per i lavoratori dello spettacolo esclusi dalle misure sin qui finanziate e che non possono accedere agli ammortizzatori sociali tradizionali e sportelli per i lavoratori dello spettacolo nei centri per l’impiego;
  • Un Film Fund di 6 milioni per il biennio, per il sostegno alle produzioni cine audiovisiva, più uno stanziamento per rimborsi alle produzioni che hanno spese documentate nei nostri territori, perché creano indotto.
  • fondi per progetti nelle e con le scuole per formare e creare nuovi pubblici.
  • Fondi aggiuntivi per messa in sicurezza, ristrutturazioni e adeguamenti tecnologici per le sale destinate ad attività di spettacolo, per quelle che ci sono o per aprirne di nuove.

E un impegno perché le sale di cinema e spettacolo riaprano al più presto, perché sono luoghi sicuri.

L’economia culturale è circolare e sistemica, si deve avere l’intenzione di intervenire contemporaneamente su più livelli, o non avrà la forza di decollare.

Donne giovani e “cultura” sono in grado di trarre e generare energia dal loro slancio, ma vanno messi nelle condizioni di decollare, non perché elementi residuali a traino, perché motori futuri di uno sviluppo reale e sostenibile.

Nell’opaco bilancio di previsione il Pd chiede di inserire 500 milioni sugli obiettivi di NEXT GENERATION EU

dicembre 15, 2020 § Lascia un commento

Il Bilancio regionale 2021-23, in discussione da domani in Consiglio regionale, è un documento opaco, che non taglia le tasse ai cittadini e alle imprese e che riduce i fondi al trasporto pubblico mentre investe su Pedemontana. Il gruppo PD lo ha messo in evidenza in una conferenza stampa le evidenti criticità, tra cui cifre non congruenti o senza giustificazione, e ha contrapposto la propria visione, contenuta in un documento che chiede di stanziare 500 milioni sulle stesse linee e gli stessi obiettivi del Recovery fund.

Le critiche

  • A bilancio la Regione conferma le entrate tributarie, quindi non ha intenzione di diminuire le tasse: erano 21,6 mld nel 2020, saranno 21,7 nel 2021.
  • Ben il 67% delle spese complessive, 15,7 miliardi, una quota rilevante di quelle connesse alla sanità pubblica e privata, non saranno discusse dal Consiglio ma solo dalla Giunta.
  • A bilancio ci sono cifre sbagliate: 322 milioni di euro di spese per il personale che invece ne vale 176,6; 337 milioni per la gestione dei beni confiscati alla criminalità quando in realtà è uno; circa 500 milioni sono privi di alcun riferimento di legge o motivazione
  • La Lombardia è solo quinta nella classifica nazionale sulla miglior garanzia dei livelli essenziali di assistenza (LEA), un indicatore cardine della qualità della sanità, ma non investe risorse per migliorare la sua posizione, a differenza dell’Emilia-Romagna, seconda in classifica, che ne ha messo nel 2020 altri 120 milioni.
  • A bilancio c’è una riduzione di 257 milioni complessivi per il trasporto ferroviario mentre c’è uno stanziamento di 360 milioni per Pedemontana.
  • Il Piano Lombardia, o piano mancia, è una parte consistente del bilancio, ma è composto perlopiù da micro-interventi distribuiti in buona parte alle amministrazioni di colore politico affine alla Giunta regionale.

“Fontana e Caparini non hanno nessuna intenzione di ridurre le tasse e lo hanno scritto a bilancio nero su bianco – dichiara il capodelegazione pd in commissione bilancio Pietro Bussolati -. Questo avviene nonostante il Governo abbia raddoppiato nel 2020 i trasferimenti. Il Bilancio che andremo a discutere è peraltro solo una parte, perché sulle risorse della sanità, che sono preponderanti, c’è una quota altissima su cui decide da sola la giunta regionale, Fontana, Caparini e Gallera, senza controlli del Consiglio. È un bilancio con meno trasporto pubblico e più asfalto, senza investimenti per la medicina territoriale che invece noi chiederemo di inserire. C’è poi la legge mancia che è uno scandalo, perché le risorse prese a debito che i lombardi dovranno ripagare sono state allocate in una logica di distribuzione agli amministratori amici. È una politica che non solo ricorda tempi bui, ma che spreca le risorse di cui avremmo bisogno per rialzarci e per dare un futuro alle prossime generazioni.”

