Maratona Sanità: Il testo del mio secondo intervento in aula- 22 novembre – Parte 2 : Consultorie Ostetriche

novembre 22, 2021 § Lascia un commento

II- CONSULTORI.

Non si può parlare di medicina di genere senza parlare di CONSULTORI FAMILIARI.

Entro nel merito per dare un quadro di riferimento:

  • Cosa sono? Per attività consultoriale si intende l’insieme di servizi rivolti al singolo, alla donna, alla coppia, alla famiglia nelle suoi varie componenti, che forniscono una serie di prestazioni in luoghi specifici, che si configurano come presidio di supporto al benessere della comunità, e sono organizzati in modo da essere parte integrante delle prestazioni sociosanitarie del territorio.
  • Quanti dovrebbero essere i consultori per abitanti secondo la legge? Per legge, la 34 del 1996: dovrebbe esserci 1 consultorio familiare ogni 20.000 abitanti
  • E invece quanti sono invece i consultori  in Lombardia?

Sono sottonumero: meno di 250, quindi meno di 1 ogni 40.000  abitanti. Di questi sono pubblici 141, e 100 sono privati convenzionati. La maggior parte dei CF privati sono di natura confessionale, legati ad enti religiosi, quelli  laici si contano sulle dita di una mano. Questione non di secondaria importanza perché non tutti i consultori privati sono tenuti, ,e la Regione lo lascia fare,  ad offrire lo stesso spettro di prestazioni dei pubblici. La legge 194 da linee di indirizzo nazionale anche sui CF, ma l’attuazione è lasciata alle singole regioni  e i consultori privati, spesso non fanno accompagnamento alla 194, non danno contracettivi e non inseriscono dispositivi di contraccezione permanente o semipermanenti.

  • Quanto è diffusa e capillare la presenza dei consultori  sul territorio lombardo: sono coperti tutti i territori? E com’è la situazione del personale in Lombardia, è ritenuto sufficiente?

Non è facile ricostruire la situazione perché la Lombardia non redige, o non consegna al ministero, una relazione consuntiva annuale sui servizi consultoriali.

I dati che esporrò sono dati ufficiali e fanno riferimento a un documento prodotto per i’ISS, dal titolo Indagine Nazionale 2018/2019 sui consultori familiari in Lombardia.

In Lombardia c’è una sede ogni 39.996 residenti, facendo la media, a copertura di una quantità doppia di abitanti rispetto a quanto raccomandato dalla normative (uno ogni 20.000 abitanti).

La distribuzione delle sedi di CF è molto disomogenea nelle diverse ATS, si va da  una sede ogni 37.377 abitanti,  nella ATS Montagna,  a una sede ogni 126.401 abitanti nella ATS di Bergamo.

Per questo abbiamo presentato un Odg il 3033 che stante l’attuale situazione impegna a correggere questa insufficienza numerica

L’ odg  evidenzia nelle premesse il progressivo decremento delle professionalità che vi operano, e l’insufficienza degli investimenti economici sui consultori. E richiama alla necessità di far fronte alle carenze del modello organizzativo che denuncia ora una mancanza di forte interazione tra servizi territoriali, strutture ospedaliere e enti locali interessati dai servizi.

L’ odg 3033 chiede che sia implementata e valorizzata prioritariamente la rete dei consultori pubblici, così da rispettare la percentuale prevista dalla legge 34/96, per assicurare la piena realizzazione delle attività e degli obiettivi dei CF, di sostegno alla famiglia , alla donna, alla coppia e di promozione e tutela della maternità responsabile e del diritto alla scelta su contraccezione e procreazione consapevole.  

  • Quali sono o dovrebbero essere le funzioni  e gli Obbiettivi dei CF?

Ora funziona così: ciascuna Agenzie di Tutela della Salute (ATS), tenuto conto della normativa vigente, degli indirizzi regionali e delle regole annuali di sistema definite dalla Regione, definisce la programmazione dei Consultori familiari. Il funzionamento dei consultori familiari nell’ambito della programmazione della ATS è invece garantito dalle ASST. Le attività di prevenzione rivolte a gruppi sono in capo all’ATS, mentre a livello di ASST è collocata la prevenzione individuale. A livello di ATS è presente un coordinamento tra CF pubblici e privati accreditati che svolge funzioni di indirizzo e programmazione, e di verifica dei risultati ottenuti. Le funzioni di condivisione della programmazione, individuazione dei percorsi attuativi, sviluppo delle azioni migliorative, elaborazione di proposte innovative, di percorsi formativi e periodici monitoraggi relativi ai servizi consultoriali, sono svolte da rappresentanti dell’ATS e delle ASST. La Regione ha inoltre deliberato atti formali di collaborazione con altri servizi sociosanitari territoriali, ad esempio con le scuole e con associazioni di volontariato.

