La mia risposta alla lettera di Giorga Meloni al Corsera

settembre 5, 2022 § Lascia un commento

Ho cominciato a fare politica attiva nelle istituzioni a quarant’anni, prima come Consigliera di Zona a Milano, poi come Consigliera comunale e adesso come Consigliera regionale.

La storia del mio impegno politico è simile a quella di tante mie colleghe e compagne. Un impegno accompagnato da grande forza di volontà e anche da alcune rinunce, perché per noi donne non è mai stato facile conciliare l’attività di militanza e attivismo con quella lavorativa e con la famiglia.

Molte di noi hanno portato nella politica anni di esperienza dal mondo del volontariato, dove ci si è misurate con la vita vera delle persone senza chiedere nulla in cambio.

Ma soprattutto abbiamo occupato i nostri spazi come donne e in quanto donne senza “concessioni di posti o quote da parte dei leader maschi”, a differenza di ciò che afferma Giorgia Meloni nella sua lettera al Corriere.

Da sempre le donne democratiche e progressiste del nostro Paese, diversamente da ciò che dice la leader di FdI, si sono messe in gioco per incidere sulla politica, contribuendo alla redazione della nostra Costituzione e all’approvazione di leggi che hanno introdotto criteri di parità, costruendo politiche di genere per l’emancipazione, cosa che nel campo conservatore non è mai avvenuta.

Trovo veramente offensive e ingenerose le parole di Giorgia Meloni nei confronti di noi donne attiviste, e credo che sia gravemente anacronistico continuare a parlare di maternità ritenendola fondamentale per il nostro riconoscimento in quanto donne, pensando a chi madre non lo è per necessità o per scelta.

È altrettanto grave affermare che Fratelli D’Italia si batterà “per una piena e integrale applicazione della 194”, quando nella Regione in cui governa, le Marche, non sono state recepite le nuove direttive del Ministero della Salute sull’Interruzione Volontaria di Gravidanza.

Il 25 settembre riflettete su queste parole, pensate e attivatevi per arginare un partito politico che ha come cavalli di battaglia discriminazioni e machismo.

Noi ci siamo, e lotteremo insieme per politiche di emancipazione, tutela e protezione della libertà di scelta delle donne.

Giorgia Meloni dov’è, dov’era, e soprattutto cosa farà davvero perché le donne siano libere di scegliere e di affrancarsi da quella subalternità a cui le destre le relegano da decenni?

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