“Noi proponiamo un nuovo inizio per i cittadini lombardi che non si devono mai più sentire soli e abbandonati, com’è successo negli ultimi mesi di fronte al virus e alle sue conseguenze economiche – spiega il capogruppo del PD in RegioneFabio Pizzul -. Per superare i suoi fallimenti la Lombardia deve cambiare modello e non può pensare, come sta facendo, di utilizzare le risorse del recovery fund per finanziare progetti che ci sono già e che non hanno il rendimento sociale per cui le risorse sono state stanziate dall’Europa, come ammonisce, in via generale, anche Mario Draghi. La Lombardia è caduta nel gioco della convenienza politica e del clientelismo, come si è visto con la Legge mancia, quello che la Regione chiama Piano Lombardia.”

Qui il link del video della conferenza stampa: https://www.facebook.com/162055793818881/videos/726937811564183

Bilancio di Previsione 21/23 – Focus Cultura, Settori spettacolo e cine audiovisivo

dicembre 15, 2020 § Lascia un commento

Gli effetti della crisi economica generata dalle chiusure delle attività causa pandemia, hanno colpito in modo brutale i settori della cultura in particolare quelli dello spettacolo dal vivo del cinema e dell’audiovisivo, tra i più interessati dai provvedimenti restrittivi.

La cultura, i teatri, i cinema, le biblioteche, sono un bene comune, necessario e primario, non è solo tempo libero, ma lavoro di tante e tanti .

A livello nazionale e, tardivamente anche a livello regionale, sono stati previsti ristori per imprese e lavoratori e lavoratrici dei settori, ma che non hanno raggiunto tutti gli operatori, né sono sufficienti a garantire una compensazione dignitosa e la sopravvivenza di un settore caratterizzato da molta frammentazione e discontinuità contrattuale e retributiva dei lavoratori, che non sempre riescono ad accedere ad ammortizzatori sociali tradizionali con continuità.

Lo spettacolo dal vivo si regge sull’impegno e sulle attività di differenti tipologie di piccole e piccolissime imprese, anche di tipo associativo.

La tutela e il sostegno a imprese, lavoratori, artisti e maestranze deve essere una priorità, per consentire al settore di ripartire . E tutte le istituzioni devono sentirsi coinvolte in questo compito. Regione Lombardia, ha dato prova di non conoscere a fondo le caratteristiche degli occupati e di chi lavora nei settori in regime di impresa ma con altre forme giuridiche.

Per questo chiederò che il primo passo sia l’istituzione di un tavolo regionale permanente con i rappresentanti dei lavoratori dello spettacolo e dell’audiovisivo come richiesto dai diretti interessati e dal PD dall’inizio delle restrizioni, a marzo, e non ancora attivato.

Gli emendamenti specifici per il settore spettacolo e audiovisivo chiedono :

  • l’istituzione di uno sportello di facilitazione all’interno dei Centri per l’Impiego, per le pratiche di assunzione diretta e relative pratiche fiscali Ex- Enpals delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo e per i loro committenti, sul modello del GUSO francese;
  • sostegni per la sopravvivenza e lo sviluppo delle micro piccole e medie imprese culturali dello spettacolo, indipendentemente dalla loro forma giuridica, fortemente colpite dalla crisi economica dovuta alla pandemia;
  • un fondo integrativo straordinario (4 milioni) per i lavoratori dello spettacolo esclusi dalle misure sin qui finanziate e che non possono accedere agli ammortizzatori sociali tradizionali;
  • fondi per progetti nelle e con le scuole per formare e creare nuovi pubblici;
  • Fondi aggiuntivi per messa in sicurezza, ristrutturazioni e adeguamenti tecnologici per le sale destinate ad attività di spettacolo, per quelle che ci sono o per aprirne di nuove;
  • L’istituzione di un Film Fund lombardo per le produzioni cineaudiovisive di 6 milioni per i prossimi due anni
  • un fondo cash rebate sempre per l’audiovisivo, uno stanziamento per rimborsi alle produzioni che hanno spese documentate nei nostri territori, perché creano indotto

