Legge elettorale e distanze che aumentano.

giugno 3, 2017 § Lascia un commento

L’editoriale di Massimo Giannini su Repubblica mi trova allineata al suo pensiero.

In sintesi e senza giri di parole (ma con molte e solide argomentazioni) dice che la #leggeElettorale in campo ora, è una porcata. Concordo.
È la fine dell’alternanza e il rimarcare le distanze tra eletti ed elettori. Questa è la conseguenza più grave e pericolosa: le distanze diverranno sempre più ampie  tra chi vota e chi siederà in Camera o Senato, che sarà scelto dai vertici dei partiti. Torniamo indietro ad un passato che pensavamo superato.

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Come Giannini mi interrogo sulle possibili (e plausibili) convergenze programmatiche discendenti da alleanze forzose e forzate, che non siano sotto il paravento della convenienza elettorale.

Il modello tedesco tout court mi sembra poi un paragone non calzante, perché non possiamo applicare a noi il modello elettorale in uso in uno stato che è ‘stabile’ da settant’anni, mentre da noi andare a elezioni a  fine  legislatura è stato spesso un miraggio.
Aggiungo che ritengo questa fretta di elezioni a settembre nociva, perché prima di pensare ad avere un parlamento di ‘fedeli’, si dovrebbero tenere in più alta considerazione  le molte leggi incompiute che sarebbe più serio impegnarsi a portare a casa, per rispetto verso chi insieme a noi ha detto che era tempo e ora di farle.
Leggi che abbiamo voluto e che interpretano il volere di tanti elettori democratici e progressisti (#IusSoli, #biotestamento, #codiceAntimafia, #ReatoTortura, #ProcessoPenale, solo alcune oltre alla Legge bilancio che consente a molti Comuni di amministrare con maggiore serenità e minori incertezze i propri territori).
Si considerano possibili alleanze con chi abbiamo sempre avversato, con chi su queste leggi non ragiona secondo le nostre priorità di valori, e si rinuncia alla ricostruzione di un centrosinistra che stia dentro quel perimetro di valori: lotta alle disuguaglianze, diritti sociali e civili, dignità, solidarietà e accoglienza.
Si dia corso a questa legislatura fino in fondo, e si ragioni ad una legge elettorale con premio di coalizione.  C’è forse ancora tempo e modo di ripensarci.
Le distanze, se si continua sulla strada paventata, diventeranno voragini di questo passo.

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