L’impatto di Quota100 sulle donne

febbraio 21, 2019 § Lascia un commento

#GenderGap

Il  provvedimento di Governo Quota100  è penalizzante per le donne, che hanno percorsi di lavoro più discontinui e retribuzioni inferiori agli uomini.

Avvantaggerà soprattutto gli uomini, soprattutto residenti al Nord in gran parte dipendenti del settore  pubblico,  che potranno andare in pensione prima,

“Se consideriamo lo stock dei titolari di pensione, su 9,3 milioni di assegni della gestione previdenziale Inps, 5,2 milioni sono destinate a uomini e 4,1 a donne, con una leggera prevalenza maschile. Le donne però riescono a guadagnare il diritto alla pensione solo raggiungendo il limite di età previsto per la pensione di vecchiaia (che nel 2019 sarà di 67 anni), molto difficilmente prima, proprio a causa di carriere contributive discontinue. Se restringiamo l’obiettivo solo sulle pensioni di “anzianità/anticipate” il “tasso di mascolinità” arriva al 77,5%: su un totale di 3,36 milioni, gli assegni riservati alle donne sono infatti meno di un milione” (cfr Sole 24 ORE)

bilancia

Penalizzerà quindi “(..)le donne, tradite da requisiti contributivi elevati e dall’aver dovuto subire sin qui, con l’opzione donna, riduzioni molto consistenti dei trattamenti pensionistici, quando ora per lo più gli uomini potranno andare in pensione prima senza alcuna penalizzazione”.

Attente a questo campanello d’allarme, segnalato da Boeri  ,  avevamo chiesto che ci fossero correttivi.
Richieste inascoltate, tanto che arriva la notizia che la Lega ha ritirato sia l’emendamento che prevedeva di un accredito figurativo di 3 anni per ogni figlio – a partire dal terzo (solo dal terzo sigh) – per le donne con almeno 50 anni d’età e 20 di contributi, sia l’emendamento, che prevedere quattro mesi di sconto sull’età pensionabile delle donne per ogni figlio (per un massimo di 12 mesi).
Non erano certo una rivoluzione copernicana, ma un piccolo segno di attenzione alle donne.
Sarebbe sbagliato chiedere a chi ci governa il coraggio di fare di più.
Basterebbe essere in grado di Legiferare secondo criteri di equità e Pari Opportunità
Ma non sembrano essere questi i principi che guidano le menti di chi ci governa.
Principi che non dobbiamo stancarci di richiamare.

 

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