E’ tempo è ora di una legge sullo #IusSoli intervento in aula @ComuneMi – ART 21 

luglio 17, 2017 § Lascia un commento

 

Vorrei parlare di Ius Soli.

Ne vorrei parlare perché Milano e il Comune di Milano è stato parte attiva in questa partita. “Talvolta a fare un passo avanti è non indietrggiare” diceva Khaled El Asaad, ucciso a Palmira per difendere i tesori di quel luogo.

Dico non indietreggiare perché questo consiglio comunale nel 2013  ha approvato una mozione – di cui sono onorata di essere stata la prima firmataria-  che, allora   in assenza di una legge, in un momento di vuoto legislativo, chiedeva di attribuire  la  cittadinanza simbolica italiana a tutti bambini nati a Milano da genitori stranieri. Molti dei colleghi in aula, che hanno partecipato anche alla scorsa legislatura erano presenti, diversi la hanno sottoscritta.

Una mozione sollecitata da associazioni umanitarie come Unicef, dalla Federazione Italiana dei Pediatri, dal Naga, una mozione che ha avuto seguito positivo con cerimonie annuali emozionanti alla presenza del Sindaco e dell’assessore Majorino,  nelle scuole milanesi dove i bambini italiani figli e genitori stranieri si mescolano e non si sentono diversi dai loro compagni nati da residenti a Milano da generazioni.
Si legge in questi giorni che la legge sullo IUS soli ha avuto una battuta d’arresto, si legge della retromarcia del Governo,  e quindi  sarà riportata in aula a settembre

Faccio fatica  ad accettarlo e a  comprenderne le ragioni che vadano oltre i numeri risicati di una fiducia in aula.

E come molti altri amministratori locali sto sollecitando con un  appello Governo e  Parlamento perché invece questa legge completi il suo iter e venga approvata velocemente.

E’ tempo ed è ora.

Spero che il Governo, il mio partito, la maggioranza , portino fino in fondo quello che è stato un obiettivo e un valore condiviso in tante occasioni, non solo elettorali, ma soprattutto condiviso con la società civile,  ricordo una per tutte la campagna l’Italia sono anch’io a cui questo comune ha aderito con convinzione nel 2012.

A chi potrebbe obiettare che non è argomento di pertinenza di un comune o di un’amministrazione locale voglio rispondere che sono le amministrazioni locali che hanno questi bambini e ragazzi nelle loro scuole,  dalle scuole materne alle scuole superiori,  sono le amministrazioni locali che per prime hanno espresso la volontà di riconoscere il loro diritto alla cittadinanza italiana, che dai bambini e vissuta come tale ma manca di riconoscimento.

Vorrei una scelta coraggiosa.

 

Dopo #20maggiosenzamuri, una manifestazione con grandissima partecipazione della comunità dei milanesi, invito a non indietreggiare come diceva Khaled, e mi sento di  invitare il sindaco e la Giunta ad essere fermi nella richiesta che si approvi la legge.

#Iononhocambiatoidea e chiederò con un ordine del giorno condiviso con alcuni colleghi, e che spero venga sottoscritto dalla maggioranza di questo Consiglio a continuare in questa speranza, per un Paese Pluriculturale, così come lo definiva Alexander Langer. Parlo di speranza perché non è una battaglia,  non è una guerra,  ma un obbiettivo di Civiltà.

 

E’ tempo. E’ ora

grazie

 

iussoli

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