La Festa del Sole e il pericoloso ritorno di ombre nere.

luglio 2, 2018 § Lascia un commento

Perché non può piacermi la Festa del Sole, nome ameno della Festa di #LealtàeAzione, che si terrà ad Abbiategrasso il 6-7 luglio?

Perché Lealtà e Azione, forse non tutti lo sanno, è un movimento dell’estrema destra, neofascista e antisemita, che ha apertamente appoggiato il nuovo governo a trazione Salvini.

E perché questa iniziativa ha avuto la concessione dello spazio pubblico da parte della neo eletta giunta di destra del Comune di Abbiategrasso.

E ancora, non mi piace che alla Festa parteciperanno, oltre ad alcuni parlamentari leghisti, due assessori della mia Regione: Giulio Gallera (Forza Italia, titolare dell’welfare) e Stefano Bruno Galli (cultura).
Cito dalla stampa (repubblica)”Da segnalare anche il concerto nazi-rock che andrà in scena alla Festa del Sole: tra i gruppi che si esibiranno ci sono i BULLETS, della rete Rac (Rock against communist), già autori dell’inno di Lealtà Azione in cui si esalta l’antisemita fondatore della Guardia di Ferro rumena, a cui dobbiamo negli anni Trenta e Quaranta spaventosi pogrom antiebraici (“I valori che cerchiamo / noi li troviamo in Corneliu Zelea Codreanu”); gli HOBBIT di Perugia, che si richiamano alla European brotherhood del suprematismo bianco e i TESTUDO di Bari, che hanno già partecipato ad iniziative per ricordare la nascita di Hitler e che inneggiano ai “giovani cuori” della Repubblica di Salò (“Martire volontario di chi scordò l’onore, / scegliendo di essere l’uomo, d’incarnare l’ideale / Seicento giorni mai spenti, seicento giorni ad ardire…”.
La mia indignazione è la stessa di ANPI, sia per la partecipazione di assessori Lombardi sia per la concessione dello spazio pubblico. 

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Non bastano i fiori di Banksy e la consapevolezza che tanto terreno dobbiamo seminare di cultura e rispetto, ma una sana e forte indignazione collettiva è necessaria.
Di questo dovremmo preoccuparci. 
Di questi oscuri ritorni, delle Feste in cui si inneggia al Duce, delle mani che di notte divelgono le targhe in memoria dei partigiani,  come quella che ricorda Lia Bianchi in un giardino a Niguarda.

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Delle scritte oltraggiose alla memoria che ricompaiono sui muri di quartieri storici della parte periferica della città.

Milano è stata antifascista, e lo è ancora, e continuerà ad indignarsi per questi oscuri ritorni.

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