I consultori seguono da sempre i percorsi nascita e ciascuna ATS ha un proprio Comitato percorso nascita, al quale partecipa un rappresentante dei CF.

Nel 2013 è stato istituito il Comitato percorso nascita regionale, composto da dirigenti regionali e clinici esperti del settore, che svolge la funzione di coordinamento permanente per il percorso nascita.

I CF lombardi dovrebbero poter contare su un flusso informativo dedicato. Tuttavia, diversamente da quanto avviene in altre Regioni con sistemi informativi analoghi, non sono disponibili documenti regionali accessibili al pubblico elaborati in base ai dati raccolti tramite questa fonte. Confermo perché ho dovuto chiedere i dati con lettera formale e in alcuni casi fare una sorta di accesso agli atti.

Regione Lombardia in questo momento per l’assistenza sociosanitaria, consultori compresi, prevede la suddivisione del territorio in 8 ATS, che rappresentano il primo livello di gestione dei servizi, divisione che la legge prevede di mantenere.  Alle ATS, si affianca ora il livello organizzativo delle 27 ASST ognuna articolata in due settori – rete territoriale e polo ospedaliero, e non è perfettamente chiaro cosa succederà con l’approvazione della 187.

Regione Lombardia oggi ha nella ASST la struttura organizzativa alla quale i CF afferiscono, con un referente con funzioni di coordinamento dei soli consultori pubblici. In alcune ASST ci sono Unità Operative (UO) complesse consultoriali in altri sono presenti UO semplici. I CF sono incardinati in dipartimenti diversi nelle diverse ASST.

  • Qual è la prospettiva per il futuro dei Consultori? I CF dovrebbero essere inseriti nelle CASE DI COMUNITA’, pensate come soggetto filtro ed erogatore di differenti servizi sanitari e sociosanitari, ma  questa legge non dà indicazioni chiare sulle professionalità che opereranno al loro interno.

Su queste criticità si incardina l’Odg 3033

L’ ‘odg , stante l’attuale situazione che vi ho descritto, impegna a correggere l’insufficienza  numerica  dei CF  lombardi,  il progressivo decremento delle professionalità che vi operano, e l’insufficienza degli investimenti economici su di essi. E richiama alla necessità di far fronte alle carenze del modello organizzativo che denuncia ora una mancanza di forte interazione tra servizi territoriali, strutture ospedaliere e enti locali interessati dai servizi.

Chiediamo pertanto

Che sia implementata e valorizzata prioritariamente la rete dei consultori pubblici, così da rispettare la percentuale prevista dalla legge 34/96, per assicurare la piena realizzazione delle attività e degli obiettivi dei CF, di sostegno alla famiglia , alla donna, alla coppia e di promozione e tutela della maternità responsabile e del diritto alla scelta su contraccezione e procreazione consapevole.

  • Quanto sono conosciuti e  attrattivi i consultori lombardi?

La capacità attrattiva dei CF in Lombardia è al di sotto della media nazionale e del valore delle 5 Regioni che presentano capacità attrattive più alte (ER, Toscana, Lazio etc); ed è inferiore alla media nazionale  anche rispetto agli adolescenti e ai giovani, attrattività in calo negli ultimi anni.

Inciso: la famosa  riforma regionale del 2015 ha collocato a livello di ATS le attività di prevenzione rivolte ai gruppi (anche scolastici), che prima erano in capo e ad appannaggio diretto dei servizi consultoriali.

Qualche altro dato utile a ricostruire un quadro non esattamente confortante: il numero medio di prestazioni consultoriali erogate dai CF della Lombardia è il più basso in assoluto tra le Regioni italiane. Parliamo poi delle professioni:  la disponibilità settimanale del ginecologo (6,7 ore) è fra le più basse a livello nazionale, circa la metà del valore medio e ben lontana dallo standard di riferimento di 18 ore.

Lo stesso avviene per la figura professionale dell’ostetrica , che risulta inferiore alla media nazionale e molto al di sotto dei valori medi delle regioni che hanno adottato un modello di assistenza territoriale alla gravidanza fisiologica centrato su questa figura, al quale recentemente anche la Regione Lombardia ha inteso conformarsi.

Psicologi invece ce ne sono anche in presenza doppia rispetto allo standard di riferimento (di 18 ore settimanali), così come è alta e più che congrua la figura dell’assistente sociale, superiore rispetto al valore medio nazionale. Riconosco poi che in Lombardia il CF ha spesso funzioni specifiche anche nell’accompagnamento all’erogazione di misure di sostegno economico per le situazioni di fragilità, che non ha uguali nel panorama nazionale.