Con altri emendamenti ho richiesto sostegni economici per altre attività e beni culturali

  • investimenti specifici  nelle aree marginali, periferiche, nei piccoli comuni, dove tenere aperto un teatro un cinema, una biblioteca, ha molto significato, con risorse aggiuntive per interventi sia di manutenzione, restauro di beni e di stabili destinati a fruizione culturale o di pubblico spettacolo, biblioteche, cinema teatri, spazi per l’arte e per la musica, sia di supporto agli investimenti per attività, progetti ed eventi legati ad accrescere l’attrattività del patrimonio culturale, paesaggistico, ambientale locale e per promuovere una più diffusa fruizione culturale
  • fondi per strumentazione e innovazione digitale nelle biblioteche




ORDINE DEL GIORNO

OGGETTO: Sostegno ai comparti dello spettacolo e dell’audiovisivo

Il Consiglio Regionale

Premesso che:

  • Garantire la fruizione culturale presente e futura dello spettacolo è fondamentale per la crescita personale e collettiva dei cittadini di oggi e di domani; 
  • Regione Lombardia è la regione che ha il numero maggiore di lavoratori nel comparto dello spettacolo dal vivo e audiovisivo d’Italia;

Considerato che:

  • Il comparto dello spettacolo dal vivo e audiovisivo è stato tra i più interessati dai provvedimenti restrittivi per il contenimento della pandemia;
  • I ristori previsti sia a livello nazionale che a livello regionale non hanno raggiunto tutti i lavoratoti del comparto né appaiono sufficienti a garantire la sopravvivenza di un settore caratterizzato da molta frammentazione e discontinuità contrattuale e retributiva;

Visto il progetto di legge 143 “Bilancio di previsione 2021 – 2023 e relativo documento tecnico di accompagnamento”,

Impegna la Giunta regionale

a operare nell’ambito del bilancio regionale al fine di:

  • sostenere economicamente le micro, piccole e medie imprese dello spettacolo e dell’audiovisivo – comprendendo tutte le personalità giuridiche, ad esempio quelle di tipo associativo – a partire da quelle guidate dai giovani;
  • istituire un fondo integrativo straordinario per i lavoratori dello spettacolo esclusi dalle misure sin qui finanziate quali, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, i lavoratori subordinati o intermittenti che non possono accedere agli ammortizzatori sociali tradizionali;
  • istituire un tavolo regionale permanente con i rappresentanti dei lavoratori dello spettacolo e dell’audiovisivo che si occupi di individuare soluzioni per i comparti che riguardino in particolare la congrua retribuzione dei lavoratori, un corretto utilizzo dei fondi assegnati, una efficiente e deburocratizzata assegnazione dei bandi, sostegni economici e un censimento di tutte le realtà regionali;
  • aprire uno sportello nei centri per l’impiego per i lavoratori dello spettacolo, che si occupi sia di assistenza a procedure sia di fornire formazione ad hoc – anche sul piano delle sicurezza – ai lavoratori del comparto nei periodi di fermo involontario;
  • destinare fondi per collaborazioni finalizzate a realizzare progetti di teatro, danza, musica e spettacolo in genere nelle scuole, anche attraverso programmi di didattica a distanza, mirati alla creazione di nuove modalità innovative di fruizione per il settore, capaci di raggiungere pubblici giovanili nuovi preziosi per la crescita culturale odierna e per quella del futuro post-pandemico. 

