La flat tax scoraggia il lavoro delle donne

marzo 25, 2019 § Lascia un commento

La flat tax, fortemente voluta dalla Lega e di imminente introduzione in Italia, è una tassa che prevede un’aliquota unica fissa del 15% sui  guadagni, per partite Iva  e  lavoratori autonomi che hanno dichiarato, nel 2018, compensi non superiori a 65mila euro. Costerà allo Stato in gettito fiscale perso,  circa 17 miliardi.

La nostra Costituzione prevede (art. 53) che il sistema tributario sia uniformato da criteri di progressività della tassazione, con la capacità contributiva del cittadino:

( “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.“).

Le attuali detrazioni fiscali Irpef verrebbero totalmente abolite ed assorbite dalla nuova deduzione fissa di 3.000 euro calcolata in base al numero di componenti del nucleo familiare ed al reddito complessivo dichiarato, cioè più figli hai, più risparmi in tasse. Saranno infatti previste delle detrazioni per i figli: 1.000 euro per ogni figlio a carico con più di 3 anni e 2.000 euro per ogni figlio a carico con meno di 3 anni.

E’ una misura fiscale che favorisce le famiglie  monoreddito, e scoraggia il lavoro, soprattutto quello delle donne.

Le famiglie  che traggono maggiore vantaggio da questo sistema di tassazione sono  infatti quelle con un solo reddito poco inferiore ai 50 mila euro. Il reddito di queste famiglie oggi ha una tassazione del 38% . A parità di reddito familiare, poi, il guadagno d’imposta è molto più forte per le famiglie monoreddito che per quelle in cui entrambi i partner lavorano.

“Guadagnano inoltre solo le monoreddito con reddito medio-alto: se c’è un solo reddito di 20mila euro non cambia nulla. In sintesi, per il 20 per cento più ricco e per il 20 per cento più povero delle famiglie cambierebbe poco o nulla, mentre il 60 per cento centrale guadagnerebbe tra i 1.000 e i 1.300 euro all’anno. Si perderebbero però tutte le attuali detrazioni. (…) Con il sistema previsto dal governo, nel 2020 succederebbe questo: se solo uno dei due coniugi lavora e guadagna 40 mila euro, la famiglia paga con la flat tax 5.100 euro (assumendo una deduzione di 3 mila euro per componente), ma se il partner disoccupato comincia a lavorare e guadagna 15 mila euro, il reddito familiare diventa 55 mila euro e tutti passano a tassazione individuale. Il primo coniuge paga 11.903 euro, il secondo 926, per un totale di 11.903. Il reddito familiare è aumentato di 15 mila euro e l’imposta totale di 6.803, per un’aliquota marginale del 45 per cento. Insomma, se il partner oggi disoccupato è indeciso se cominciare a lavorare o no, con l’Irpef di oggi sa che sui 15 mila euro guadagnati se ne pagherebbero solo 926 in Irpef, mentre con l’imposta mista familiare-individuale nel 2020 l’Irpef della famiglia aumenterebbe di 6.803 euro. L’incidenza media dell’Irpef, se il secondo membro comincia a lavorare, con l’Irpef di oggi scenderebbe da 26 a 22 per cento, con l’imposta mista del 2020 aumenterebbe dal 13 al 22 per cento.

Tabella 2

Possiamo leggere questi dati anche in un altro modo: cosa succede alla famiglia bireddito se il membro che oggi guadagna 15mila euro smette di lavorare? Con le regole attuali la famiglia perderebbe 13.384 euro, con l’Irpef 2020 ne perderebbe solo 8.197. Il secondo reddito da lavoro in famiglia diventerebbe meno importante.

Si ripropone lo stesso problema della fase 1. La flat tax per gli autonomi li incentiva a non dichiarare un fatturato superiore ai 65mila euro, altrimenti passano dal 15 per cento all’Irpef progressiva. La flat tax della fase 2 spinge le famiglie a non superare i 50mila euro di reddito, altrimenti passano dal 15 per cento all’Irpef progressiva. Un incentivo a restare piccoli o a non dichiarare aumenti di reddito, per le donne a restare a casa.”*

(*dall’ Articolo di Massimo Baldini e Leonzio Rizzo su LaVoce del 19.3.2019)

 

Qui l’approfondimento di Corsera con DATA ROOM  di Milena Gabanelli

https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/flat-tax-quali-categorie-ci-guadagnano-davvero/0332ba98-4cbd-11e9-aa51-4cb365c9ed6c-va.shtml

 

 

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