Globalmente la preponderanza del personale dell’area psicosociale riflette il nuovo ruolo che i servizi consultoriali lombardi hanno assunto negli ultimi 5 anni, ma la carenza del personale dell’area ostetrico-ginecologica i chiede la massima  attenzione.

Già da queste informazioni è chiaro perché i CF lombardi siano poco atttrattivi. Se poi aggiungiamo altri indicatori, ad esempio la media oraria in cui sono accessibili e aperti, completiamo un quadro decisamente non all’altezza degli obiettivi.

Nonostante questa situazione che vi ho sintetizzato, la legge 187 fa riferimento ai consultori in un unico passaggio nell’ Art 26  che recita così:

La Giunta regionale definisce, con successivi provvedimenti, i criteri e le modalità di riordino e riqualificazione della rete sociosanitaria regionale nella prospettiva di una piena integrazione, tra dimensione sociosanitaria e sociale, nella risposta ai bisogni complessi con specifico riguardo all’area dei consultori, della riabilitazione, della disabilità, delle dipendenze e della fragilità e non autosufficienza. “

Alla luce di queste evidenze, penso che i consultori familiari siano stati dimenticati da questa proposta di legge, che il futuro della rete consultoriale sia davvero poco definito e che avremmo voluto sapere di più.

Il passaggio rimanda a SUCCESSIVI PROVVEDIMENTI, quali?

Il quadro che vi ho illustrato non è incoraggiante, e con il Covid la  situazione è andata peggiorando sia quantitativamente sia qualitativamente,  perché la Giunta lombarda negli ultimi anni, prima del Covid, durante il Covid e dopo, non ha fatto nulla per valorizzarli, per aumentare l’attrattività e  la reputazione dei CF, che resistono soprattutto grazie alla grande qualità, abnegazione e professionalità dei tanti operatori.

Le giunte che si sono succedute negli anni hanno fatto poco anche solo per farli conoscere, e non li hanno adeguatamente sostenuti e finanziati, anzi li ha depotenziati, riducendo risorse e funzioni, e non dotandoli di strumentazioni adeguate. Hanno ridimensionato il personale, ridottole ore di lavoro, cambiato contratti da tempo indeterminato e pieno, a determinato e con un numero di ore irrisorie. Un esempio: i contratti di una figura chiave, i ginecologi, diventano via via contratti più precari (oggi un ginecologo se in servizio da dieci o più anni fa 38 ore alla settimana nel pubblico, se dovesse andare in pensione verrebbe sostituito da un nuovo professionista con 10 ore a settimana di impegno e un contratto a termine) .

Invece  molto ci sarebbe da fare da oggi, anzi da ieri, e noi, lo ribadiamo con i nostri ODG dopo averlo chiesto con chiarezza ogni volta che ne abbiamo avuto le opportunità (in sede di bilancio soprattutto, dove i nostri emendamenti in tal senso sono abitualmente respinti e gli ordini del giorno passano quando va bene con la formula dell’invito anziché dell’impegno, e quando passano con l’impegno sono disattesi, come per la contraccezione gratuita nei consultori ai minori passato all’unanimità con un impegno nel giugno del 2018 e non ancora realizzato).

Invece noi vogliamo che i consultori siano potenziati, perché sono un servizio territoriale a tutto tondo, punto di riferimento per le donne e altri utenti, che hanno modificato la cultura della salute della donna e introdotto modalità assistenziali innovative, di team, sollecitando la partecipazione attiva delle donne nella programmazione dei servizi.

Come chiediamo che RL si attivi per la messa in rete dei CF regionali attraverso un sistema informativo a più livelli: regionale in primis e poi a cascata di ASST e di distretto, per monitorare e valutare le attività e prestazioni e caibrare la programmazione conseguente.

Per questo abbiamo presentato 3 odg che ne chiedono il potenziamento

Illustrazione degli ODG 3031 e 3032

ODG 3031

Considerato che:

i consultori familiari, non adeguatamente finanziati e sostenuti sino a oggi, devono riprendere il ruolo di punti di riferimento per gli utenti non solo per l’ambito sanitario (contraccezione e consulenza preconcezionale, diagnosi precoce dei tumori femminili, gravidanza e nascita, allattamento, interruzione volontaria di gravidanza, menopausa, promozione della salute), ma anche per l’ambito psicologico (mediazione familiare, sostegno psicologico o sociale individuale, di coppia e familiare, sessualità, sostegno alla genitorialità, spazio giovani, incontri di gruppo).

Impegniamo quindi la Giunta Regionale a incentivare e sostenere fin da subito la presenza e il potenziamento dei consultori familiari in quanto presidi sociosanitari territoriali fondamentali.