Firmato: Paola Bocci

Fabio Pizzul, Luigi Ponti, Jacopo Scandella

Bilancio di Previsione 21/23 – Focus Salute della donna e contrasto alla violenza

dicembre 15, 2020 § Lascia un commento

SALUTE DELLA DONNA

Diversi emendamenti e ordini del giorno che ho presentato si sono focalizzati sulla necessità di garantire alle donne prevenzione e assistenza specifiche in ogni fase della vita, in particolare durante infanzia, adolescenza e maternità, chiedendo implementazione e potenziamento di servizi esistenti dai consultori, alla contraccezione, all’assistenza ostetrica, al contrasto al disagio psicologico e mentale.

Gli interventi vanno nella direzione del:  

  • potenziamento dei consultori, servizi territoriali multidisciplinari e strumenti fondamentali per gli interventi a tutela della salute della donna, nell’intero arco della sua vita;
  • potenziamento dell’assistenza in autonomia da parte delle ostetriche;
  • potenziamento degli interventi a tutela della salute mentale e psicologica della donna
  • estensione degli screening oncologici;
  • piena attuazione della 194;

Questo l’ordine del giorno più articolato

Oggetto: potenziamento degli interventi nell’ambito della salute di genere

Il Consiglio Regionale

premesso che

la Medicina di genere (MdG) o, meglio, la medicina genere-specifica, che si occupa delle differenze biologiche tra i due sessi, nonché delle differenze più propriamente di genere legate a condizioni socio economiche e culturali e della loro influenza sullo stato di salute e di malattia, oltre a rappresentare un punto d’interesse fondamentale per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), promuove l’appropriatezza e la personalizzazione delle cure generando un circolo virtuoso con conseguenti risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale stesso;

Agenzie ed Istituzioni internazionali, quali Food and Drug Administration (FDA), Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), hanno promosso questo nuovo approccio alla medicina suggerendo l’adozione di politiche atte allo sviluppo di nuove strategie sanitarie integrate preventive, diagnostiche, prognostiche e terapeutiche che tengano conto delle differenze tra uomini e donne non solo in termini biologici e clinici, ma anche culturali e socio-psicologici;

considerato che

  • i consultori sono unità di offerta ad alta integrazione sociosanitaria rivolta ai bisogni della persona, della donna, della coppia e della famiglia, in grado di farsi carico sia di situazioni di difficoltà transitoria che di situazioni a grave rischio sociale, con finalità di prevenzione e promozione del benessere psicofisico del singolo e del nucleo familiare; un esempio unico e ancora attuale di servizi per la prevenzione e la promozione della salute con accesso diretto, senza l’impegnativa del medico soprattutto per le donne;
  • che è in aumento la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili, in particolare nelle fasce più giovani, dove si è ridotta la consapevolezza su sessualità e maternità;
  • è ancora scarsamente praticata e incentivata sul territorio regionale l’esperienza di modelli di Gestione autonoma BRO in cui, sottolineata la necessità di Aree funzionali BRO all’interno dei Presidi Ospedalieri, siano attivate modalità assistenziali condivise tra ginecologi e ostetriche, che permettano alle partorienti di scegliere l’assistenza esclusiva da parte delle ostetriche, che potrebbe essere di grande aiuto per le giovani partorienti, che hanno gravidanze e parti a basso rischio, così come è ancora troppo ridotta la presenza sui territori del servizio delle ostetriche di comunità, che fanno assistenza domiciliare pre e post parto;
  • in Regione Lombardia la Legge 194 è ancora lontana dalla sua piena attuazione con un alta percentuale di obiezione di coscienza, liste d’attesa prolungate per le IVG e uno scarso  utilizzo della RU 486 ( solo il 14% delle interruzioni di gravidanza nel 2019 sono avvenute attraverso il metodo farmacologico), che limitano la libera scelta delle donne  anche verso un  metodo meno traumatico;
  • i molteplici ruoli che oggi le donne ricoprono nel contesto sociale le espongono a un rischio più alto della media di soffrire di disagi psichici; in particolare, le donne risultano più vulnerabili rispetto a diagnosi di sindrome ossessiva compulsiva, somatizzazione di problemi mentali e attacchi di panico oltre che, ovviamente, della depressione post partum;
  • negli ultimi anni stanno aumentando i tumori nei giovani e nelle giovani, e si pensa che questo possa essere causato da cause ambientali relativamente recenti o altre cause emergenti, quali nuove professioni e abitudini di vita e, di conseguenza, l’età in cui iniziare gli screening oncologici dovrebbe essere anticipata rispetto a quella prevista;