ODG 3032 

Considerando  l’obiettivo di prevenzione che la Sanità Lombarda dovrebbe darsi e contestualmente l’alto numero degli obiettori e la necessità di dare piena applicazione alla legge 194, insiste sulla funzione educativa e informativa che hanno I consultori per tutto ciò che riguarda la sfera sessuale e affettiva,

chiediamo che la Giunta si impegni a valorizzare il ruolo del CF quale servizio fondamentale per una procreazione e maternità responsabile e per la promozione dell’educazione affettiva e sessuale nelle istituzioni scolastiche. 

OSTETRICHE

Parlare dei consultori mi dà l’opportunità di parlare di una professionalità sanitaria chiave per la salute delle donne, a cui i servizi consultoriali dovrebbero dare autorevolezza.

Dovrebbero perché in Lombardia e nei consultori lombardi, non sono in numero sufficiente e non sono valorizzate e ripensate per una loro effettivo riconoscimento di ruolo e di funzione sul territorio. In realtà non sono valorizzate neanche nella rete ospedaliera , perché laddove si decide, parlo del  Coordinamento regionale delle professioni sanitarie costituito poco tempo fa, tra i ruoli di direttori di unità operativa complessa cioè “primari”. su 22 professioni sanitarie non tutte hanno rappresentanza, e le ostetriche non ci sono.

In Lombardia poi sono stati chiusi  diversi punti nascita negli ultimi mesi, senza criteri di sicurezza per garantire una guardia ostetrica notte e giorno qualora si presenti comunque una donna in travaglio,  senza nessuna incremento del servizio ambulatoriale e territoriale. Anzi le ostetriche le stanno togliendo dai consultori per metterle solo in sala parto, perché l’ostetrica é la professione più sotto numero di tutte  Solo il 30% delle donne in Lombardia ha un’ostetrica dedicata (assistenza one to one) in travaglio e parto. C’è stata poi l’istituzione dell’ostetrica di famiglia di comunità. Ma le assunzioni? Ci sono state? Sono previste nei prossimi anni?

C’è stato da anni un progressivo disinvestimento sulla assistenza ostetrica, quando l’indicatore di sicurezza e raccomandato dalle linee guida dice che  tutte le donne dovrebbero avere una continuità assistenziale in gravidanza e un assistenza one to one in sala parto.

Abbiamo tradotto queste proposte in un odg il n.3054:

PREMESSO che:

-la professionista sanitaria Ostetrica, definita dal profilo professionale DM 740/94, è chiamata ad esercitare un’attività di c.d. “assistenza di base”, ovvero un’attività ordinaria che appartiene trasversalmente alla formazione dei professionisti sanitari di “classe 1” (a cui appartengono anche le professioni infermieristiche) e che ciascuno realizza nell’interesse della persona assistita e della comunità;

-in risposta al cambiamento dei sistemi sociosanitari, al decremento della natalità e per contrastare la povertà e la disuguaglianza di esiti di salute e di accesso alle cure ostetrico ginecologica e neonatale è necessario rivedere il paradigma organizzativo orientandolo all’ottimizzazione della risorsa Ostetrica;

CONSIDERATO CHE – è necessario garantire l’esercizio del ruolo e delle competenze di base e distintive dell’Ostetrica nelle azioni e posizioni cliniche, ovvero nelle cure primarie, di prossimità e comunque in tutti i setting e livelli di cura;

– il riconoscimento dell’Ostetrica di Famiglia e di Comunità permette di realizzare un sicuro presidio di assistenza ostetrica continua e una costante interfaccia con i MMG, PLS, le diverse organizzazioni pubbliche e del privato sociale e il rafforzamento della presa in carico integrata delle donne e dei soggetti in età evolutiva e delle famiglie;

Visto

il progetto di Legge n. 187 ‘Modifiche al Titolo I e al Titolo VII della legge regionale 30 dicembre 2009, n.33 (Testo Unico delle leggi regionali in materia di sanità)”;

Impegna la Giunta Regionale

a favorire negli studi di MMG e PLS la presenza di personale di studio, di infermieri, ostetriche e la collaborazione di professionisti sanitari con adeguato profilo professionale.

Proponiamo alla Giunta Lombarda anche di promuovere una formazione specifica per gli operatori di consultorio, adeguata ai cambiamenti in corso, guardando a ciò che si fa in altre regioni più avanti di noi in termini di formazione. Proponiamo anche di innovare  in  prestazioni introducendo la gratuità della contraccezione ad esempio, fondamentale per contrastare le recidive delle interruzioni di gravidanza, e per fare prevenzione tra i più giovani contro la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili, HIV Compresa, che purtroppo è in aumento soprattutto tra i più giovani

qui il video integrale del mio intervento in aula del 22 novembre (75 minuti) – https://www.youtube.com/watch?v=AD8n7T8kAGQ

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