visto

il progetto di legge 143 ‘Bilancio di previsione 2021-2023’ e relativo documento tecnico di accompagnamento

impegna la Giunta regionale

A operare nell’ambito del bilancio regionale al fine di implementare le risorse per l’intero sistema di tutela e cura della salute di genere e, nello specifico,

  • a potenziare i consultori sul territorio, con maggiori finanziamenti, più risorse di personale e strumentazione; e a potenziare l’assistenza in autonomia da parte delle ostetriche, implementando il numero e la diffusione delle ostetriche di comunità;
  • ad avviare progetti di sperimentazione di contraccezione gratuita under 25 nei consultori;
  • a prevedere la somministrazione della RU486 anche in consultorio, e promuovere una campagna informativa su RU486;
  • a potenziare gli interventi a tutela della salute mentale e psicologica della donna, in particolare durante infanzia, adolescenza e maternità, sostenendo progetti mirati al contrasto dei disturbi del comportamento alimentare e per la diagnosi, cura e assistenza dei disagi psichici, con particolare attenzione alla sindrome depressiva post-partum ;
  • estendere l’età per gli screening oncologici gratuiti per i tumori femminili, promuovere la conoscenza delle patologie oncologiche femminili più rare con campagne informative e informare e finanziari centri di ascolto e sostegno psicologico per le donne.  

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CONTRASTO ALLA VIOLENZA DI GENERE

Il fenomeno della violenza sulle donne ha assunto negli anni una dimensione sempre più strutturale, rendendo necessari impegni finanziari e interventi sistematici, coordinati tra i diversi livelli istituzionali. I numeri delle donne che si rivolgono ai centri specializzati nel contrasto alla violenza di genere sono in costante crescita; un dato che se restituisce una fiducia nei confronti dei centri anti violenza sui territori, è preoccupante perché rende evidente il rischio della maggiore esposizione alla violenza sia per il confinamento sociale forzato, sia per l’instabilità socioeconomica.
L’’accesso ai servizi di prevenzione e protezione deve quindi essere il più possibile facilitato e le loro risorse incrementate, in particolare per realizzare la loro indipendenza economica e abitativa, una volta uscite dalla situazione di abuso.

Anche quest’anno ho presentato emendamenti e un ordine del giorno per introdurre in bilancio risorse aggiuntive per incrementare
– le capacità delle Reti territoriali interistituzionali antiviolenza di erogare interventi volti all’inserimento al lavoro e all’indipendenza economica e abitativa della donna vittima di violenza;
– le capacità degli Enti locali capifila di reti territoriali interistituzionali antiviolenza di erogare interventi per la ristrutturazione di spazi da adibire a case rifugio per le donne vittima di violenza.
– garantire la gratuità per la contraccezione presso i consultori lombardi alle giovani e ai giovani under 26, alle donne disoccupate o in cassa integrazione e nei 24 mesi successivi ad un’interruzione volontaria di gravidanza.

Presentato anche un odg che articola la necessità di interventi integrati e coordinati:

Oggetto: potenziamento sistema di accoglienza e protezione donne vittime di violenza

Il Consiglio Regionale

premesso che
i numeri delle donne che si rivolgono ai centri specializzati nel contrasto alla violenza di genere sono in costante crescita; un dato che restituisce una fiducia nei confronti dei servizi e al tempo stesso delinea l’incremento del fenomeno;

considerato che
– durante il lockdown si contano 5.031 telefonate al numero verde 1522, il 73% in più sullo stesso periodo del 2019 e le vittime che hanno chiesto aiuto sono 2.013 (+59%);
– gli studi condotti sui periodi di pandemia e isolamento forzato rilevano come il confinamento sociale, l’instabilità socioeconomica, le tensioni intra-familiari, nonché la maggiore difficoltà legata all’accesso ai servizi di prevenzione e protezione, aumentino per le donne e per i loro figli il rischio di una maggiore esposizione alla violenza domestica e assistita;
– essendo entrati in un nuovo periodo di semi-lockdown, le predette problematiche si ripresenteranno alle donne vittime di violenza domestica;

attesa
la dimensione strutturale del fenomeno della violenza sulle donne, che richiede impegni finanziari e interventi sistematici, coordinati tra i diversi livelli istituzionali;

visto
il progetto di legge 143 ‘Bilancio di previsione 2021-2023’ e relativo documento tecnico di accompagnamento;

impegna la Giunta regionale
a operare nell’ambito del bilancio regionale, anche alla luce della riemersa emergenza legata al coronavirus e all’aumento delle richieste di aiuto delle vittime di violenza, al fine di implementare le risorse per l’intero sistema di prevenzione e contrasto alla violenza di genere, che includa una programmazione di finanziamenti ai Centri antiviolenza e alle Case rifugio strutturali, pluriennali e non emergenziali, garantendo che le risorse ripartite nella Conferenza Stato-Regioni siano erogate con regolarità e puntualità.

Bilancio di Previsione 21/23 – Focus Pari opportunità nel Lavoro, nella Formazione, nello Sport

dicembre 14, 2020 § Lascia un commento

Siamo ancora lontane come donne dall’avere pari opportunità sul lavoro, e la Lombardia, pur essendo la Regione con il più alto numero di occupate non è immune da divari e disuguaglianze, che rischiano di aumentare poiché insieme ai giovani, e agli over 50 lo donne sono e saranno i soggetti più colpiti dalla crisi economica.

Soprattutto pensando alle nuove generazioni, perché riescano davvero a entrare nel mondo del lavoro alla pari e a viverlo senza fardelli e divari, ho presentato come prima firmataria alcuni emendamenti che chiedono alla Giunta di incrementare i fondi a sostegno di

  • occupazione a sostegno dell’ imprenditoria femminile e giovanile,
  • orientamento alla formazione STEM,
  • sport femminile.
  • incremento e diffusione dei servizi educativi alla prima infanzia

Ho poi presentato un ordine del giorno più articolato sull’ Occupazione e imprenditoria femminili

Il Consiglio Regionale

Premesso che:

Nel nostro Paese lavora solo il 49% delle donne contro una media europea del 63%. Occorrono quindi politiche che liberino il tempo delle donne e trasformino l’organizzazione sociale, anche considerando che l’empowerment economico delle donne continuerà nel breve e medio periodo a subire effetti negativi, poiché i settori che più sono stati colpiti dal COVID-19 (quello alberghiero, del turismo, educativo) hanno un’altra rappresentanza di forza lavoro femminile – il che rende il rischio di disoccupazione femminile nel prossimo futuro molto alto;

Osservato che:

Per compiere scelte più mirate di programmazione strategica sarebbe necessario che i dati che dimostrano gli impatti diversi della crisi del COVID-19 fossero disaggregati per sesso ed età in modo da comprendere tutte le asimmetrie strutturali e i fattori di rischio e vulnerabilità derivanti dal COVID-19;

Visto il progetto di legge 143 “Bilancio di Previsione 2021 – 2023”,

Impegna la Giunta regionale

  • a raccogliere sempre più dati economici disaggregandoli per sesso e per età, in modo da capire le tendenze reali e poter agevolare le decisioni politiche, anche introducendo criteri di valutazione ex ante ed ex post delle politiche regionali per calcolarne l’impatto di genere e generazione;
  • impostare strumenti di monitoraggio e valutazione delle politiche regionali in tema di pari opportunità che evidenzino l’analisi economico-finanziaria delle risorse attivate sul Bilancio regionale, classificate in base alla ricaduta degli interventi sul genere;
  • ad agevolare l’occupazione femminile introducendo sgravi di fiscalità regionale per l’assunzione di donne e a sostenere la nascita di start-up e di imprese femminili anche attraverso agevolazioni nell’accesso al credito, attraverso un Fondo permanente regionale per l’imprenditoria femminile;
  • a facilitare l’accesso delle giovani ragazze alle professioni STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics), in ottica di riduzione del gender pay gap, realizzando progetti di sperimentazione con modalità innovative nei percorsi di apprendimento, dalla scuola primaria al termine di quella secondaria, volti a rafforzare e stimolare l’acquisizione di conoscenze nelle materie STEM, per contrastare gli stereotipi che le vedono come appannaggio prevalentemente maschile.

Firmato: Paola Bocci    e altri 

Bilancio di Previsione 21/23 – Premessa

dicembre 14, 2020 § Lascia un commento

Nei prossimi giorni discuteremo in aula di Consiglio il bilancio di previsione di Regione Lombardia con gli appostamenti per il prossimo triennio.

Non è un bilancio che può essere comparato a quello degli anni precedenti, ci troviamo in situazione straordinaria dove le scelte sul futuro non possono essere fatte senza avere piena consapevolezza del difficile momento che stiamo attraversando.

Momento che porta con sé solitudine e isolamento, incertezza per il futuro, e tutte le istituzioni devono sentirsi richiamate al dovere di fare tutto il possibile per non far sentire mai più solo nessuno.

Siamo chiamati a scelte che dovranno tenere insieme Sostegno e Sviluppo.

La grande sfida è quella di dare supporti e sostegni a fasce di popolazione, settori, categorie, cittadini, che hanno subito pesantemente le conseguenze economiche e sociali della crisi generata dalla pandemia, ma senza perdere di vista l’urgenza di incardinare una ripartenza che guardi anche a opportunità di sviluppo e di crescita, capaci di coinvolgere da protagonisti quelli che adesso sono più fragili.

Ho concentrato le mie proposte sulla sollecitazione di interventi a sostegno delle donne, alle nuove generazioni , e sulla cultura.

Le donne e i giovani hanno risentito più di altri della crisi. Le donne, in prima linea nei lavori di cura, hanno sentito il peso del doppio impegno del lavoro da casa sommato a un accudimento più impegnativo di famiglia figli e anziani. E dalle prime indagini sugli effetti del covid sull’occupazione risultano essere in maggioranza tra coloro che hanno perso il proprio lavoro.

I giovani, sono stati costretti a vivere una esperienza inedita, confinati nelle loro stanze, senza socialità, senza sport, senza relazioni, senza opportunità di crescita per il passaggio al mondo del lavoro.

L’impoverimento delle famiglie, combinato con l’uso esclusivo della DaD, ha aumentato le disuguaglianze, la dispersione scolastica e la disoccupazione sono più che un rischio.

Si riaprono le scuole a gennaio, e le scuole non devono essere lasciate sole nell’organizzare la ripartenza ai primi di gennaio. 

La cultura è il terzo polo su cui mettere attenzione, ritenuta purtroppo residuale dalle Giunte lombarde degli ultimi anni, che non sono riuscite a comprendere che investire sulla cultura comporta oltre alla crescita del patrimonio di conoscenza e bellezza, ritorni economici e coesione sociale.

Diversi i settori culturali falcidiati dalla crisi: cinema, teatro, danza, musica, hanno chiuso per mesi le loro attività.  Quello che per molti superficialmente è relegato all’area quasi superflua del solo tempo libero, ha significato per tanti operatori, perdita di reddito e di lavoro.

Tutte le istituzioni devono sentirsi responsabili e impegnate nel dare risposte che non siano semplicemente ristori frammentari e momentanei, utili solo parzialmente nel presente immediato, ancora segnato da restrizioni e crisi, ma poco efficaci se non si accompagnano a interventi più solidi e organici capaci di restituire maggiore fiducia in un futuro meno prossimo.

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